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domenica 29 agosto 2021

Juventus - Empoli 0:1, un disastro. Perchè? Abbiamo trovato la causa.

Da molti mesi non commento sul blog la Juventus, il calcio e tutto il mondo che ci gira intorno.
Sono onesto, ho avuto un momento di rifiuto di questo "sport" che mi ha portato a essere meno appassionato.
Seguo il calcio da molti anni.
E la mia passione juventina è da sempre.
Ho anche giocato a calcio e ritengo questo sport bellissimo.
E non scrivo dei motivi per i quali sono convinto di ciò.

Però vedere giocare le squadre in degli stadi vuoti, vedere cosa pian piano questo sport popolare è diventato in termini di società per azioni, business e giro di soldi (ingaggi, commissioni agli agenti, superlega, diritti tv, etc...) e infine vedere una squadra passare dalle stelle alle stalle da un punto di vista di strategie e operatività mi ha smorzato molte fantasie.
Poi io non vivo di calcio.
E ho molti altri interessi e passioni. Et voilà, sono passati mesi.

Ma veniamo all'oggi. Veniamo a esaminare questa fotografia del presente. Che va oltre un 0:1 in casa con una neopromossa dalla serie B. Che, in altri tempi, sarebbe bastato per far rumore.

No. Qui il nocciolo della questione non è la sconfitta in se ma ciò che questa sconfitta va a certificare.
OVVERO il fatto che la società Juventus è allo sbando e in uno stato confusionale a livello direttivo e manageriale.

Questo viene prima di tutto. E il punto di partenza è, secondo me, il giorno 11 aprile 2018. Giorno dei quarti di finali di Champions, partita di ritorno a Madrid.
Si veniva da un 3:0 in casa, con rete spettacolare di CR7 in rovesciata.
La Juventus tenta l'impresa di recuperare un risultato pesantissimo. E incredibilmente segna 3 goal al Bernabeu. E' la premessa per una partita da cardiopalma. Forse si può fare. E se si passa, la finale e la coppa Champions potrebbe essere una prospettiva molto concreta.
La Juventus domina in Italia, senza rivali. C'è sempre qualche critica al gioco ma sono i pidocchi dell'eroe. Accade perchè qualcuno che mugugna c'è sempre e i giornalisti devono sempre alzare un polverone sulle cose per vendere le loro copie.

In quella partita, ad un passo dall'impresa, Cristiano Ronaldo segna un rigore al 97° e condanna la Juventus ad una eliminazione che dire bruciante è poco. Il rigore ci poteva stare così come non ci poteva stare. Ne hanno dati di più scandalosi e non ne hanno fischiati di decisamente più netti in Champions.

Perchè è il punto di svolta? Perchè quella partita persa rompe degli equilibri interni. Crea discordie. Più fra il management bianconero che nello spogliatoio. La champions è una ossessione. Esservi arrivata 2 volte vicino ed essere stati buttati fuori nuovamente dal Real Madrid è una ferita aperta e sanguinante.

Agnelli, Paratici, Nedved e Marotta. Questi i 4 personaggi della storia. Almeno quelli principali. E Allegri sullo sfondo.
Fino a quel momento la Juventus è cresciuta (dalla serie B alle finali di Champions passando per il dominio in Italia) attraverso un percorso di crescita lineare. Fatto di passi calcolati e di operazioni di mercato coerenti. Si comprano i giocatori funzionali ad un equilibrio di squadra, li si compra anche in base agli atteggiamenti umani. Chi fa casino viene mandato via.
L'estate del 2018 invece porta una inversione di rotta.

Complice una situazione di mercato particolare, alla Juventus arriva la possibilità di poter ingaggiare uno dei 2 giocatori più forti del mondo (così non discutiamo sulla cosa). Se, e diciamo se, in quell'11 aprile C7 avesse fallito il rigore e la Juve magari avesse passato il turno, probabilmente tutto questo non sarebbe successo. Ma....

La Juve ambisce a entrare fra le prime 5/6 squadre d''Europa e ambisce a essere un Top Team. Occorre fare un salto di qualità e ingaggiare anche i migliori del mondo.
Paratici, che è l'artefice del contatto con l'agente di CR7 Mendes, è d'accordo. Probabilmente ha l'accordo di Nedved. Marotta contrario e Agnelli indeciso.

Acquistare o non acquistare Cristiano Ronaldo, uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, quello che solo pochi mesi fa a Torino ha siglato uno dei goal più spettacolari di sempre in Champions (rovesciata da favola) e che solo due settimane dopo ha segnato il rigore che ha condannato la Juve all'ennesima annata amara?

In quel dubbio, poi risolto a favore dell'acquisto del portoghese e del litigio/separazione delle strade fra Marotta e Agnelli, sta la radice di ciò che abbiamo visto ieri sera con l'Empoli.
UNA SQUADRA CHE HA PERSO LA SUA IDENTITA'.

Antonio Conte, aveva forgiato una identità. Con giocatori da 10 euro in un ristorante da 100. Diamogliene atto. La Juventus vincente dal 2011 aveva grinta, fame, intensità, concentrazione. Era unita nei reparti e sapeva cosa fare. Ma soprattutto era coesa. Sembrava una corazzata.
La Juventus è migliorata anno dopo anno anche con Allegri. Si forse il gioco non sempre era all'altezza delle aspettative. Ma, che piaccia o no, la squadra aveva una identità.

L'arrivo di CR7 non è stato un danno in se. Cristiano Ronaldo ha segnato 101 reti in 3 campionati. Ha vinto un titolo capocannonieri ed è stato prolifico. Ha risolto partite. Ha elevato gli standard della squadra. Certo, non è esente anche lui da atteggiamenti a volte sopra le righe e neanche lui è perfetto. Ma chi lo è? Quale è il giocatore che non ha momenti in cui fa un errore? Tra l'altro dai 33 ai 36 anni, Ronaldo ha saltato una sola partita per problemi fisici.
Mi sembra strano che nessuno lo abbia messo in rilievo perchè invece è qualcosa di fenomenale. O vogliamo parlare di Arthur o di Ramsey giusto per fare 2 nomi? Due persone che guadagnano cifre astronomiche se parametrate ai minuti giocati effettivi.

L'arrivo di CR7 è stato un disastro solo perchè ha causato la partenza di Marotta. Che non sposava il progetto. Marotta non aveva riserve su Ronaldo il giocatore. Aveva riserve sulla sostenibilità economica di un acquisto da più di 100 milioni di euro e un ingaggio annuale di 31 milioni netti a stagione.
Aveva riserve su che impatto la presenza di una stella superpagata (magari anche con merito) avrebbe avuto sul resto dello spogliatoio. Qualcuno avrebbe cominciato a pretendere degli aumenti salariali? La storia ci dice cosa è successo, in effetti.....
L'arrivo di CR7 ha accecato il management juventino. Agnelli ha perso il controllo della situazione affidando tutto a Paratici. Nedved non si capisce che funzione avesse e quale sia stato il suo apporto in un senso o nell'altro.
E Paratici..... Paratici.... Paratici, se mi permetto di fare un nome, è il responsabile della sconfitta di ieri a Empoli. E dello scudetto perso l'anno scorso. E dell'involuzione di questa (ex) magnifica squadra.
Paratici.
Lui è assurto a direttore generale e responsabile unico delle operazioni di mercato.
Paratici ha cacciato Allegri e creato una discontinuità di identità portando a Torino la persona più sbagliata. Ovvero Maurizio Sarri. Non perchè non sia un bravo allenatore. Lo è. Ma non era la persona adatta a guidare la Juventus in un momento così delicato.

Era fresco vincitore dell'Europa League, è vero. Ma ha allenato per anni i più fieri rivali della Juventus e per anni ha avuto sempre una pessima parola per i bianconeri. Mai ammettendo la bravura della Vecchia Signora e sempre paventando ombre e sospetti. Sarri... un carattere diretto e anche ruvido. Inadatto allo stile Juventus. Inadatto da un punto di vista comunicativo. Inadatto a sostenere la pressione mediatica che ad un allenatore della Juve viene esercitata.

Sarri deve creare una nuova identità. E alla Juve non hai molto tempo. Fallisce. I giocatori non lo seguono. Non sarà stata tutta colpa sua ma di sicuro qualcosa la avrà sbagliata.

