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mercoledì 10 marzo 2021

Fine percorso Champions, usciamo con il Porto: un esame delle motivazioni

Ed eccoci qui, di nuovo fuori dalla Champions per l'ennesimo anno, battuti non da un colosso o da una delle squadre regine del calcio europeo ma dalla solita (succede per il terzo anno consecutivo) out-siders sottovalutata.

Quest'anno è il Porto a darci il foglio di via con una doppia prestazione (andata + ritorno) in cui alla fine bisogna ammettere che si sono guadagnati onestamente il passaggio del turno.

Adesso, come è giusto, inizieranno i processi. E penso che mai come quest'anno è giusto che siano severi e che il giudizio alla fine sia duro, senza scusanti. Da parte mia, onestamente, questo è lo stato d'animo.

E a fianco alla ovvia rabbia da tifoso per una sconfitta, vi è anche una analisi che parte dalle ultime 2/3 stagioni e che prosegue fino all'epilogo di ieri. Che altro non è che la somma di tutto il patrimonio accumulato in anni che è stato sperperato, nello specifico, da gennaio/febbraio dell'anno scorso a oggi.
Che poi questo coincida con l'avvento della pandemia covid e tutto ciò che ne è conseguito, è una coincidenza.

I cicli vittoriosi nascono e finiscono. Secondo me questa sconfitta segna la definitiva e totale fine del ciclo di vittorie iniziata nel 2011 con Conte. 10 anni di successi, di vittorie, di una identità vincente che faceva piacere anche quando le partite le perdevi. E di partite importanti ne abbiamo perse, soprattutto in Champions.

Ma ci sta. La Champions League la vince ogni anno SOLO una squadra. Fra decine di squadre attrezzate e piene di campioni. Vincere la Champions non è una passeggiata e non vincerla non è automaticamente sinonimo di disastro. Puoi arrivare in finale e perderla (successo 2 volte), puoi uscire ai quarti o alle semifinali con squadre alla tua pari o superiori. Ci sta.

Purtroppo ci sta che ogni tanto ci sia anche uno scivolone. Ogni tanto. 

Ci sta che i cicli vincenti finiscano. Dobbiamo arrenderci alla cosa. Non perchè non si potesse fare meglio e rifondare la squadra e continuare. Si poteva. Ma manca il "fosforo", manca l'energia, manca il cuore. E quindi, se questi elementi mancano, significa che quell'equilibrio fatto di dirigenza+allenatore+giocatori si è dis-allineato e non è più un corpo unico.

La fine del ciclo vincente, è arrivato proprio nel momento in cui la Juventus aveva fatto il suo salto di qualità, passando da essere una delle buone squadre d'Europa ad una delle 5/6 squadre TOP europee e forse mondiali.
La fine del ciclo vincente è iniziato quando la squadra ha accolto nel suo grembo il campione assoluto, l'alieno, il top dei top (insieme a Messi) di tutti i giocatori, mister CR7 Cristiano Ronaldo. Questo è evidente guardandosi indietro.

E non per colpa dell'asso portoghese, sia ovvio. Perchè Ronaldo ha portato la Juve nelle stelle ed è stato un acquisto favoloso. Da tutti i punti di vista. Favoloso in campo per il rendimento assurdo, per la leadership. Favoloso fuori dal campo per l'immagine che ha dato alla Juventus nel mondo. Il top dei top che gioca in una squadra top.

Ma il ciclo vincente è iniziato li perchè li si è spezzato quel patto fra galantuomini che aveva legato Agnelli a Nedved a Marotta a Paratici. Quei 4 erano stati l'anima, il cuore, gli occhi e il cervello della squadra. C'era tutto. Pianificazione e temerarietà. Identità e strategia.

Qualcosa si è rotto e con l'addio di Marotta e l'ascensione a pieni poteri di Paratici, è finito il ciclo vincente. Non perchè sia tutta colpa di Paratici. Non intendiamo dire questo. Se Paratici è diventato il Direttore Sportivo e ha sbagliato, hanno sbagliato anche quelli che lo hanno messo li. O quelli che non lo hanno sollevato dal posto quando ci si è accorti che la china stava prendendo una brutta piega.

La squadra è cresciuta anno dopo anno. Acquisti per lo più giusti e strategia di crescita. Fino al 2018. Il problema in quell'estate non è stato l'acquisto molto oneroso di CR7. E' stato un azzardo ma calcisticamente ci stava. Il problema sono state altre scelte.

La Juventus aveva una identità. Base italiana, mentalità vincente che veniva trasmessa dai "vecchi" ai nuovi arrivati, gioco basato sulla aggressività mentale prima ancora che calcistica. I massimi esempi di questo modo di giocare e di vivere la juventinità sono stati Chiellini, Buffon, Vidal, Tevez, Marchisio, Mandzukic, Pirlo giocatore. Giusto per fare degli esempi. 

Giocatori così così, in quel contesto diventavano campioni. Gli esempi si sprecano: Pepe, Giaccherini, Matri o addirittura Padoin.

La ricerca forsennata e quasi autistica dei colpi di mercato a parametro zero e la ricerca compulsiva delle plusvalenze di bilancio e dei giochi di mercato (non si sa quante volte per favorire le commissioni di questo o quell'agente) ha spostato troppo l'attenzione da uno sviluppo di idea tattica e agonistica alla creazione di un puzzle di giocatori spesso senza un filologico coerente.
Soprattutto coerente con le scelte generali o quelle specifiche dell'allenatore di turno.

Così è stato mandato via Allegri perchè non più idoneo ad un ulteriore salto di qualità, soprattutto nell'assumere un atteggiamento di gioco di tipo "europeo", e preso Sarri pur mantenendo gli stessi giocatori a disposizione. Tra l'altro prendendo un allenatore solo teoricamente giusto per la Juve, mentre un esame concreto mostrava fin da subito che la storia recente del tecnico toscano era inconciliabile con l'ambiente e lo stile Juve. Solo un direttore generale sotto l'effetto di stupefacenti o in un momento di follia poteva pensare che Sarri potesse essere l'allenatore giusto per la Juve.

La struttura era già compromessa e logora e con l'arrivo di Sarri si è cominciato a smontare un giocattolo che funzionava. Sono arrivati giocatori non idonei al progetto sarriano e sebbene io non sia mai stato un estimatore di Sarri allenatore (nè sul campo nè tantomeno fuori del campo, per me inaccettabile), si è imboccata una brutta strada. Che in effetti si era interrotta già a metà anno con un allenatore che lo spogliatoio non seguiva, con mille equivoci tattici, mille compromessi nella scelta dei giocatori.
Gli errori di Paratici sono stati molti. Troppi. Tutti sbagliano. Marotta ha sbagliato. Ha comprato giocatori che hanno fatto flop. Ma Paratici, a fronte di un grande colpo (Ronaldo) nè ha imbroccati troppi sbagliati.
In entrata e soprattutto in uscita.
Vogliamo parlare di Emre Can e Madzukic mandati via a zero? E Higuan? E Matuidi? E Khedira?
Vogliamo parlare di talenti svenduti a niente come Kean oppure Coman? Oppure talenti puri come Cancelo?
Vogliamo parlare di errori clamorosi come Bernardeschi, Rugani o Rabiot?