La Juve comincia a non capire più se è carne o pesce. Paratici va in affanno. Comincia a comprare giocatori funzionali agli equilibri di cassa e non al gioco o alle esigenze dell'allenatore. Sarri allena chi gli viene dato. Sono campioni, prime-donne, giocatori affermati o comunque di lungo corso.
Non era facile neanche per l'allenatore toscano.
E qui le colpe non sono sue ma di Paratici/Nedved. Con Agnelli colpevole di aver avallato tutto.

Inutile stare a vedere le operazioni a parametro zero di giocatori ai margini di altre squadre. Forse campioni ma se vanno via a zero qualche domanda bisogna anche farsela talvolta. Inoltre la squadra invecchia. Gli anni passano per tutti. E poi il Covid.
Incredibilmente arriva anche la chiusura degli stadi prima e il giocare senza spettatori poi. 

I bilanci della Juventus, già instabili su un filo sottilissimo di equilibrio precario, esplodono. Agnelli realizza che l'operazione CR7 è stata fatta nel momento peggiore. I risultati (europei) non arrivano. La Juventus fallisce con squadrette di seconda e terza fascia.

Se i risultati non arrivano, i malumori crescono. Ma torniamo li. Perdita di identità.

E poi? E poi la confusione totale. Paratici in difficoltà compra male e vende peggio. Compra caro e svende a zero. Si da l'incarico a Pirlo (che a me non è dispiaciuto) ma era comunque alla prima esperienza. Un salto nel buio anche a livello di immagine.
I giocatori mugugnano. Capiscono che la società è in confusione. Secondo me lo capiscono tutti.
Agnelli nel panico inventa la superlega. Un autogoal clamoroso.

Per di più dall'altra parte, l'Inter in silenzio in un paio d'anni con Conte al timone e lo spettacolare Marotta (tanto di cappello ad un signor manager) creano una ottima e solida squadra. L'Inter acquisisce una identità. Compra Lukaku e compra ottimi giocatori. 
La Juventus, dopo 9 anni di fila, perde il campionato, esce malamente dalla Champions, ha i conti disastratati, litiga con i rinnovi dei suoi giocatori perchè tutti vogliono di più, ottiene una immagine pubblica pessima per via della Superlega.

Non è un caso che, finalmente, Agnelli rinsavisce. Manda via Paratici e richiama Allegri.
Ma recuperare l'identità persa non è questione di un paio di partite.

Ci sono giocatori che vanno mandati via. Non sono all'altezza. CR7 è andato via quasi sicuramente perchè ormai non sopportava l'aria di naufragio che si respirava a Torino. Attorno a lui c'erano solo le rovine di una Juve all'altezza. Con giocatori strapagati senza valere l'ingaggio (Bernardeschi, Rabiot, Ramsey, Rugani, Morata, Arthur e mi fermo qui.)

Occorre ripartire. Forse ce la faranno ma la squadra è incompleta. Mancano laterali all'altezza (Alex Sandro in fase totalmente discendente), un play centrale alla Jorginho, un centravanti che sia capace di tenere palla, un portiere che dia più sicurezza, forse anche un centrocampista di fantasia e capace di uno-contro-uno.

Vediamo che succede.
FINO ALLA FINE


lunedì 19 aprile 2021

Juventus: stato attuale.

Si doveva arrivare alla fine, prima o poi. Che tutte le cose inizino e poi finiscano è una legge della natura e ancor di più dello sport.

Non staremo a stracciarci le vesti perchè questo è successo. Dopo 9 anni di scudetti consecutivi, il decimo non arriverà. Se fino ad ieri c'era un flebile, debolissimo lumicino acceso che continuava a bruciare, oggi ci ritroviamo con lo sguardo già proiettato per una nuova ripartenza.

Quello che preoccupa è che l'anno non è andato bene (Champions svanita ancora una volta uscendo con una squadra sulla carta decisamente meno titolata, frutto di un approccio alla doppia sfida un'altra volta non all'altezza e Campionato perso) ma corriamo il rischio che vada peggio. E corriamo il rischio che sia un disastro.

Disastro che si materializzerebbe nel caso in cui la Vecchia Signora non riuscisse a qualificarsi per la prossima Champions League. Evento fino a ieri appena accennato, evento oggi tutt'altro che remoto.

La classifica parla chiaro.
In testa vi è l'Inter, ormai irraggiungibile. Solo un suicidio collettivo onestamente totalmente improbabile dei neroazzurri consentirebbe a chi sta dietro di recuperare. 9 punti sulla seconda sono una enormità a questo punto del campionato, con sole 7 partite da giocare. Con 21 punti in palio significherebbe che l'Inter deve perdere almeno 3 partite e chi sta dietro deve vincerle tutte. Va beh....

La zona calda è tra il 2° e il 4° posto. Abbiamo 5 squadre per 3 posti. Racchiuse in 8 punti. La Juventus, dopo la sconfitta a Bergamo di ieri, è scivolata al 4° posto, scavalcata proprio dall'Atalanta. Altro che recuperare lo scudetto. Qui il problema è entrare nelle prime 4.
Perchè?

Perchè ancora una volta la squadra ha mostrato dei limiti spaventosi in fatto di compattezza e di fluidità di gioco. Una partita storta capita e non è da farne un dramma, ma la Juventus quest'anno è assolutamente assodato abbia delle carenze strutturali enormi (responsabilità di chi ha costruito la squadra o meglio de-costruito) unite ad un approccio mentale e agonistico alla partita da squadra di media classifica.

Ed è questo ultimo punto che forse fa più male. Si può perdere, ma dando l'idea di essere una squadra, di metterci cuore, di far vibrare il tifoso di ardore almeno per qualche minuto.

Questo invece non c'è. L'evidenza è che la squadra è al disarmo. Si vede ormai lontano un miglio che non ci sono motivazioni convinte ma solo motivazioni imposte dalla situazione e dai contratti. Si gioca e ci si impegna ma manca quel "plus", quel qualcosa in più che parte da dentro, da delle motivazioni interiori. Sono troppi i giocatori in condizioni psico-fisiche precarie.

Vedere ieri Dybala traccheggiare spaurito per il campo è stato uno strazio. Non che sia un "J'Accuse" al giocatore. La sua forma fisica è precaria, l'ambiente non aiuta, il suo rapporto con la società è ai minimi storici. Di certo i limiti caratteriali dell'uomo sono stati evidenti anche in altri momenti, anche se considero il giocatore uno dei talenti più cristallini giunti a Torino.
Ma se proprio dobbiamo usare un metro di misura, io ricordo ai tifosi il carisma di un Carlitos Tevez per dare un esempio. Un giocatore che non pensavi mai stesse rimuginando sul fatto che la squadra preferisse lui o un altro come stella della squadra.

Pirlo.... Pirlo ha fatto il suo. Io mi aspettavo qualcosa in più, devo essere onesto. Mi aspettavo una squadra più compatta, soprattutto a centrocampo. Mi aspettavo una squadra che avesse più soluzioni di gioco. Non me lo aspettavo a settembre o ottobre ma ad aprile mi aspettavo di vedere qualche trama, qualche processo di gioco assimilato dai giocatori.

E' evidente che la squadra non li ha. I giocatori non giocano quasi mai a 1 tocco. Se non quando c'è lo scolastico scarico per alleggerire il portatore di palla. Porto il pallone, vedo il compagno libero che mi viene incontro, do la palla e il mio compagno, di prima, restituisce la palla addosso. "Scarico". Serve per movimentare il gioco mentre la squadra prepara qualche soluzione improvvisa in cui qualcuno si smarca o si butta nello spazio.

Ed è proprio questo che manca. Non ci sono giocatori che si buttano negli spazi. Non ci sono passaggi rapidi da una zona del campo all'altra. E soprattutto non ci sono aperture. Cosa è una apertura? Una apertura è un improvviso cambio di gioco che porta il pallone con un lancio da una parte del campo ad un'altra decisamente lontana. Si sta palleggiando sul lato destro del campo? Una apertura porta il pallone da li alla parte opposta, dove si troverà l'esterno sinistro completamente libero. Con un solo lancio.

La Juventus non lo fa mai. I suoi centrocampisti hanno dei limiti in questi senso pazzeschi e questo è uno dei grandi problemi della squadra. Non c'è profondità. Ci sono solo due direttrici: una che passa dal dare la palla a destra a Cuadrado che se salta l'uomo (e lo fa) fa un cross in mezzo all'area. E l'latra direttrice passa da Chiesa che prova a buttarsi negli spazi con il suo vigore agonistico.