Non tanto per le cifre (anche quello perchè Bernardeschi a 40 milioni non si può sentire.....) ma per gli ingaggi. La Juve ha il monte ingaggi più alto della serie A e tra i più alti d'Europa. E alla fine ha dei giocatori che non meritano quegli ingaggi. 7 milioni a Rabiot o 7 milioni a Ramsey. Scherziamo? E la valutazione di Arthur? Ma può essere ritenuta credibile? Assolutamente no, semplicemente un gioco contabile. E un giocatore acquistato per far equilibrare i bilanci.

Alla fine la squadra di quest'anno è stata fin da subito un accozzaglia di vorrei ma non posso con limiti notevoli nell'equilibrio dei reparti. Fortissimi in centro alla difesa ma incredibilmente limitati sulle fasce laterali basse, con 1 solo terzino destro e un solo terzino sinistro di ruolo.
Nessun reale play basso e assolutamente nessuna soluzione di riserva come leader di centrocampo. 
Un sacco di doppioni come mezze ali o esterni di attacco (Bernardeschi, Kulusevski, Chiesa e lo scomparso Dybala) e un solo attaccante di ruolo e di peso (Morata). Uno solo.

Elencare gli errori tattici sarebbe un gioco al massacro e ci fermiamo qui. Se a questo ci aggiungiamo la scelta di Pirlo come allenatore, che io ho condiviso e comunque condivido, il quadro è completo. Perchè Pirlo è secondo me destinato a essere un grande allenatore ma onestamente non so se in questo momento fosse la scelta migliore per guidare la Juve in un momento così delicato. In cui ci sono tanti forse e incertezze e così poche certezze.

Tanti, tantissimi giovani ma anche tantissimi equivoci tattici. Dove gioca Bernardeschi? E Kulusevski? 

La partita di ieri è stata un disastro nato già all'andata. In cui la fragilità morale della squadra ha mostrato tutti i suoi evidenti limiti. Limiti che erano apparsi più e più volte e che dovevano far capire a tutti, dall'allenatore (che forse sotto sotto sapeva) ai tifosi che quest'anno era meglio mettersi l'animo in pace. Sconfitte disastrose in casa come la Fiorentina, pareggi assurdi contro Crotone e Benevento, naufragio con l'Inter in campionato, sconfitte come contro il Napoli e poi l'atteggiamento svagato e quasi rassegnato con il Porto all'andata.

Ero fiducioso che al ritorno avremmo fatto goal ma la realtà è che la squadra non ha mai avuto un gioco fluido e che i limiti caratteriale erano evidenti. Sabato con la Lazio l'abbiamo recuperata ma è nata nello stesso modo.

Ieri non è colpa di Demiral (anche sua certa) e di un rigore che si poteva evitare. La responsabilità è stata di un gruppo di 11 giocatori che nel primo tempo non sapevano cosa fare, come se non avessero preparato la reazione in caso di goal subito. Alla fine poteva succedere. E infatti recuperare due era possibile ed è stato possibile. Ma, evidentemente, prima o poi paghi pegno perchè se la testa non va, non vanno neanche le gambe.

Ieri non è questione di giocatori stanchi o cose simili. Farò un pagellone su questa partita perchè voglio esprimere il mio dissenso. Ronaldo visto ieri si vede già che non è più un giocatore che si sente juventino. Non è possibile. E' anche lui rassegnato. Ieri era da voto 5 in pagella a essere buono, inesistente.

Lo stesso Pirlo, merita un 4 per come ha preparato la gara e per come ha motivato i giocatori. Che doveva scendere in campo e massacrare gli avversari. A livello di intensità, a livello di personalità. 

Non c'è un giocatore (a parte Chiesa o Cuadrado) che ogni tanto non cerchino il gesto tecnico individuale e l'uno contro uno. Gli altri timbrano il cartellino. Alcuni (Rabiot, ieri anche Arthur, Alex Sandro, etc..) in un modo irritante e compassato da far paura.

Siamo fuori. Ci sta. Però non è accettabile uscir fuori con la peggiore delle 16 in lizza o una delle peggiori. Significa che 7-8 anni di percorso di costruzione Champions non sono serviti a niente. E non è un caso che negli ultimi 3 anni siamo usciti con squadre di seconda fascia.

Detto questo forza Juve ma non più, fino a fine stagione, questa Juve. Perchè questa squadra non è neanche all'altezza di lucidare le scarpe alla Juve che negli ultimi 8-9 anni ha DOMINATO in Italia e si è fatta apprezzare e rispettare in Europa.

martedì 9 marzo 2021

Come ci presentiamo al ritorno degli ottavi con il Porto dopo la vittoria con la Lazio?

Questi ultimi giorni mi sono occupato di miglioramento personale e quindi ho avuto pochissimo tempo di interagire sui miei blog.

Ho comunque visto sabato la partita della Vecchia Signora in cui abbiamo matato i biancocelesti di Roma per 3 a 1.

Che partita è stata? Una partita con un ottimo risultato, grande iniezione di fiducia e sicuramente una prestazione in alcuni tratti della gara veramente all'altezza delle potenzialità enormi che questa squadra potrebbe sviluppare e non sempre fa.

Ma allo stesso tempo una partita che ha mostrato anche le fragilità e i punti deboli della Juventus. Che ormai appaiono chiari come il sole e forse, osservo in modo prudente, anche inevitabilmente legati al progetto stesso. A cosa mi riferisco? Al fatto che l'iniezione massiccia in questo ultimi 2 anni di nuovi giovani giocatori, con un abbassamento importante dell'età media della rosa, non possa prescindere dalla perdita di quella stabilità gestionale di ogni momento della partita.

La gioventù e il talento portano a grande energia e prospettiva futura. Ma se il talento può esserci anche a 18 o a 20 anni (Mbappè, Messi e Ronaldo docet), è sicuramente molto più difficile che ad una giovane età ci sia la maturità e l'esperienza della gestione dei vari momenti della partita.

La gioventù porta, quasi come legge inesorabile, la possibilità a commettere errori veniali. Errori che (vedi l'andata con il Porto) poi pesano tantissimo sulle gare ma che sono (appunto) inevitabili se si schierano in campo tanti giovanotti di belle speranze tutti insieme.

Questo non vuole essere una giustificazione agli errori. Solo una comprensione. Sabato l'approccio alla partita nei primi minuti è stato, come spesso è successo, non all'altezza del livello di concentrazione necessario per vincere e dominare le partite. Questa volta è toccato a Kulusesvki regalare un pallone sanguinoso e spianare la strada a Correa affinchè ci infilzasse con un contropiede fulmineo gestito e concluso in modo magistrale.

Come detto, non è tutta colpa del biondino svedese. Lui ha commesso l'errore, è vero ma è la squadra che una volta ancora è entrata in campo senza il giusto piglio. Questione di maturità? Forse.

Sta di fatto che sabato la abbiamo ribaltata e questo spiana la strada a replicare la cosa questa sera.
La Juventus ribalterà il risultato con il Porto in Champions? Potrebbe. Ci sono tutti i presupposti. 

Mentali (alto morale dopo sabato), fisici (prova soddisfacente da un punto di vista agonistico, di rosa (grandi e importanti rientri) e numerici (il 2:1 dell'andata può essere ribaltato con un semplice 1 a zero, quindi niente di numericamente complicato). Si può fare e io penso succederà.

Questo non significa che non ci siano le incognite. La più importante non dipende da cosa il Porto farà ma da quanto ci sarà la giusta "cattiveria" agonistica. Se scendiamo in campo leggeri sarà un disastro. Se scendiamo in campo concentrati, calmi ma aggressivi e cattivi ce la faremo.