Però non abbiamo il centroavanti adatto per ricevere i cross alti. E spesso giochiamo senza nessuno che occupi l'area.

Difetti di creazione della squadra. Talmente evidenti che non si capisce come dirigenti di quel livello possano aver fatto degli errori.

La chiudiamo qui. Senza analizzare altro. Questo è più che sufficiente.

Dispiacciono le ultime parole di Pirlo, cosa che mi porterà a non guardare più le prossime partite. Cioè che si è stati sfortunati e si è perso per sfortuna. Ho gioito quando Sarri è stato mandato via per le cazzate che diceva durante le conferenze stampa. Pirlo è stato sempre sobrio e dignitoso nelle sue conferenze. Da qualche settimana sta sbagliando la strategia comunicative e arrivano le prime, deludenti, gaffes. 
Un allenatore come si deve non parla mai di episodi sfortunati. Perchè il calcio E' FATTO DI EPISODI. E quando si sbaglia non è sfortuna. Quando si prende un palo non è sfortuna! Si è calciato male.
Perchè se si calciava bene, il pallone andava dentro.
Quando si prende un goal alla fine della partita, non è sfortuna. C'è stato qualche errore difensivo. O di un giocatore o di tutto un reparto.

Fine.

Chiudiamo l'anno così. Sperando solo che si riesca ad arrivare fra le prima 4. Cosa, visto come giochiamo e visti i malumori e la poca serenità dell'ambiente, tutt'altro che scontata.
La squadra deve smettere di pensare di essere una BIG e giocare con l'atteggiamento da provinciale. Portando a casa i punti. Perchè senza la prossima Champions, sarà un disastro anche per le casse.

Che già sono disastrate da una gestione amministrativa non all'altezza da parte di Paratici. Che va assolutamente epurato perchè la sua gestione è palese faccia acqua da tutte le parti. I trofei e le vittorie sono arrivate per inerzia. Perchè la squadra veniva da un impianto prima mentale e poi agonistico forte. Un patrimonio che è stato sperperato.

Lo scudetto lo si poteva perdere. Ci stava. Ma qui si è persa la leadership di squadra vincente. E questo è ciò che più dispiace.

Fino alla fine, forza Juventus.

lunedì 22 marzo 2021

Doveva arrivare il crollo dell'impero romano: Juventus la fine di un ciclo? Forse è anche peggio

Una immagine che probabilmente segna veramente (forse anche di più dell'amara vittoria in Champions sul Porto che ha comunque sancito la prematura esclusione dei bianconeri dal proseguimento verso la coppa dalle grandi orecchie) la fine di un'era.

L'era del presidente Agnelli e del nuovo corso Marotta-Nedved-Conte iniziato un decennio. L'era dello stadium, dell'orgoglio ritrovato e dei record.

Record di punti in un campionato, record di scudetti consecutivi, record di una stagione intera senza sconfitte.

L'era in cui vincere non era importante, era l'unica cosa che contava.

La Juventus perde in casa con il Benevento. Una neo-promossa. Ma anche questo al momento è relativo.
Quello che conta non è la sconfitta in se, anche se in casa e con una squadra di bassa classifica. In un campionato può capire un calo di tensione, un momento di smarrimento, una partita in cui ti gira tutto male. Può capitare un periodo in cui i bioritmi dei giocatori più importanti siano al minimo o in cui le figure chiave si ritrovano infortunate o assenti tutte insieme.

Appare evidente e in questo momento totalmente sicuro che si è chiuso un ciclo ed è finito un modello. Onestamente pensavo e speravo che ci potesse essere una transizione migliore. Anche perchè il vantaggio accumulato era tanto, il fieno in cascina moltissimo. Proprio nel momento in cui si poteva fare il salto di qualità, portando la Juventus da regina incontrastata in Italia ad essere regina in Europa, proprio nel momento in cui puoi schierare tra le tue fila uno dei 2 campioni assoluti di questo sport e uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi, proprio nel momento in cui anche la forza economica poteva permettere di gareggiare con le altre big d'Europa....

Proprio in quel momento la dirigenza più quadrata d'Italia, più feroce nella programmazione e nella lungimiranza commette una serie interminabile di errori che l'hanno di fatto portata a sperperare un patrimonio accumulato faticosamente nel breve volgere di un anno e mezzo o poco più.

Se ci guardiamo indietro le ragioni vengono da lontano. E non sono certo il covid, gli stadi vuoti, gli infortuni, Pirlo troppo inesperto e via dicendo. Questi sono al limite fattori di contorno e talvolta effetti.

Le cause sono umane, troppo umane. L'uscita di scena del signor Marotta solo adesso mostra quanto abbia pesato nell'economia della situazione. Chi lo ha sostituito, Paratici, non ha avuto la stessa capacità manageriale e la stessa prudenza. 

Il buon Paratici ha fatto il suo lavoro in modo egregio quando era il braccio destro di chi lo ha preceduto. Ma da solo ha inanellato errori strategici fondamentali.

Non rimpiango a tutti i costi Allegri, come sbagliando fanno adesso molti tifosi. Non perchè pensi male di Allegri. Ma perchè gli stessi che lo piangono sono forse gli stessi che lo hanno fischiato quando è arrivato.
Allegri era giunto alla fine di un ciclo. Forse il rapporto si era logorato e forse la scintilla si era spenta. Allenare una squadra per 5 anni non è moltissimo ma non è neppure poco. Un cambiamento ci può stare.

Il dubbio è che quando il rapporto con il livornese si è interrotto, ci fossero sul piatto altri scenari. Continuo a pensare che Allegri sia stato mandato via o si sia fatto in modo che andasse via perchè c'era sul tavolo un possibile accordo con Guardiola. O un altro allenatore Big. Era quello il definitivo salto di qualità verso il top dell'Europa, il sigillo definitivo (dopo l'arrivo di CR7) che la Juventus fosse insieme a Bayern, Real e Barcellona, il simbolo del calcio che conta.

Guardiola non è arrivato. E da allora si è cominciato a prendere strade di ripiego. In un crescendo di imbarazzanti errori di prospettiva, in cui l'ultimo sbaglio era la diretta conseguenza di quello precedente.

Sarri è stato l'errore più grande commesso dal duo Paratici-Nedved. Sembrerebbe una scelta non avallata da Agnelli. Non sapremo mai la verità. Ma è sicuro che sia stato un errore. Preso come ripiego di Guardiola, la scelta viene fatta perchè trapela la voglia di cambiare gioco, di riuscire a divertire anzichè solo vincere. E' il rinnegare quello che si era fatto fino a quel momento.

Sarri non ha particolari colpe. Era solo l'uomo sbagliato nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Non ha particolari colpe. Sarri ha fatto il Sarri. Niente più e niente meno. Non aveva il tempo di poter costruire la "sua" squadra (a volte ci vogliono anni) e non aveva i giocatori affini al suo progetto. Ha mandato via giocatori che potevano tornare utili e di certo non è stato quel modello di allenatore che tiene unito lo spogliatoio. Sarri può allenare una grande squadra fatta di campioni? Io penso proprio di no. Non in una piazza come la Juve. Non se sei stato il paladino dei nemici della juventinità, l'esatto esempio del contrario dello stile "Juve".

Già da qualche anno le campagne acquisti si facevano con un occhio sempre più attento ai bilanci e alle plusvalenze piuttosto che alla ricerca di giovani da far crescere e individualità coerenti con il progetto.

E' l'epoca dei parametri zero. Giocatori a fine contratto, con un presente non sempre all'altezza del loro valore presunto. Parametri zero che costano tantissimo come ingaggio ma che non rendono ciò che ci si aspetta.

E' l'epoca del compro carissimo e vendo a poco perchè l'importante è abbassare un monte ingaggi che si innalza pericolosamente senza motivi. Se analizziamo alcuni stipendi rimaniamo inorriditi. Un Rugani di turno o un Bernardeschi di turno prendono 4 milioni netti a stagione. 4 milioni. Di che parliamo. 

E' la fine di un ciclo. Avvenuto veramente nel peggiore dei modi. C'è tempo per risalire la classifica e riuscire a riqualificarsi in Champions ma la paura più grande ora non è neppure di non qualificarsi fra le prime 4. La paura è di perdere tutto. Tutto il lavoro fatto finora. 

A breve Ronaldo andrà via. Io credo già questa estate. Perchè è evidente non voglia più rimanere in una squadra che mostra crepe in ogni dove. Come fame di vittorie, voglia, programmazione. In cui sembra si viva alla giornata.

La Juventus di ora sembra l'impero romano alla fine dei suoi giorni. Fragile, pronto a cadere sotto i colpi delle giovani popolazioni barbare, beandosi dei tempi gloriosi andati che non ci sono più.

CR7 andrà via perchè non lo puoi tenere fino a fine contratto. Costa troppo e se non rinnova, tanto vale venderlo ora per recuperare 30 o 40 milioni di euro. Vari giocatori simbolo di quella Juve che fu andranno via: Chiellini sicuro, forse Buffon, forse Dybala.

Io credo che quello che debba andar via sia Paratici e altri dello staff dirigenziale. Si deve ripartire con una programmazione. Non più vecchi alla fine del proprio percorso ma un mix di gioventù ed esperienza. Con giocatori acquistati per giocare nel loro ruolo.
O vogliamo continuare con gli esperimenti? Bernardeschi terzino, Bentancur playmaker, Kulusesvki attaccante, Ramsey esterno, Danilo centrocampista...... Vogliamo continuare con queste assurdità? Con una rosa con 2 soli attaccanti di ruolo disponibili per mesi? Con dodicimila esterni e nessun centrale di centrocampo se non Arthur che dice che preferisce giocare mezz'ala?

Ci vuole uno zoccolo duro di giocatori italiani che ricevano dai "vecchi" l'impronta dell'identità di squadra. E che la trasmettano. Ci vogliono giocatori affamati (l'esempio è CHIESA) e volenterosi. Ci vuole una pressione su lega e FIGC affinchè diminuiscano le partite ufficiali e si possa avere il tempo per allenarsi come si deve. E non si facciano più i tour promozionali a luglio e agosto e si ritorni alla buona e vecchia preparazione pre-campionato.
E soprattutto si spingano i giocatori a prendersi le loro responsabilità. A giocare sapendo che i soldi che si ricevono vanno guadagnati.

Io avrei tolto i guadagni stellari che hanno e li avrei parametrati ai risultati. Un compenso fisso e il resto ancorato a minutaggio, presenze e risultati, ruolo per ruolo. Basterebbe dare un tot di soldi per ogni valutazione media dei principali giornali. E' un criterio. Ma porterebbe i giocatori a capire che occorre giocare. E magari perdere, ma con onore.

Ora stiamo perdendo. E continueremo a farlo. Da qui fino alla fine del campionato. Perchè il re è nudo. E tutti ora giocheranno consapevoli che è in arrivo la rifondazione. Molti di quelli che giocano ora andranno via. E le motivazioni scompariranno e l'unità di squadra pure.

NOn credo andremo in Champions. Non credo vinceremo la coppa Italia. Lo scudetto è già andato.

E se non mandiamo via Paratici e soci, penso che ci vorranno di nuovo altri 4 o 5 anni prima di riprendersi.

Forza Juve, fino alla fine.

martedì 9 marzo 2021

Come ci presentiamo al ritorno degli ottavi con il Porto dopo la vittoria con la Lazio?

Questi ultimi giorni mi sono occupato di miglioramento personale e quindi ho avuto pochissimo tempo di interagire sui miei blog.

Ho comunque visto sabato la partita della Vecchia Signora in cui abbiamo matato i biancocelesti di Roma per 3 a 1.

Che partita è stata? Una partita con un ottimo risultato, grande iniezione di fiducia e sicuramente una prestazione in alcuni tratti della gara veramente all'altezza delle potenzialità enormi che questa squadra potrebbe sviluppare e non sempre fa.

Ma allo stesso tempo una partita che ha mostrato anche le fragilità e i punti deboli della Juventus. Che ormai appaiono chiari come il sole e forse, osservo in modo prudente, anche inevitabilmente legati al progetto stesso. A cosa mi riferisco? Al fatto che l'iniezione massiccia in questo ultimi 2 anni di nuovi giovani giocatori, con un abbassamento importante dell'età media della rosa, non possa prescindere dalla perdita di quella stabilità gestionale di ogni momento della partita.

La gioventù e il talento portano a grande energia e prospettiva futura. Ma se il talento può esserci anche a 18 o a 20 anni (Mbappè, Messi e Ronaldo docet), è sicuramente molto più difficile che ad una giovane età ci sia la maturità e l'esperienza della gestione dei vari momenti della partita.

La gioventù porta, quasi come legge inesorabile, la possibilità a commettere errori veniali. Errori che (vedi l'andata con il Porto) poi pesano tantissimo sulle gare ma che sono (appunto) inevitabili se si schierano in campo tanti giovanotti di belle speranze tutti insieme.

Questo non vuole essere una giustificazione agli errori. Solo una comprensione. Sabato l'approccio alla partita nei primi minuti è stato, come spesso è successo, non all'altezza del livello di concentrazione necessario per vincere e dominare le partite. Questa volta è toccato a Kulusesvki regalare un pallone sanguinoso e spianare la strada a Correa affinchè ci infilzasse con un contropiede fulmineo gestito e concluso in modo magistrale.

Come detto, non è tutta colpa del biondino svedese. Lui ha commesso l'errore, è vero ma è la squadra che una volta ancora è entrata in campo senza il giusto piglio. Questione di maturità? Forse.

Sta di fatto che sabato la abbiamo ribaltata e questo spiana la strada a replicare la cosa questa sera.
La Juventus ribalterà il risultato con il Porto in Champions? Potrebbe. Ci sono tutti i presupposti. 

Mentali (alto morale dopo sabato), fisici (prova soddisfacente da un punto di vista agonistico, di rosa (grandi e importanti rientri) e numerici (il 2:1 dell'andata può essere ribaltato con un semplice 1 a zero, quindi niente di numericamente complicato). Si può fare e io penso succederà.

Questo non significa che non ci siano le incognite. La più importante non dipende da cosa il Porto farà ma da quanto ci sarà la giusta "cattiveria" agonistica. Se scendiamo in campo leggeri sarà un disastro. Se scendiamo in campo concentrati, calmi ma aggressivi e cattivi ce la faremo.

Quindi a stasera e ci vedremo domani per sentenziare come è andata.

Fino alla fine.

lunedì 22 febbraio 2021

23-esima di campionato, Juventus-Crotone 3:0 (commento a caldo)

Si conclude di lunedi la 23 giornata del campionato di calcio. E si conclude con la Vecchia Signora che incontra il fanalino di coda della classifica ovvero il Crotone.

Ho visto solo il secondo tempo di questa partita (mi perdonerete ma sono una persona che ogni tanto lavora) e sicuramente il solo secondo tempo non mi basta per imbastire un classico pagellone.

Però un piccolo commento sulla partita lo faremo lo stesso.

Innanzitutto la Juventus non commette un passo falso e questo fatto, di questo periodo, è in se già un punto a favore. La partita finisce 3:0 che è sicuramente un risultato rotondo e che visti i valori in campo rispecchia quanto visto. Magari, vedendo dei limiti tecnici e tattici spaventosi dei calabresi vien da chiedersi come sia stato possibile che all'andata abbiamo pareggiato con questa squadra. Due punti veramente regalati.

Di altro c'è poco da dire. L'impressione è che il centrocampo fosse incerto anche perchè una delle prime volte che giocavano Ramsey, McKennie e Bentancur insieme. L'impressione è che gli automatismi fossero veramente appena abbozzati e quindi ogni passaggio avesse necessità di quella frazione di secondo in più per essere fatto, tipica situazione di chi non gioca a memoria.

La difesa non è stata sollecitata ma anche qui una impressione appariva distinta: ovvero una certa sensazione di impaccio in fase di impostazione. Il che mi fa venire in mente quello che è secondo me il vero cruccio della squadra. Ovvero la mancanza di "intelligenza tattica" a centrocampo, un cervello o un metronomo capace di far girare la squadra. Questo ruolo quest'anno tocca spesso a Bentancur ma è oltremodo evidente che l'uruguagio non sia ancora pronto per questo ruolo, semmai lo sarà mai. E parla chi pensa veramente bene del giocatore. Bene ma non playmaker.

In attacco si è vista la coppia Kulusesvki-Ronaldo. Che gioca per mancanza di alternative, visto che Dybala è ancora out e che Morata non è al meglio a causa di un virus che sembrerebbe aver fiaccato il fisico dello spagnolo. In ogni caso la coppia costituita da CR7 e il promettente svedese di origine slava non è ben assortita. Tantomeno se affiancata da un'altra ala di movimento come Chiesa. Ma questo passa il convento e di questo ci accontentiamo.