Quindi a stasera e ci vedremo domani per sentenziare come è andata.

Fino alla fine.

mercoledì 17 febbraio 2021

Porto Juventus 2:1, che partita è stata? Juve totalmente ridimensionata

E' finita da pochissimo l'andata di Champions fra il Porto e la Juventus.

Sarò onesto, non ho visto tutta la partita ma solo parti, in particolare del secondo tempo.

Non ho quindi sufficiente materiale per poter fare una analisi precisa del gioco, della partita e dei singoli giocatori.
Quindi stasera niente pagellone.

Mi limiterò a commentare ciò che ho visto, che non è stato tanto ma sufficiente.

Il risultato, alla fin fine non è proprio uno dei peggiori. Sarebbe stato peggio perdere, ad esempio, 1 a 0.

Se dinnanzi a noi ci fosse stato un ottavo tipo Bayern Monaco - Juventus, avremmo anche detto che era un risultato anche positivo (non prenderne 5 a casa dei tedeschi è un buon risultato).
Ma dinnanzi alla Juve non c'era una delle squadre regine di Europa e candidate alla vittoria finale.

E' vero che in nessuna competizione occorra mai sottovalutare l'avversario, perchè se qualcuno arriva agli ottavi di Champions, sicuramente non è accaduto per un errore o uno strano gioco del destino.

Ma.... e qui veniamo alle note dolenti, anche stasera come a Napoli, come a San Siro (ma in realtà anche come in casa con il Barcellona, a Firenze, con il Crotone, con il Benevento giusto per citarne alcune) si è vista una squadra lontana anni luce dalla struttura potente, compatta e terrorizzante che abbiamo ammirato nel periodo d'oro di questa strada.

Il che ci fa dire che, anche passando gli ottavi per qualche strano incastro del destino, è evidente che questa squadra sia alla fine di un ciclo. Forse Agnelli lo ha capito e per questo motivo ha puntato decisamente su Pirlo come allenatore. Che vi dirò, continuo a ritenere molto, molto poco responsabile della situazione.

La realtà è che la squadra è stata assemblata male. E con gli infortuni recenti (Cuadrado e Arthur su tutti), la pochezza di alcune zone del campo e di alcuni ruoli è disarmante.

Troppi giocatori sembrano aver esaurito energie, dinamismo, voglia, lucidità e cattiveria. Stasera ho giusto visto un Alex Sandro, parente sbiadito del bel giocatore ammirato solo un paio di anni fa. Betancur è in evidente difficoltà, soprattutto quando viene chiamato a giocare da play. La verità è che le promesse erano di diventare uno dei più grandi centrocampisti del mondo mentre si sta rivelando solo un buon giocatore che può dare il suo contributo ma a cui non di può chiedere di illuminare o guidare una squadra. L'errore al primo minuto è, inoltre, imbarazzante. E non è capitato a caso in quanto in troppe partite ha rischiato la frittata.

McKennie mi è sembrato (come in varie partite a questa parte) in fase discendente come Morata, nei pochi minuti in cui ha giocato. Kuluseski è ancora troppo acerbo per poter fare la differenza.

Insomma una squadra che sta ottenendo quello che effettivamente è stata costruita a fare. Ovvero da comprimaria. In campionato e in coppa. In cui non credo andrà da nessuna parte. Forse scavallerà gli ottavi ma dubito che nel momento in cui incrocerà squadre come PSG, Real, Manchester City o Bayern possa giocare alla pari. Nel calcio la fortuna c'è ma è una componente limitata. Alla fine i valori arrivano.

E quindi chi è responsabile di questo decadimento e queste brutte figure? Io, passando il tempo, trovo una risposta sempre più convincente. E la risposta sta in chi prende le decisioni di mercato della squadra. E quindi Paratici. Che dopo l'affair Ronaldo (operazione top, che rifarei se potessi) non ne ha azzecata una. O quasi. 

Strapagando giocatori sopravvalutati (Bernardeschi su tutti ma anche Ramsey, Rabiot) e svendendo giocatori che potevano tornare utili alla causa. O meglio, non cogliendo le occasioni che si presentavano. Ho visto un paio di azioni del Borussia Dortmund a casa del Siviglia e pensare che i tedeschi si sono portati a casa il norvegese per circa una quarantina di milioni di euro fra cartellino e costi di agente.... mi piange il cuore. Un'ira di Dio.

La realtà è che tutti i giocatori devono dare il massimo. E questo nella Juve non sta succedendo. E la squadra vive nell'equivoco di quale sia veramente la sua anima: cinica? spettacolo? tattica? agonismo? gioco champagne? tiki-taka? o cosa?

Ronaldo oggi sembrava dire "Ma dove c...o sono finito a giocare?" E onestamente, per quanto abbia giocato male (per quello che ho visto) non ha proprio tutti i torti.

Insomma, torniamo a Torino ridimensionati, soprattutto nel morale. E se due indizi fanno quasi una prova, la prestazione sbagliata di Napoli e di oggi hanno sicuramente delle motivazioni. Che forse da fuori lo spogliatoio non riusciamo a capire.

Malumori dovuti a disaccordi? Chissà.

Resta negli occhi la partita del PSG di ieri. Di sicuro non rimarrà niente di questa partita.
 sfds

Barcellona - PSG, va in scena lo spettacolo. Analisi tattica e riflessioni sul perchè al Nou Camp si è visto spettacolo

Oggi non parliamo di Juve ma da amanti del calcio, cerchiamo di fare un paio di riflessioni prendendo spunto dalla bellissima partita del Nou Camp di Barcellona, nell'andata degli ottavi di finale di Champions.

In uno degli stadi tempio del calcio, si sfidavano una delle squadre leggenda di questo sport (probabilmente in un ciclo che è al viale del tramonto) e una squadra che da anni cerca di uscire dal suo regno (la Francia) per diventare anche essa una delle regine d'Europa.

Gara fra Barcellona e Paris Saint German, in uno scontro che vedeva contrapposti anche 2 giocatori simbolo di 2 epoche. Da una parte Lionel Messi, argentino con il blaugrana della Catalogna addosso da sempre, e dall'altra Kylian Mbappè, giocatore francese giovanissimo che è già il simbolo e l'icona di questo nuovo decennio e che è candidato a diventare il nuovo numero 1 mondiale.

Perchè parliamo di questa partita?
1. Perchè è stata una partita bellissima. Per chi la guardava è stato calcio spettacolo puro per 90 minuti. Veramente un piacere per gli occhi. Dispiace (come sempre) che non ci fosse la cornice di pubblico che meritava.
2. Perchè, partendo dal punto 1, la domanda è: come mai non vediamo spesso questo tipo di partite? E, di conseguenza, come mai non vediamo SPESSO questo tipo di partite con le squadre italiane coinvolte?

E' una riflessione da tifoso si, ma anche da analista del calcio, volendo approfondire questo punto per vedere se in effetti sia possibile trovare una qualche causa oggettiva e non fare solo dei discorsi generici basati su un qualche luogo comune.

Innanzitutto abbiamo detto che per lo spettatore è stata una partita bellissima. Per lo spettatore tifoso del PSG e per quello neutrale. Non certo per lo spettatore tifoso del Barcellona.
E sebbene la partita sia stata bellissima, non possiamo dire che entrambe le squadre abbiamo giocato benissimo. Non ha per niente giocato bene la squadra spagnola e anche nel PSG si sono visti errori tecnici individuali e tattici di squadra non così irrilevanti.

Il che ci porta ad una considerazione: che non sempre una partita è bellissima quando tutte le squadre in campo giocano bene. Cioè se entrambe le squadre giocano bene e non commettono errori, lo spettacolo ne risente. Vero... ma non completamente.

E' questa, infatti, una filosofia che spesso abbiamo sentito in Italia. Penso fosse Sacchi (ma se non è così, correggetemi) che disse che se entrambe le squadre giocano perfettamente, la partita finisce zero a zero. Reputo questa idea totalmente sconclusionata. Perchè dimentica un particolare. Che nel calcio è fondamentale: l'abilità del singolo, la giocata da campione, il numero in se e per se.

Gli ultimi decenni hanno portato il calcio verso una esasperazione tattica che, secondo il mio modesto parere, sta creando ormai più danno che altro. Una buona organizzazione tattica è NECESSARIA e ogni giocatore dovrebbe ricordarsi che gioca in una squadra e non da solo. Questo è ovvio.

Ma un calciatore non è un ingranaggio di una macchina. A cui puoi dire quali siano i suoi compiti dal primo all'ultimo minuto. Un calciatore è, anche, un artista dello sport che pratica. C'è creatività, c'è inventiva, c'è coraggio, c'è talento.

Abbiamo messo Mbappè in copertina come simbolo di tutto questo. Un giocatore secondo me straordinario che ha ancora un incredibile potenziale da sviluppare. Potentissimo fisicamente con una progressione atletica mostruosa, agile, rapido sul breve e tecnicamente dotato. Ieri segna 3 goal uno più bello dell'altro ma semina numeri su numeri facendo vedere le streghe agli avversari.

Quale è il connotato di tutto ciò? Che l'errore delle partite brutte non sta in ciò che gli allenatori fanno ma sta in un atteggiamento generale che parte ormai dalle scuole calcio, da quando i giocatori sono bambini. L'idea è che crescano come giocatori disciplinati e tattici. Che sappiamo fare i giusti movimenti in campo e coprire bene le zone.
Viene limitato al massimo la cura e lo sviluppo di ciò che rende il calcio uno sport spettacolare. La ricerca del dribling, l'abilità nel tiro, la capacità di fare qualcosa di nuovo e imprevedibile.

O, più semplicemente, prendersi dei rischi.

Se notiamo, i dribling nel calcio sono sempre più rari. La tecnica principe per creare superiorità numerica viene ormai relegata a pochi giocatori. Non in una squadra, in tutto un gruppo di squadre. Ecco perchè poi ti ritrovi di colpo una compagine, il PSG, che schiera: Mbappè (e va beh...) ma anche Verratti, Marquinhos, Paredes, Kurzawa, Kean e mi fermo qui i quali effettivamente giocano al calcio. Corrono, difendono, tengono il campo ma vanno sempre oltre il "compitino".

Ho negli occhi i movimenti dell'ultima partita della Juve di Bernardeschi. Sulla sua fascia di competenza. Non quando difendeva ma quando attaccava. Due binari, procedeva come se andasse su due binari. Arrivava contro l'avversario e si fermava rientrando con l'interno del piede sinistro con sempre il solito movimento rotatorio verso il fianco destro. Per quindi alleggerire di nuovo al difensore più vicino. Avrà fatto questo movimento decine di volte. Sapevi già che lo avrebbe fatto.

Il che potrebbe andar bene, se lo prepari per 9 volte per poi sorprendere l'avversario alla decima con un cambio di passo e un movimento inaspettato. Invece no.

Quindi, quello che penso è che in Italia (e purtroppo anche alla Juve) il problema non sia lo schema tattico o il numero di difensori e attaccanti ma questa sorta di idea tattica generale di essere sempre ben messi in campo. La realtà è che le squadre sono forti quando hanno giocatori forti. Punto e basta.

Se hai i giocatori che giocano, disporli in campo è più semplice. Con le statue o i timidi non vince le champions.

Stasera Porto Juventus. Giocheremo con l'istinto e la voglia del PSG? La differenza sta tutta qui. I francesi vanno a Barcellona per giocarsela e vincerla alla grande. Sapendo di avere di fronte un Barcellona in disarmo ma pur sempre grande squadra (Messi, Busquets, Griezman, Piquè, etc...). I bianconeri andranno in Portogallo con l'idea di giocarsela e vincerla alla grande?

E' qui la differenza. Si andrà per fare "una buona partita". "Si gioca sui 180 minuti". "L'importante è non prendere goal" e tutte amenità del genere. Che forse oggi ti fanno passare il turno (cazzarola abbiamo di fronte il Porto e non il Bayern Monaco o il Manchester City) ma domani ti regalano un modo di pensare e un atteggiamento che non sarà mai vincente. 

Perchè è quello il vero cambiamento tattico, essere vincenti nell'idea.

Riflessioni buttate qui e li. E stasera, comunque, Forza Juventus.

giovedì 3 ottobre 2013

Il Pagellone: Juventus-Galatasaray 2-2

Dopo qualche ora per digerire la "pesantezza" della serata di ieri, eccoci qua a cercare di fare un commento ed un'analisi il più possibile a mente fredda.
Domenica scorsa non sono riuscito a vedere il derby con il Torino e infatti non ho commentato la partita. Da quello che ho potuto desumere non è stata, l'ultima di campionato, una giornata esaltante e l'unico punto a favore è di avere tenuto il ritmo di Napoli e Roma. Mentre le altre (Fiorentina e Inter) si sono annullate a vicenda.

Diciamo che mi sono subito "proiettato" alla partita di Champions League che agli occhi miei e di molti altri tifosi era la partita CHIAVE di questo treno di incontri ravvicinati (7 per 21 giorni).
Anche perchè il campionato è lungo e se si sbaglia, ci sono molte più possibilità di rimediare ai passi falsi. A meno che la Roma (o l'Inter di cui mi fido molto poco) non abbia deciso che questo è il loro hanno e che grazie all'assenza di distrazioni europee possa puntare decisamente allo scudetto tricolore.
Naturalmente la delusione è tanta. Forse anche di più.
Ma veniamo subito al pagellone in cui andiamo ad approfondire i motivi di questa delusione.

JUVENTUS: 5
La squadra non è più così squadra come l'abbiamo giustamente ammirata in questi ultimi 2 anni. Purtroppo, mi tocca ammetterlo, sembra che qualcosa si sia rotto. Ieri, come peraltro anche altri incontri, non è che è tutto da buttare. Si tratta semplicemente di paragonare ciò che si vede con quanto è alta l'asticella delle aspettative. Se abbassiamo quest'ultima i problemi non si pongono o si pongo male.
Mi spiego, dopo un calvario di anni post-calciopoli, in cui il calcio parlato e discusso in tv (che odio) è stato soppiantato da un calcio giocato come da anni non si vedeva in Italia, purtroppo ci si abitua male. La Juve vinceva ma vinceva bene. Intensità di gioco, fluidità, tenuta atletica, forza, determinazione, cattiveria agonistica, giocate tecniche dei singoli. Ogni tanto qualche passaggio a vuoto ci stava. Ci mancherebbe. Quest'anno la situazione è invertita. Si è iniziato bene (supercoppa e prima di campionato) e poi si è andati a fari spenti fino ad adesso.
E quello che sembrava un male passeggero (gioco poco incisivo, macchinosità dei movimenti fra i reparti, errori madornali nei posizionamenti difensivi, incapacità di tradurre in goal le azioni sottoporta) sembrerebbe essere ciò con cui dobbiamo convivere tutto l'anno.
Di ieri mi è piaciuta la rimonta (ormai ci siamo abituati) e questo continuo a dire non è poco. Ma quante altre volte andrà così?
A dire il vero anche vincendo, non è che si poteva essere completamente soddisfatti ma sai com'è? 4 punti e classifica blindata con il Galatasaray a zero punti.
Ma considero il 2-2 sostanzialmente giusto per ciò che il campo ha fatto vedere per 90 minuti.
Juve da regolare, quindi, sia in molti singoli che nella squadra. Che comunque si regge sul lavoro dei singoli. Altrimenti di che parliamo. CONVALESCENTE.