Certo avere negli occhi l'attacco dell'Inter di domenica e paragonarlo con le prestazioni dell'attacco della Juve un pò crea tristezza. E questo non per il valore assoluto dei giocatori bianconeri. Che secondo me sono fortissimi e potevano costituire uno degli attacchi più forti al mondo. Ma.... I ma li sappiamo quali sono.

Comunque la classifica ci dice ora che siamo al terzo posto, a 4 punti dal Milan e 8 punti dall'Inter. Tantissimi per la verità. Se non fosse che c'è la possibilità di fare un ulteriore passo per avvicinarsi ai neroazzurri in fuga vincendo il recupero con il Napoli. Che porterebbe la Juve dietro al Milan di un punto e dietro l'Inter di 5 punti. Tanti, per carità, tanti. Ma non un abisso. E con tutto o quasi il girone di ritorno a disposizione, un distacco che lascia aperte tutte le possibilità. 

Anche se con la vittoria nel derby i neroazzurri hanno marchiato il campionato e onestamente a questo punto più che vincerlo gli altri possono solo perderlo loro. Perchè i cugini rossoneri sono già stati affrontati e non possono quindi perdere uno scontro diretto. Rimane la Juve ma essa è, al momento lontanissima. E per recuperare 5 punti (sempre che la Juve vinca con il napoli) significa che occorre vincere lo scontro diretto e che si approfitti di un passo falso (o un paio di pareggi) dell'Inter.
Sempre senza mai perdere nessun punto per strada. Opera titanica.

Anche perchè la Juve continua ad essere un cantiere aperto. Senza uno schema fisso di titolare o una intelaiatura che dia un assetto stabile. Certo, con tutta la Rosa a disposizione, sappiamo quale potrebbe essere ora la squadra migliore. Per me:

Cuadrado        Bonucci         Deligt (Chiellini)        Danilo

                                    Arthur

                McKennie                            Bentancur

Chiesa                        Morata                        Ronaldo

Vediamo quindi cosa ci riserverà il campionato. Per ora incassiamo questi 3 punti e la porta inviolata. E vediamo semplicemente che si riesca a recuperare i giocatori infortunati, Arthur, Cuadrado e Dybala in particolare.

Mattia.

 fsd

sabato 13 febbraio 2021

IL PAGELLONE: Napoli-Juventus 1:0

Il Napoli si vendica in campionato della sconfitta subita in supercoppa.

Partita deludente, in generale, e non tanto per la sconfitta quanto per lo spettacolo generale offerto dalle 2 squadre. Poche le occasioni (in pratica escluso il rigore nessuna per il Napoli e qualche situazione caotica davanti a Meret per la Juve) da goal e ampi momenti in cui la partita è scivolata via senza nerbo.

La Juventus non ha giocato peggio di altre partite. Nè il Napoli ha giocato meglio degli ultimi tempi. Ha deciso un episodio (il rigore) e lo stato di forma di entrambe le squadre.

Forse anche le assenze pesanti (in realtà in entrambe le squadre) ma andiamo a dare una analisi più puntuale.

PARTITA: 6
La partita non è stata bella. Rinunciatario il Napoli che concede il pallino del gioco ai bianconeri cercando le sortite di rimessa. Poco concreta e decisamente spuntata la Juventus. Classica partita in cui una squadra fa il golletto e l'altra squadra non segna neppure se si fosse giocato altri 200 minuti. Poco fosforo in campo, tanti muscoli ma poco gioco. Se questo è il calcio moderno, preferiamo quello antico. SENZA FOSFORO.

JUVENTUS: 5,5
Quando si perde, si perde. Ma in questo caso la squadra non può essere giudicata in modo troppo negativo. Non se usiamo lo stesso metro di misura di altre gare. Altrimenti si dovrebbe sempre dare un voto al risultato e non alla squadra. La Juventus ci ha messo cuore, oggi. Non molta lucidità questo è vero ma non si è tirata indietro. Ha forse sottovalutato il Napoli pensando che avrebbe recuperato il goal preso in fretta e magari avrebbe anche siglato una rete di vantaggio. In effetti la gara si poteva vincere. Ma occorre avere tutti gli undici effettivi tutti concentrati sulla gara che danno il 101% di quello che hanno. E mi spiace, questo non sta accadendo. Troppi giocatori sottotono o sottoritmo. SQUADRA SOTTORITMO E PREVEDIBILE

NAPOLI: 6,5
Il Napoli fa la sua onesta gara. Gioca alla Juve di Pirlo degli ultimi tempi. Si mette dietro, soprattutto dopo il fortunoso goal (il rigore, con le regole attuali, si poteva dare ma onestamente continuo a pensare che era meglio senza il VAR) e limita le sfuriate, peraltro poco incisive, dei bianconeri. Non ha punti di riferimento davanti e anche dietro sono molte le assenze. Tre punti preziosi. VINCE E NON RUBA.

SZCZESNY: s.v. 
Il voto la dice lunga sulla gara del Napoli. Praticamente mai impegnato se non in un paio di cross. E nel goal. Serata da spettatore ma torna a casa perdente. SENZA COLPE.

DANILO: 7
L'unico giocatore a cui mi sento di dare un voto oltre la sufficienza. L'unico che si distingue. Perchè? Perchè legge bene i tempi, è un punto di riferimento della squadra, non commette errori e molti suoi anticipi sono degni di nota. Ci mette cuore e testa e solo per questo merita questo voto. UN ESEMPIO PER GLI ALTRI.

DE LIGT: 6,5
Fa il suo, sportella un pò e di fatto non commette errori. Qualche volta alleggerisce in modo non perfetto ma è tra quei giocatori a cui non si può appuntare niente. SICUREZZA.

CHIELLINI: 5
Il voto è quasi esclusivamente punitivo per l'episodio del rigore. Per il resto Giorgio gioca e da il suo contributo. Insieme a DeLigt annulla gli attaccanti partenopei e suona la carica. Però quella manata pesa come un macigno. E' giusta la grinta ma oggi, con il VAR, un pizzico di attenzione occorre averla. Anche perchè capita (come oggi) che la partita non la si recupera. PECCATO CAPITALE

CUADRADO: 5
Oggi il colombiano non era in partita. Non da il suo contributo solito in attacco e commette alcuni errori in difesa beccandosi un giallo sanguinoso. Viene sostituito giustamente da Pirlo. DISTRATTO 

ALEX SANDRO: 6
IL suo contributo c'è stato. Ha difeso bene (ottimo l'intervento su Lozano) e messo in area tanti cross. Per la verità mai veramente calibrati e sempre buttati li. Ma oltre questo non mi sento di imputargli altro. FA IL SUO.

BERNARDESCHI: 5
Ho letto un meme su Instagram che riassume il giudizio sulla sua partita (e anche le ultime partite). Diceva "occorre pensare che lui e Pirlo siano amanti, altrimenti non si spiega perchè sia in campo". Fa ridere ma rende l'idea. Continua a fare sempre la cosa sbagliata. Non cambia passo, non dribla, non contrasta, rallenta quando occorre velocizzare. Fa sempre la cosa sbagliata. INCOZZATO.

RABIOT: 6
Prova positiva del francese che continuando a giocare continua a mostrare progressi. Fisicamente mostra grande sicurezza e molti suoi strappi danno il cambio di ritmo che manca al centrocampo di questa squadra. Purtroppo non basta. NECESSITA DI UN AFFIANCAMENTO.

BENTANCUR: 5,5
Rodrigo gioca una gara sotto la sufficienza. Oggi è la prova provata e definitiva che lui e Rabiot non possono gestire il centrocampo da soli. Sono due buoni giocatori ma hanno bisogno di qualcuno a fianco che abbia fosforo, intelligenza calcistica. Che sappia quando rallentare e quando imbucare. Non si possono vincere le partite sempre e soltanto facendo legna o aspettandosi che sia CR7 a trovare le soluzioni. OLTRE LA LEGNA C'E' DI PIU'.

RONALDO: 6
C'è voglia ma è tutto un vorrei ma non posso. Pesano alcuni frangenti in cui, oggettivamente si poteva fare di più, ma se si contano i palloni buoni e puliti che gli sono arrivati è una pena. Manca qualcuno che da dietro lo accenda. Manca come l'aria. NON PUO' SEMPRE INVENTARE QUALCOSA.

KULUSEVSKI: 6
Buono l'ingresso in campo, da una scossa all'attacco asfittico della squadra. Ma non si può pretendere che sia un ragazzo promettente a cambiare le sorti della partita. E' troppo. CREA BRIO.

CHIESA: 6.5
Fin da subito mostra un sacco di voglia. Di giocare, di vincere, di mettercela tutta. In realtà alla fine è quello che più degli altri ne combina qualcosa di buono. Salta l'uomo e il tiro effettivamente più pericoloso è il suo. Qualche volta troppo precipitoso, ma ciò che non va non è la sua prova. ELETTRICO.

MORATA: 5
Prova sbiadita dello spagnolo. Confusionario, in almeno un paio di azioni perde la palla in modo dilettantesco. Anche per lui vale ciò che si è detto di Ronaldo. I palloni che arrivano sono pochi e sempre sporchi. Però è in evidente affanno rispetto all'inizio dell'anno, anche atleticamente. SPENTO.

McKENNIE: 5,5
Ci ha abituato a subentrare e dare la scossa. Ci prova ma nel grigiore collettivo anche lui naufraga in giocate confusionarie. Ci aspettavamo di vederlo in campo dall'inizio. Sarebbe stata una buona idea? PANCHINARO.

PIRLO: 5
IL maestro oggi stecca. Puntare su Bernardeschi è un peccato troppo grande. Non sappiamo perchè lo schieri, forse l'americano non era in palla ma l'ex viola è un disastro. E' vero che mancando Arthur il centrocampo è senza idee, ma qualcosa che non va c'è. E in questo caso toccava a Pirlo trovare la soluzione. PRESO UN GRANCHIO

venerdì 12 febbraio 2021

La Juventus con una difesa record: merito solo dei difensori? (analisi tattica)

La Juventus è partita quest'anno con un'idea nuova: la tanto agognata idea di essere una squadra al 100% con atteggiamento d'attacco e quindi muoversi in una dimensione tattica europea.

Questo è quanto i giornali e gli "esperti" del settore hanno sempre sostenuto. Che un pò è vero e un pò è forzato.

D'altronde nella comunicazione televisiva tutto è veloce e tutto deve essere semplificato e ridotto a "slogan".

Così la Juventus targata Pirlo viene, per così dire, etichettata e dipinta di questa vernice di "EUROPEITA'" che fa il paio con il calcio liquido di Pirlo, oppure con l'idea che lo schema sia di continuo attacco e pressione.

Si vincono partite e si va alle stelle: "Pirlo un genio", "Juve nel futuro". Poi si perdono delle partite e si va nel fango: "Pirlo non può allenare", "E' stato un grande calciatore ma ora basta". E così via.

La realtà? 
1. Sebbene a me piaccia il calcio giocato e meno il calcio parlato, ritengo che questo sport sia bello anche perchè è possibile parlare di aspetti tecnici e tattici. Che sommati agli aspetti fisici e agli aspetti mentali ci danno un quadro completo delle abilità che occorre avere per vincere. Il calcio è semplice ma allo stesso tempo pieno di aspetti tecnici che vanno assolutamente approfonditi e non ridotti ai soliti, banali discorsi da bar (senza offesa per chi va al bar a parlare di calcio, cosa che ho fatto tantissime volte anche io).

2. Pirlo è decisamente un bravo allenatore. Punto. Un allenatore non bravo già da mese sarebbe esploso per la pressione mediatica che è ovvio ci sia sulla guida tecnica di una squadra come la Juventus. Un allenatore non all'altezza sarebbe già stato messo alla porta non dalla società ma dagli stessi giocatori. Se riavvolgiamo il nastro, vedremo che Sarri è stato (di base) delegittimato dagli stessi giocatori. Per quanto la società, per immagine, lo abbia coperto fino alla fine.

3. Essere dei bravi allenatori non vuol dire non sbagliare mai. Nessuno calciatore NON SBAGLIA MAI. E' una assurdità. Steccano gli alieni e i fuoriclasse (CR7 e Messi oggi; Zidane, Del Piero e Ronaldo-il-fenomeno ieri; Platini, Maradona o Zico l'altro ieri.) e steccano allenatori, portieri, attaccanti e arbitri. Magari sarebbe saggio esprimere una critica valutando però sempre i risultati e le cifre complessive.

La Juventus non era una squadra "fluida" prima e non è una squadra catenacciara adesso.

I numeri ci dicono che i bianconeri hanno la miglior difesa del campionato. Ma se analizziamo bene i numeri vediamo che i goal subiti sono molto, molto più alti degli anni scorsi (lasciando perdere l'esame dell'annata di Sarri). E' solo che le altre squadre fanno peggio. Qualcuno ha dato la colpa all'assenza di pubblico negli stadi. Può darsi che questi vuoti negli spalti portino un pò di deconcentrazione ma ritengo che più responsabilità sia da imputare ad un cambio di atteggiamento generale delle squadre.

E ad un modo di difendere diverso dal passato. 

Di sicuro la Juventus ha nella sua difesa dei fenomeni. DeLigt è esattamente quello che si pensava di prendere. Un campione assoluto. Giovanissimo eppure già in modalità "vecchio". Essere compagno di squadra di volpi come Chiellini, Buffon e Bonucci non può che essere un continuo aiuto. Demiral è un giocatore con ottime potenzialità. Ruvido ma con a fianco una guida ha tutti i numeri per dare il suo contributo. Bonucci e Chiellini sono il DNA della Juve degli ultimi anni. E per quanto Leo non sia il miglior marcatore che si sia visto sui campi da calcio (tutt'altro) è innegabile che abbia da insegnare. Di Giorgione non dico niente, visto che se c'è un giocatore che farà perdere juventinità alla squadra quando andrà via sarà lui.

Ma una buona difesa non è costituita solo da buoni difensori. Difendere è un concetto di squadra. Che inizia dal primo attaccante per passare soprattutto all'attività di filtro del centrocampo.

E difendere bene non è una questione di posizionamento (442 o 352 e altre stupidaggini così...) ma di risposta atletica, di movimenti giusti, di concentrazione e di grinta nei contrasti.

La Juventus prende meno goal non perchè difenda meglio. Ma perchè gioca meglio. Giocando peggio.

Cioè ricordandosi che il calcio è tante cose. Non solo passaggi leggeri, tocchi di tacco e tiki-taka. Il calcio è dinamismo, è velocità, aggressività, aiuto al compagno di squadra e tanto altro.

Forse a qualcuno è sfuggito che si sta facendo il matrimonio con i fichi secchi. Ovvero in un calendario fitto, senza una adeguata preparazione pre-campionato e con moltissime partite una dietro l'altra, Pirlo ha dovuto anche gestire assenze importanti e giocatori con evidenti cali di forma.

Gestire questi periodi e farsi trovare pronti al momento giusto è l'abilità maggiore.

Direi quindi che il merito di questa difesa tornata a essere insuperabile non sia tanto chi gioca (tutti fanno bene) o come ci si difende. Ma lo spirito e la voglia. E l'attenzione. 

Domani abbiamo un altro tassello. Vedremo come giocherà domani la squadra venendo dall'ennesimo incontro infrasettimanale e in previsione dell'imminente incontro di coppa dei campioni.
A domani e forza Juve.

sabato 6 febbraio 2021

Il PAGELLONE: Juventus-Roma 2:0

Ritorna il campionato e ci troviamo una sfida BIG. La classica degli anni '80 ma anche una sfida sempre aperta.

La Roma si presenta allo stadium con una ottima posizione in classifica e un periodo di buona forma.

La Juventus è attesa da un ciclo terribile di partite: oggi con i giallorossi, martedi l'Inter in casa, sabato il Napoli all'ex stadio San Paolo (ancora non ci siamo abituati al nuovo nome, cioè l'attribuzione al recentemente scomparso D.A. Maradona) e per concludere, in bellezza, il mercoledi successivo volo in Portogallo per giocare l'andata di Champions in casa del Porto.

Tatticamente la Juventus si schiera con l'ormai consolidato 4-3-3 con linea difensiva composta da Danilo, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro, centrocampo con Rabiot e Arthur a costruire e McKennie a fare da incursore. Infine in attacco di punta Ronaldo e il rientrante Morata con Chiesa a fare da collante fra la trequarti e la linea offensiva.