GALATASARAY: 6,5
Non è che i turchi abbiamo fatto sfracelli. Questo va dichiarato. Anzi vedendoli ieri sera si capisce che la partita doveva e poteva essere condotta in un altro modo. Barcollano fin da subito quando la Juve cerca di fare la Juve. Poi crescono perchè i bianconeri abbaiano ma non mordono. Episodi come quelli dell'1 a 0 per i rossi di Istanbul ci sta. Nel calcio accadono soprattutto quando dall'altra parte c'è uno che si chiama Drogba. Ma poi?
I turchi tengono botta, non si espongono più di tanto e giocano all'italiana (di altri tempi) più all'italiana che non si può. Se avessero perso, il voto sarebbe stato insufficiente ma ci credono fino all'ultimo secondo e anche questo è un merito.

PARTITA: 6,5
Partita vera, da Champions, con tutta l'emozione che queste gare danno. Contenuti tecnici così così, perchè anche chi li ha non li mette in mostra (vedi Sneijder, Pogba, Tevez, etc.....). Non come avrebbero potuto. Ma è emozionante nel doppio ribaltamento di fronte. In ogni caso nei palcoscenici europei si vede ben altro e ben di meglio.

BUFFON: 5,5
Non ha particolari colpe sui goal. Ma neanche particolari meriti. E la sufficienza per un portiere che prende 2 goal con 3 tiri in porta non può essere data. TRITATO.

BARZAGLI: 5,5
Fin quasi alla fine non aveva demeritato. Ed era stato (ma va?) il migliore della retroguardia bianconera. Interventi decisi ma puliti con dinnanzi avversari mica da ridere. Purtroppo anche in questo caso una svista e un errore di piazzamento ci sta e ci può stare. Soprattutto se sei posizionato a 2 (praticamente) e a fianco hai la controfigura di Isla dell'Udinese a proteggerti. In ogni caso un esame di coscienza il trio d'oro dell'anno scorso se lo deve fare. Perchè ormai le svagatezze e distrazioni in difesa sono diventate la regola anzichè l'eccezione. Qualcosa vorrà pur dire. PUNITO OLTREMODO.

BONUCCI: 4,5
Inutile dirlo: ciò che di lui (e della partita) si ricorderà per molto tempo sarà la svirgolata nel retropassaggio sbagliato a Buffon che ha permesso a Drogba di fare l'1 a 0 nel primo tempo. Ma non c'è solo questo. Anche Leonardo, dopo una partenza spumeggiante, si è un pò "seduto". Non sono tutti demeriti suoi e, a parte ieri, non è che abbia fatto neanche chissà quali svarioni. Ma se osserviamo la quantità di lanci a vuoto completamente fuori luogo capiamo che c'è un fattore "testa" ancor prima di ogni altra cosa. Spiace ma la prestazione è da dimenticare. ORRORE.

CHIELLINI: 5,5
Per quanto Giorgione ci abbia messo un'energia incredibile, ieri i pasticcetti sono stati veramente troppi. Non si sono visti errori clamorosi (non come Barzagli e Bonucci) ma se ben guardiamo la palla del 2 a 2 di Bulut è servita di testa da un imperioso stacco di Drogba (ma va?) proprio su Chiellini che si fa sovrastare. Di base tutta la difesa ieri è stata confusionaria e pasticciona. Serve cura rigenerante. BOLLITO.

LICHSTEINER: 5,5
Finchè è rimasto in campo, il pendolino svizzero non aveva alla fine demeritato. Ma la prestazione non lascia comunque traccia di se e quindi il voto è insufficiente. Esce per infortunio muscolare. PILE SCARICHE.

VIDAL: 6,5
Onestamente Arturo ha giocato un discreta partita ma molto lontano dalle sue potenzialità. Mancano gli inserimenti brucianti e quel pizzico di lucidità che sempre conserva nelle varie situazioni di gioco. Ma ad avercene come lui...... Segna il rigore con freddezza e anche questo non va sminuito. LUI NON TRADISCE MAI.

PIRLO: 6,5
Ieri la partita di Andrea mi è piaciuta. E' stato ordinato e anche caparbio in molti frangenti. Si vedeva che aveva voglia e che c'era gamba. E' mancato il passaggio illuminate ma ormai è una certezza. Non è solo una sua responsabilità. La squadra corre meno negli spazi e le imbeccate diventano più difficili quando gli altri non si muovono. CON VOGLIA.

POGBA: 5,5
Purtroppo per la Juve queste pause in un campioncino come Pogba ci stanno. Non ha giocato malissimo. Semplicemente non è stato incisivo e non ha coperto come ci si aspettava. Non ha tirato e su un'azione d'attacco ha perso quel momento per mettere in porta Tevez. Qualche palla persa et voilà ecco perchè insufficienza. UNA PAUSA ADESSO.

ASAMOAH: 6,5
La voglia ce la mette tutta eccome. Meriterebbe un 8 per questo. Prova spesso l'uno contro uno. E va bene. Perchè dall'altra parte saltare l'uomo sembra una bestemmia.
Certo continua a non essere un laterale puro. E quando si arriva sul fondo la differenza si vede. I cross non spesso buttati lì come viene. Ma se ieri non si è vinto non è certo per responsabilità di Asamoah. BUONI SPUNTI.

VUCINIC: 5,5
Mirko sembrava voglioso e concentrto ieri. Ma non lo sapremo mai. In un campo non all'altezza si fa male muscolarmente. Speriamo torni presto perchè serve la sua inventivà la davanti. SFORTUNATO.

TEVEZ: 7
Sempre e costantemente il migliore della Juventus dall'inizio dell'anno. Grinta da vendere, urla ai compagni di aumentare la voglia e il ritmo. Ci prova ma ieri mancava un pò di lucidità. Le tante partite adesso si sentono. Manca lo spunto vincente ma almeno non si arrende e mostra quello spirito Juve che ieri a molti è difettato. GUERRIERO.

ISLA: 4
Ho veramente paura di essere fin troppo prevenuto con Isla. Ma ormai leggo le altre pagelle e non è che giungano voti proprio benevoli nei suoi confronti. Io continuo ad avere lo stesso parere dall'anno scorso, ribadito più e più volte. Se ad Udine c'era un altro giocatore (non credo) che ce lo mandimo e si riprendano questo. Degno di giocare al massimo in una squadra di media classifica. Non adatto alla Juve o agli scenari di Champions. Ieri non ha fatto un cross che è un cross, un dribling che sia un dribling e non ha neanche aiutato in difesa sull'ultima azione. CHI E' COSTUI?