Ecco i voti

PARTITA: 6
Partita intensa per le squadre in campo e per la posta in gioco (alta classifica) ma assolutamente non spettacolare. La Juve sembra tirare il fiato e forse un pò la testa è già a martedi per il ritorno della coppa Italia. La partita è arruffata e senza spunti degni di nota. Nel secondo tempo, se si esclude il goal non capita praticamente niente. La cosa curiosa è che, per la prima volta, è la Juventus a concedere il campo e la Roma a fare la partita. Stanchezza o strategia studiata a tavolino? Chissà. POCHISSIMO SPETTACOLO.

JUVENTUS: 7
La Juventus oggi se non proprio male, diciamo che non ha giocato per niente bene. E questa non è un fatto positivo. O forse si, tantissimo. Perchè la Juve batte 2:0 (nessun goal subito ancora una volta) una Roma per niente rinunciataria e per niente messa male in campo. La riflessione quindi è che se si vince con una squadra da zona Champions 2:0 giocando male ma senza soffrire più di tanto (occasioni nitide per i giallorossi praticamente zero) allora è tanta roba. Il voto 7 non è per il gioco (oggi quasi nullo) nè per lo spettacolo. Il voto 7 è perchè la Juve si riscopre anche squadra che può andare in sofferenza. E questa è un ottimo presupposto. SE SAPPIAMO ANCHE SOFFRIRE.....

ROMA: 5,5
Per la Roma, vale il discorso opposto. Se non riesce a vincere (ma neppure fare un goal) ad una Juventus in tono minore e anzi torna a casa con un secco 2:0 in realtà mai in discussione, allora due domande deve farsele. La Roma in effetti prende campo, presidia bene e in realtà non va neppure lei mai in reale affanno. Le sue trame sono buone e il gioco abbastanza fluido. La verità? Mancano gli acuti. La Juve li ha avuti e forse la differenza è stata tutta qui. RACCOLTO GRAMO.

SZCZESNY: 6,5 
In realtà si deve occupare solo della normale amministrazione. Ma oggi quella la fa benissimo. Guida la difesa e porta a casa un altro clean sheet. NON BATTE CIGLIO.

DANILO: 6
Anche lui oggi sembrava leggermente stanco. Si prodiga anche se sembra anche lui avere qualche esitazione. Ma averlo in squadra ora come ora è una manna. Perchè va a destra, va a sinistra e partecipa al gioco. JOLLY FONDAMENTALE

BONUCCI: 7
Alla coppia centrale oggi do ottimi voti. Innanzitutto la ritrovata coppia del famosissimo BBC ultravincente del recente passato bianconero (Bonucci, Barzagli e Chiellini) solo a vederla in campo ci si sente più sicuri. Leo oggi non sbaglia niente. Calmo e sicuro, fronteggia gli avversari ed è l'unico che accende la luce con verticalizzazioni improvvise sempre ben riuscite. Esce per una botta. Speriamo niente di grave. LUCE NEL BUIO.

CHIELLINI: 7
Anche Giorgione gioca una gran partita. Quelle che piacciono a lui, in cui occorre combattere colpo su colpo, pallone su pallone. Non si risparmia ma è lucido, molto lucido. La sensazione oggi era che se anche si fosse giocato altri 200 minuti la difesa avrebbe retto senza prendere goal. UNA ROCCIA.

ALEX SANDRO: 6
Alla fine il brasiliano fa il suo. Nessun grande errore in difesa (anche se appare sempre troppo insicuro) e qualche buona sgroppata. Da una di queste, nasce il primo fondamentale goal. STA TORNANDO?

McKENNIE: 5,5
Oggi il soldato americano del centrocampo bianconero non ha giocato una partita sufficiente. E' evidente che sia in una fase calante di forma. Ci sta. Quando si giocano tante partite e si è giovani non è tanto la tenuta atletica a risentirne quanto la tenuta mentale. Oggi corre tanto ma non sempre con costrutto. Non sbaglia passaggi ma qualche volta appare in leggero ritardo sia nel posizionamento che nella decisione di cosa fare. PILE SCARICHE.

RABIOT: 6
Il francese oggi fa i suoi 90 minuti e tiene botta. Partita sufficiente in cui probabilmente ha mostrato tutti i suoi pregi ma anche i suoi limiti. Adrien fa un buon filtro, corre, recupera buone palle e con la pallone fra i piedi se la cava. Ma il suo limite è questo. Non fa mai niente di particolarmente eccelso. Una apertura, un passaggio filtrante, puntare l'uomo... Niente. Questo è il suo limite. Va bene giocare semplice però se si fa solo il compitino non si vince. MINIMO SINDACALE.

ARTHUR: 7
Oggi Arthur mi è piaciuto più che in altre occasioni. Onestamente ha retto il centrocampo praticamente da solo. In modo totale nella costruzione del gioco ma si è anche sbattuto per fronteggiare le folate giallorosse. La sensazione è che tutti i suoi compagni sappiano che dare la palla a lui è come metterla in cassaforte. Dona sicurezza al reparto e alla difesa. Anche perchè si smarca, si fa dare la palla e non ha paura di prendersi le sue responsabilità. Inoltre oggi ha più volte saltato l'uomo creando una condizione di superiorità numerica. In tutta la partita ha perso un solo pallone. Lo continuiamo a dire, se impara anche a verticalizzare o fare il lancio lungo siamo a posto: abbiamo un campione in casa. FARO DEL PORTO.

CHIESA: 5
Federico oggi ci mette tanta voglia, ma come alcune volte gli capita, è molto fumo e poco arrosto. La Juve rinunciataria non lo aiuta. Non si attacca e quindi spende la maggior parte delle sue energie a rincorrere gli avversari in ripiegamento, non proprio il piatto forte della casa. E' frenetico ma con il campo pesante non gliene riesce una. SARA' PER UN'ALTRA VOLTA.

RONALDO: 7
Inutile. La differenza la fa lui. Il primo goal, quello che indirizza la partita in una direzione ben definita, lo inventa dal nulla. Gli altri fanno ciò che imparano in scuola calcio, lui si inventa le cose. Oggi riceve, stoppa di destro e da fermo incrocia in controtempo di sinistro con un colpo da biliardo imprevedibile. Ma è in palla. Corre, si sbraccia, tiene palla. Prende anche una clamorosa traversa che meritava di più ed è la sua presenza a causare l'autorete del 2 a zero. Se poi oggi la squadra ha deciso di tenere il baricentro basso come mai era accaduto, non è colpa sua. LO SPETTACOLO E' LUI.

MORATA: 5
Lo spagnolo oggi non gira come dovrebbe. Presidia l'attacco e fa densità nel fronte offensivo ma oltre a questo poco altro. Sbaglia vari passaggi e numerosi dribling. Più di quanto sia consentito Anche lui deve ritornare a migliori condizioni di forma, soprattutto mentale. SOTTOTONO.

KULUSEVSKI: 6,5
Entra e non fa tantissimo. Ma fa una cosa e la fa benissimo. Si smarca in area e serve un pallone teso sottoporta, che i difensori romanisti (in apprensione per la presenza di CR7) spingono nella propria rete. Sembra poco ma non lo. Poi presidia con buon corsa la sua zona. STRAPPO VINCENTE.

CUADRADO: 6
C'è una Juve con Cuadrado e c'è una Juve senza Cuadrado. Probabilmente i 3 giocatori che al momento stanno incidendo di più sono lui, Arthur e il solito alieno portoghese. Gioca poco ma fa vedere subito che con lui in campo è tutta un'altra musica. LO VOGLIAMO IN CAMPO SEMPRE.

BERNARDESCHI: s.v.
Entra e corre. Non fa molto altro. Ma neppure ci si aspettava di più. CONTRIBUISCE ALLA CAUSA.

DE LIGT: s.v.
Entra per far rifiatare altri compagni. Avrà modo di mostrare i suoi numero in altre partite. OGGI SI SPORCA SOLO GLI SCARPINI.

DEMIRAL: s.v.
Anche per lui il discorso di De Ligt. Atleticamente si vede che è in palla. LA PROSSIMA VOLTA.