QUAGLIARELLA: 7
Fabio la mette dentro ancora in Champions. Di sicuro anche questo non è un caso. E gli va dato atto. Si conquista un rigore (che c'era) con abilità. Svaria talvolta. Secondo me può fare di più viste le sue potenzialità ma di sicuro non gli si poteva chiedere di più ieri. DA CHAMPIONS.

LLORENTE: 6,5
La grinta era quella giusta e pure la cattiveria agonistica. Schierato come 3 punta al centro dell'attacco cerca di far valere il suo peso tecnico e fisico. Se fossero arrivati i cross, forse qualcosa l'avrebbe anche fatta. VOLENTEROSO.

CONTE: 5
Purtroppo, così come si è preso i meriti dei successi della Juve in questi anni, adesso è fin troppo facile dire che non si vince perchè non ha gli uomini giusti. E in questi mesi, non è il primo passaggio a vuoto di Antonio. Alcune volte le sue disamine non sono propriamente condivisibili. Anche che comprendo che dover sempre giustificarsi dinnanzi ai giornalisti non sia facile perchè non è sempre la cosa giusta dire la verità. La verità è che alcuni uomini stanno tradendo la fiducia del tecnico (non dico chi!), così come la società che non ha comprato i giocatori che Antonio voleva.
Di sicuro però la squadra è anche la stessa dell'anno scorso. Ma il gioco non gli assomiglia per niente.
Manca velocità e ritmo. E su questo Conte di deve lavorare. Così come deve lavorare per mantenere alta la fama di vittoria e di intensità di gioco. Se poi alcuni giocatori sono troppo spremuti per rendere allora è un altro discorso. SOTTO ESAME.

Ecco il Galatasaray:
MUSLERA: 6
Fa il suo senza essere alla fine particolarmente impegnato.

EBOUE: 6
Difende con ordine.

CHEDJOU: 7
Ieri sopra le righe. Lo trovi sempre a metterci una pezza o il piedone. Bravo.

SEMIH KAYA: s.v
Si fa male ed esce. Ingiudicabile.

RIERA: 6
Insegue tutti gli juventiini che vede e fa muro dinnanzi alla difesa.

FELIPE MELO: 6,5
Anche lui difende con ordine e mette fosforo nella manovra, quando c'è, del Galatasaray.

SELCUK INAN: 5,5
Poco presente nella manovra. Pensa a tenere la posizione.

HAKAN BALTA: 6,5
Si fa sentire con il suo fisico ma alla fine difende con ordine.

SNEIJDER: 6
Qualcosa in più l'olandese poteva fare. Qualche giocata qua e la.

BRUMA: 6
Quando ha spazi è temibile e non va sottovalutato. Con margini di crescita.

DROGBA: 7,5
Come al solito impegna la difesa avversaria da sola. Incredibile. Fa goal e da l'assist per il pareggio. Insegue e combatte. Che giocatore. E meno male che quando si parlava che potesse venire alla Juve qualcuno diceva che era vecchio e cotto. Imbecilli.

GOKHAN ZAN: 5,5
Ci mette impegno ma non basta.

BULUT: 6,5
Ci crede fino alla fine e porta a casa il pareggio. Mica niente.

AMRABAT: 5
Prestazione insufficiente.

MANCINI: 6
Di stima perchè non so quanto abbia inciso in questa partita.

SQUADRA ARBITRALE: 6,5
Tollerano alcune entrate pesanti ma alla fine arbitrano bene. Giusto il rigore e giusti alcuni fuorigioco millimetrici.

venerdì 20 settembre 2013

Le notti di Antonio Conte

Noi non siamo dei sostenitori di mettere un professionista sulla graticola.
E' un atteggiamento che non condividiamo.
Lo fanno praticamente sempre i giornalisti perchè loro vivono spesso di questo. Vivono di contrasti. Reali quando ci sono (poche volte). Creati quando non ci sono (quasi sempre).

E quando parliamo di professionisti, intendiamo qualunque persona che svolga una professione, un lavoro, un ruolo.
Tutti noi commettiamo degli errori.
Fa parte dell'attività. Quindi si può discutere delle scelte e dell'attività di qualcuno. Ma senza ergersi a giudici duri e puri di nessuno.
Mi sembrava una premessa doverosa.

Detto questo, siamo in un blog di un tifoso di calcio. E la squadra tifata è (ma va?) la Juventus.
Credo che quasi qualunque tifoso juventino abbia percepito da qualche tempo a questa parte un vago senso di inquietudine che non sa però esattamente da dove arrivi.
Ieri ci ho pensato e credo di avere dei pensieri che spieghino questo fenomeno. E sono riconducibili al nostro amato allenatore ed ex capitano, mister Antonio Conte.

La Juventus ha vinto gli ultimi 2 scudetti, battendo record e stabilendo nuovi standard per il calcio italiano. Giocando bene e riportando in alto l'orgoglio di chi segue la Vecchia Signora da anni. E' tornata in Europa dalla porta principale facendo ottime figure con squadre come il Chelsea e arrivando fino ai quarti, battuta dalla corazzata tedesca del Bayern di Monaco che, mica a sorpresa, andrà poi a vincere la Champions.
Chi può onestamente dire che tutto ciò non sia un risultato straordinario?
La nuova stagione inizia con una squadra oggettivamente rafforzata rispetto agli anni scorsi con innesti di assoluta qualità (anche internazionale) e praticamente nessuna cessione dei protagonisti di questi ultimi 2 esaltanti anni (Vidal, Pogba, Pirlo, Vucinic, Marchisio, etc....).
Si mette in bacheca un altro trofeo e il campionato mostra subito che la Juve è già lì per rivendicare il terzo scudo.

Eppure una sorta di inquietudine disturba la serenità del tifoso juventino.
Quale è la causa?

La causa sono le notti insonni di Antonio Conte.

Antonio Conte è stato uno degli artefici della rinascita e ascesa di questa squadra. Ha stabilito una leadership salda, ha stabilito le mete e tenuto il timone attraverso le tempeste. Nessuno si sogna di negare ciò.
Che Antonio Conte sia stato l'unico artefice di questi 2 anni di successo è palesemente ingeneroso verso tutti coloro che hanno contribuito. In primis i giocatori, che sono stati fantastici.
Una squadra non si chiama così a caso. Una squadra si chiama squadra perchè opera come una squadra. Ovvero un gruppo di persone con diversi ruoli e mansioni che lavorano spalla a spalla in direzione di un obiettivo comune. Si lotta contro chi sta fuori la squadra e mai contro qualcuno dentro la squadra.
Che sarebbe successo in questi 2 anni se non ci fosse stato, che so, un Pirlo, un Barzagli, un Del Piero (ricordate il suo ultimo anno) a togliere qualche volta le castagne dal fuoco? Che sarebbe successo se in porta non ci fosse stato un super Buffon o se la società non avesse lavorato con la professionalità e concretezza che l'ha distinta?
Sicuri che la Juventus sarebbe stata la stessa senza la figura di un Nedved (secondo me importantissimo) o di un Andrea Agnelli che finalmente da uno spessore alla figura del presidente come ai tempi di Boniperti?

Società, giocatori e allenatore (con il suo staff) si sono alleati per raggiungere certi risultati.
Laddove un allenatore fallisce non è solo responsabilità dell'allenatore. Rafa Benitez è forse l'ultimo recente esempio di ciò. All'Inter uno sfigato musone un pò fantozziano. Al Napoli un vincente, stratega di spessore europeo. Mi sembra tutto distorto.

Conte è bravo, è vincente, è ambizioso. Punta a diventare un allenatore di fama europea. Lo si capisce. Secondo me osserva il percorso dei vari Ancelotti, Mancini o Capello. Vuole vincere e vuole farlo qui e li. Possibilmente anche al di là delle Alpi.
Conte è un fattore chiave della Juve di ieri e di oggi.
Ma non sta dormendo bene.
E' vagamente nervoso.
Lo sfogo sulle vendite di Matri e di Giaccherini sono state improprie. Non se ne capisce il senso. Sono stati 2 giocatori importanti e io il Giak non lo avrei venduto. E forse potrebbe anche essere che la Juve con Tevez+Llorente+Ogbonna sia meno forte di quella dell'anno scorso con il Giak e Matri.
Ma se anche così fosse?
A quale scopo mettere le mani avanti? Qualcuno ha parlato di uno sfogo.
Ma secondo me un allenatore a quei livelli non può permettersi di sfogarsi. Può essere vero e diretto, schietto e caustico ma sfogarsi è l'azione di ammettere di essere in una situazione di difficoltà. E se non possiamo fare altro, allora ci sfoghiamo........ Anche nella vita.

A meno che, non fosse un modo per mandare un messaggio a qualcuno. A chi? Alla società? Ai giocatori? Forse ad entrambi.
In questi giorni, dopo la brutta prestazione (ho letto che la Juve ha giocato nonostante tutto bene martedi in quel di Copenaghen, tirando al bersaglio con la squadra avversaria...... mi spiace, è stata una partita giocata male. Punto!) della prima di Champions, che ha sancito l'ennesima esclusione dell'attaccante spagnolo Llorente, si vocifera di tensioni fra Conte e la dirigenza, Marotta in primis.
Qualcuno parla del fatto che Conte non straveda per lo spagnolo e che il suo acquisto sia stato un pò imposto a lui per fattori economici. Discorsi che all'allenatore pugliese paiono non piacere. 
MAROTTA: "Oh, Antò...... Beccati sto Llorente. E' un attaccante, è a costo zero, e così hai il tuo top player in attacco e la smetti di rompere i maroni".
CONTE: "Marotta, che mi combini? Qui altri allenatori sguazzano nell'abbondanza. Guarda il Carletto di Madrid: ha CR7, Benzema, Di Maria, Isco, Bale e chi più ne ha ne metta. Come faccio io a diventare il più grande allenatore d'Europa se mi date delle mezze cartucce. Non siete neppure riusciti a comprare Higuain che se l'è preso quel trombone di De Laurentis. Come faccio a vincere la Champions qui così? Scordatevi che sia possibile....." 

Forse non è così. Forse è così.
Sta di fatto che l'ultima partita (ho dato 4,5 come voto a Conte) è stata un susseguirsi di errori. Errori propriamente tecnici dell'allenatore. Sviste dovute al nervosismo? Autolesionismo?
Un modo per creare motivi di dissenso che giustifichino una possibile dipartita alla fine del campionato?

Io spero che Conte rimanga alla Juve e crei un ciclo vincente per anni. Come Fergusson, come il vecchio Trapattoni, come Lippi. Non si può tornare a dominare in Europa in 1-2 senza soldi. E onestamente mi piace più la strada della Juve che la strada del PSG o del Monaco. Anche perchè voglio vedere se arrivano alla fine della Champions. Dubito. E delle 2, solo 1 vincerà il campionato. E mi immagino il PSG se non vince nè campionato nè coppa cosa succede.

Vedremo se Conte comprende che qualcosa nel suo atteggiamento e nei suoi schieramenti tattici cambierà. I risultati alla fine dicono chi ha ragione. Per ora Conte ha ancora e pesantemente ragione.
Speriamo continui.
Forza Juve.

mercoledì 18 settembre 2013

Il pagellone!: Copenaghen-Juventus 1-1

Neanche il tempo di riflettere sull'ultima di campionato e ci ritroviamo catapultati nella prima giornata di Champions League. Si passa infatti senza soluzione di continuità dal posticipo della 3a di campionato con Parma-Roma di lunedì notte alla prima della coppa dalle grandi orecchie di Copenaghen-Juventus di martedì.

La squadra danese si presenta come la meno forte del girone e quindi una ghiotta occasione per i bianconeri per partire bene nella competizione continentale. Qualcuno aveva allertato la truppa di non affrontare la gara con poca tensione e ricordava la gaffe con un'altra squadra danese lo scorso anno. Partita in cui la Juve andò sotto e pareggiando con difficoltà, con il rischio anche di perdere.
Manco a farlo apposta, con una squadra forse anche più debole, la Juventus fallisce in modo direi anche clamoroso l'appuntamento impattando nuovamente per 1-1 con i modesti avversari, andando nuovamente sotto nel primo tempo sull'unico tiro in porta e azione pericolosa dei danesi.

Ma analizziamo meglio la gara punto per punto:

JUVENTUS - 5
Per quanto Conte e altri commentatori abbiamo comunque gettato acqua sul fuoco (almeno dinnanzi alle telecamere e ai taccuini) sulla gara di ieri invocanto la sfortuna e parlando di un tiro al bersaglio che non si è concretizzato, io sono di un altro parere. La mia posizione (frutto anche di più di 25 anni di calcio giocato) è che la fortuna-sfortuna è una componente del gioco del calcio ma va mai invocata, nè nel bene nè nel male. Non affermo che non esista. Esiste. Esiste il caso, esiste la componente imprevedibile. Ma ritengo che essendo parte del gioco non puoi tirarla in ballo quando ti fa comodo. Anche perchè, se si è più onesti nell'osservazione, dietro alla "presunta sfortuna/fortuna" vi è una mancanza di presa di responsabiltà di qualcosa che non è andato per il verso giusto. Un pò come quegli allenatori che invocano la sfortuna per gli infortuni di uno o più membri della propria rosa. Gli infortuni (traumatici o muscolari) fanno parte del calcio che è uno sport di contatto. Pensare che una squadra non avrà mai infortuni è come pensare di fare una frittata lamentandosi che alcune uova si sono rotte. E' pure logico che un team medico e atletico di una società professionistica lavori per minimizzare (è possibile!) questi eventi. Ma ciò non significa che si debba cadere dal pero quando avviene.
Venendo alla partita di ieri, la Juventus è scesa in campo -1- con un atteggiamento mentale sbagliato di approccio alla partita e -2- non è riuscita a cambiare nel momento della necessità il ritmo partita. E questo secondo punto è quello che giustifica più del primo il voto insufficienza ai bianconeri.
Si può scendere in campo rilassati o stanchi o senza quel furore che l'occasione richiede. Capita. Perchè quando giochi molte partite ad alto contenuto di adrenalina e importanza, un calo di tensione (come squadra) è anche fisiologico. Fai supercoppa, prima di campionato, big match con la Lazio, partite di qualificazione mondiale con la nazionale, big match con l'Inter conditi da viaggi, spostamenti e tutto il treno in colonna...... E' chiaro che ci sia un rilassarsi quando vai a giocare con la squadra materasso del girone. 
Su questo posso dire che non si è lavorato bene ma lo posso contemplare e far passare.
Ma dopo che si subisce un goal, in modo quasi casuale, su disattenzione difensiva (vedi la mancanza di concentrazione cosa fa?), la squadra deve tirare fuori gli attributi e sbranare l'avversario. E' qui che si vede la squadra! E' qui che deve essere la differenza fra i campioni e i bravi o bravini.
E sbranare l'avversario significa giocare senza sufficienza, con furore, come se quella fosse l'ultima partita, quella del dentro o fuori. Rischiando anche di perdere. E' il momento di metterci cattiveria (quella che giustamente Pogba ha dichiarato sia mancata alla squadra). E la cattiveria è che davanti al portiere la palla la si butta dentro. Punto. E' una questione di intenzione prima ancora che di azione.
Quindi male la squadra. Oltre il risultato, che complica il percorso ma non lo pregiudica ancora. Male perchè se poco poco si pensasse anche di voler arrivare in finale o anche in semifinale, occorre vestire i panni della grande squadra SEMPRE. E dinnanzi alle piccole si fanno 3/4 o anche 6 goal (Real Madrid docet). Un elogio alla squadra quando gioca bene. Lo facciamo.
Ma non ci tiriamo indietro nel bacchettare fortemente i giocatori e il tecnico quando la prestazione è altamente insufficiente. E non abbiamo dato il 4 solo perchè, in un modo o nell'altro, si è almeno riuscito a riacchiappare il pareggio.