PIRLO: 7
La squadra non attacca nè tiene il controllo del gioco. Ma è solida, come non lo era ad inizio di campionato in cui sembrava una ragazzina piena di talento ma completamente svampita e capace di svenire da un momento all'altro. Oggi la Juve sembrava uno scaricatore di porto. Brutto, sporco ma massiccio e temibile. Non sappiamo quanto questo fosse voluto. Ma l'allenatore che parla di calcio spettacolo, 4 o 5 attaccanti, se sa anche guidare la squadra con il coltello in mezzo ai denti e ha la miglior difesa del campionato, andrà lontano. NON SOLO FIORETTO, ANCHE SPADA.

sabato 30 gennaio 2021

IL PAGELLONE: Sampdoria-Juventus 0:2

1a giornata di ritorno e di nuovo c'è di nuovo la Sampdoria di Ranieri.
Onestamente non è proprio la stessa squadra che è stata incontrata all'inizio del campionato e la sua classifica lo dimostra.

Gara non facile e che poteva rilevarsi letale se affrontata senza la giusta concentrazione.

Da questo punto di vista la Juventus di oggi è apparsa "squadra" nel senso più ampio della parola. Non solo squadra nel gioco e nell'unità dei reparti ma soprattutto squadra nell'approccio collettivo e mentale alla partita.

La Juve prende posizione e cerca di mantenere il controllo del gioco. Lo fa per gran parte della partita. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell'uovo, forse solo nella parte centrale del secondo tempo smarrisce un pò il bandolo della matassa. Momento in cui la Sampdoria prende campo e mette un pò sotto pressione la difesa bianconera. Che, va detto, però non sbanda mai e si mostra invece molto unita e organizzata, mai realmente in affatto.
Al punto che le occasioni da goal dei blucerchiati sono pari a zero. L'unico momento degno di nota è un intervento di muro del Giorgione nazionale oggi ritornato completamente ai suoi livelli.

Alla fine è una vittoria convincente e meritata. Ecco il resto dei voti.

PARTITA: 7
Partita intensa, giocata se non a viso aperto (la Samp ha comunque sempre badato a non scoprirsi) almeno in modo onesto. Molto pressing e corsa. Qualche spunto tecnico degno di nota e risultato mai scontato. Peccato per la pioggia che sicuramente non ha aiutato lo spettacolo e reso il campo scivoloso e pesante. Ma nel calcio, siamo sinceri, anche questo fa parte del gioco. RICORDAVA I VECCHI TEMPI.

JUVENTUS: 7 
Voto alto non tanto per il gioco o la vittoria quanto per la continuità dimostrata e l'approccio volitivo ma equilibrato allo stesso tempo. Come avevamo ipotizzato il trio di centrocampo schierato oggi sembra proprio essere il meglio in quanto a giusto mix tecnica-interdizione. OGGI UNA SQUADRA MATURA

SAMPDORIA: 6
Quando si perde è difficile prendere un voto sufficiente. Ma la Samp oggi non ha demeritato. E se ha perso, è successo più per meriti dell'avversario che per demeriti propri. La squadra ha corso per tutti i 95 minuti facendo un pressing fastidioso. In difesa ha retto l'urto bianconero. Se proprio dobbiamo trovare un neo è nella prestazione dell'attacco, inesistente e poco volitivo. CAMPIONATO TRANQUILLO

SZCZESNY: 6,5
Dalle sue parti non succede molto. Non deve fare interventi di rilievo ma è comunque sul pezzo. Per oggi va bene così. OSSERVA ATTENTO.

DANILO: 6,5
Come spesso gli sta succedendo è una partita in cui non dirai "Cosa ha fatto Danilo?" nè nel bene nè nel male. Ma la sua affidabilità sta creando un dato stabile per il resto della squadra. Fa il suo. Difende appoggia e nessun grande errore. Questo, molto spesso, è un grande merito. SENATORE.

CHIELLINI: 7
Il capitano oggi sembrava un ragazzino entusiasta di esordire. Atleticamente esuberante come i vecchi tempi, non sbaglia un intervento e per dire la verità nemmeno un appoggio. Sicuro, la sua presenza è una panacea di tutti i mali per la squadra. LEADERSHIP INDISCUSSA.

BONUCCI: 6,5
Anche Leo difende con ordine e con concentrazione. Partecipa alla manovra con qualche imbucata che crea un pò di varietà nel gioco. Questo è utile perchè il centrocampo non sempre si ricorda di variare. Giornata in fin dei conti tranquilla. CONTRIBUISCE ALLA CAUSA.

CUADRADO: 7
Il colombiano non gioca una partita memorabile in fatto di qualità ma inietta sul fronte destro della squadra un continuo macinare di chilometri e percussioni che alla fine pesano moltissimo sul piatto della bilancia. Juan è ormai padrone delle due fasi (attacco/difesa) e se proprio dobbiamo comprendere perchè la squadra è tornata a giocare e vincere dobbiamo prendere in esame il rientro di Cuadrado. L'assist per Ramsey è scuola calcio. ARMA IN PIU'

McKENNIE: 7
Se di qualcun altro abbiamo detto "fa quasi sempre la cosa sbagliata", del giocatore americano potremmo coniare il detto "fa sempre la cosa giusta". Anche lui, insieme a Cuadrado, è ciò che sta facendo pendere la bilancia verso un futuro radioso per la squadra. Ringhia e rincorre ma allo stesso tempo si smarca e alleggerisce la manovra mai in modo banale. Spesso di prima, non perde mai una palla e ne riconquista varie. PUGNO DI FERRO IN GUANTO DI VELLUTO.

BENTANCUR: 6,5
Oggi Bentancur ha giocato una ottima partita. Ha gestito bene le palle in mezzo al traffico ed è apparso sicuro e concentrato. Ha svolto un buon lavoro di interdizione e giocato con intelligenza. Solo una palla sanguinosa persa. Ci può stare. Secondo me può dare ancora di più. PUOI MIGLIORARE MA PER ORA CI PIACI COSI'

ARTHUR: 7
Il brasiliano infila una altra buona prestazione. Palla tra i piedi è fortissimo. Non la perde mai e la gioca bene in mezzo agli avversari. E' come mettere il pallone in cassaforte. Continuiamo a dirlo. Nel momento in cui saprà, all'improvviso, illuminare il gioco con passaggi verticali filtranti o lanci lunghi, sarà spettacolo puro. CASSAFORTE.

CHIESA: 7
Mezzo punto in più per il goal. E' in ottima forma fisica e lo si vede. E sicuramente rappresenta una freccia nell'arco di Pirlo, ma un pelino più concreto lo dovrebbe essere nei cross e nell'ultimo tocco in area. IPERATTIVO.

RONALDO: 6
Il supercampione oggi era un giocatore normale. Che fa il suo, per carità. La sua partita non è stata negativa. Ha pressato, corso, rincorso e aperto spazi. E' mancato l'acuto e sicuramente in un campo così pesante non era facile. Forse è mancato un attimo di cattiveria sottoporta. OGGI GIOCATORE NORMALE

MORATA: 6
Alvaro oggi si mette al servizio della squadra. Si sbatte ma con molta meno lucidità del solito. Partita onesta ma forse anche per lui non era il campo migliore per mettere in luce le sue doti tecniche. LO ASPETTIAMO IN CAMPI ASCIUTTI

RAMSEY: 6,5
Entra pochi minuti e timbra il cartellino. Il senso della posizione e la capacità di inserirsi non gi difettano. Ci va più che bene. AL POSTO GIUSTO.

RABIOT: 6
Entra per far rifiatare il centrocampo e mettere kg a protezione del risultato. Ha il piede buono e oggi non sbaglia niente e fa il suo. Dispiace pensare che forse questo è il suo ruolo. Ma finchè la squadra vince.... COMPRIMARIO DI LUSSO.

BERNARDESCHI: 5,5
Niente, neanche oggi raggiunge la sufficienza. La avrebbe presa (quasi per motivi politici visto che la squadra ha vinto) se non fosse stata per l'entrataccia a Ramirez. Fallo di frustrazione non necessario a mille km dalla propria area. Non serve a niente ed è controproducente per la squadra. Mostra quanto il giocatore è in fase involutiva. Non fa altro. INVOLUTO.

PIRLO: 6,5
Non avrà perso le ore di sonno per decidere la formazione. Che quasi qualunque tifoso avrebbe messo in campo come ha fatto lui. Ma se la squadra vince, il suo timoniere ha sempre ragione. TIMONIERE SICURO.

Per la Sampdoria citiamo la prestazione del giapponese YOSHIDA, che salva un goal con un intervento memorabile e che per tutta la partita annulla Ronaldo. CI sembrava giusto.