COPENAGHEN - 7
Partita della vita per i danesi. Partita onesta. Non fanno barricate, non usano il gioco violento. Semplice, onesta partita difensiva con alleggerimenti quando è possibile. Sicuramente prestazione da incorniciare per la cenerentola del gruppo che ieri si è tolta la prima (ma temo anche ultima) soddisfazione. Ben poca cosa il Copenaghen. Ma ieri ci hanno messo corsa e impegno, confidando nel fatto che forse sarebbero stati sottovalutati e così è successo. Il goal è causale ma loro ci hanno creduto. Quindi un bravi per l'impegno.

PARTITA - 6
Nel dare un voto onesto alla partita, non da tifoso juventino, non si può dire che sia stata noiosa. Forse lo sarebbe stata di più se la Juve avesse passeggiato sul cadavere della squadra danese. Invece ci sono stati i campioni d'Italia costretti ad inseguire e cercare più e più volte di pareggiare e poi trovare il punto della vittoria. La partita è stata giocata a buoni ritmi (soprattutto il primo tempo) e si sono viste alcune cose egregie. Lo spessore tecnico-tattico complessivo era quello che era. Io non mi sono divertito. E anche se avessimo vinto, magari con un gollonzo all'ultimo minuto, non avrei detto che siamo andati bene. Certo meglio 3 punti che 1. Perchè poi, alla fine, sono i punti in classifica che ti mandano avanti.

BUFFON - S.V.
Non saprei proprio che voto dare al Gigi capitano. Fondamentalmente inoperoso se non per la normale routine. Incolpevole nel goal, si disimpegna con i piedi nel modo migliore. SPETTATORE.

BONUCCI - 5,5
Di sicuro non ha giocato a Leonardo lo spostamento laterale nella difesa a 3. E si capisce in questa situazione che la mancanza di Caceres è stata un vero e proprio problema. Non a suo agio senza i corazzieri Barzagli e Chiellini al suo fianco, Bonucci è apparso un pò spaesato e privato del suo senso di sicurezza che gli abbiamo visto nelle ultime uscite. Non poteva fare gioco come gli piace e questo lo ha penalizzato ulteriormente. Male in molti passaggi. DISORIENTATO.

OGBONNA - 6
Mi sento di dare la sufficienza all'Angelo (bianco)-nero ex Torino per il suo debutto ufficiale come titolare nella Juventus. Mi è apparso sicuro negli interventi e in alcuni casi ci ha messo la giusta dose di grinta e cattiveria negli interventi. Quindi bene. Ha provato qualche volta a fare il Bonucci senza peraltro riuscirci mai appieno. Quindi malino. Di sicuro la difesa non è apparsa solida e concentrata come quando gioca il trio titolare. Ma questo era anche ipotizzabile perchè certi automatismi non si improvvisano e sarebbe superficiale pensare che fin da subito si potesse giocare in modo perfetto. Forse distratto in occasione del goal ma non mi sento di dargli la croce addosso. PROMOSSO.

CHIELLINI - 5
Onestamente Giorgione non ha fatto una buona partita nel complesso. Soprattutto è apparso un pò opaco e poco lucido. Sembra affaticato ma non fisicamente quanto mentalmente. La mia idea è che meriti un pò di riposo e di turn over per ricaricare le pile della voglia e della lucidità. Molti errori ieri e la partita di Copenaghen spiega meglio, a posteriori, anche qualcosa che non andava nelle ultime uscite (vedi la palla persa a Milano con Alvarez). Grave l'errore sottoporta in occasione del goal dei danesi nel quale si fa anticipare in modo sorprendente da Jorgensen. UN PO' DI RIPOSO.

LICHSTEINER - 5,5
Lo svizzero corre come al solito e non gioca una brutta partita. Si propone, copre, sbuffa, si sbatte. Il ventaglio completo del suo repertorio. Ma non raggiunge la sufficienza perchè alla fine sono i risultati che contano e nel suo caso fa tutto quasi bene ma non bene. Qualche cross approssimativo, qualche passaggio errato ma soprattutto molto (TROPPO) nervosismo. Per niente. Non sono queste le partite in cui serve. Se mai essere nervosi con l'arbitro serva. Arbitro che tra l'altro ha arbitrato più che bene e che non ha sbagliato praticamente niente. Cosa mai puoi protestare se non c'è niente da protestare? TROPPO NERVOSO.

VIDAL - 6
Il cileno è l'anima di questa squadra. La Juventus vive della luce e dell'energia generata dal re Arturo. Sembra un caso ma proprio nella partita in cui il forte centrocampista sudamericano brilla un pò meno, la squadra scenda in campo così così e giochi non bene. Quando un giocatore fa partite monumentale e ti cava sempre il coniglio dal cilindro, vederlo giocare una partita "normale" ti fa pensare che abbia giocato male. Arturo ha solo fatto una partita normale. E' stato per alcuni tratti fuori dal clou del gioco, imbottigliato nel traffico. Non ha trovato il lampo. Ma non si può pretendere che sia lui a fare sempre i goal che portano a casa la vittoria. PER UNA VOLTA UMANO.

PIRLO - 6
Andrea gioca una partita più che sufficiente da un punto di vista tecnico ma si abbassa molto (forse per sostituire Bonucci nella costruzione della manovra) e si allontana dai limiti dell'area dove poteva inventare meglio l'ultimo passaggio filtrante. Manca un pizzico di velocità in più ma ieri non è stata sicuramente responsabilità di Pirlo la partita non ottimale della Juve. STERILE.

POGBA - 6
Il francesino parte un pò sottotono e non trova la corretta posizione in campo. Cresce un pò nella ripresa e aumentano i suoi inserimenti. Anche lui alla fine non gioca una pessima partita. Forse in qualche frangente è mancata quella "cattiveria" che lui stesso ha dichiarato mancasse in un'intervista. Ma non è certo stato l'unico. DIESEL.

PELUSO - 6,5
Alla fine, forse, quasi l'unica nota lieta della serata. Peluso va su e giù per la fascia e senza compiti difensivi di rilievo, come esterno sinistro puro fa una buona partita. Non devastante certo ma efficace. Almeno mette in area alcuni buoni cross (cosa che a volte difetta Asamoah) e non smette mai di essere una spina nel fianco dei danesi. PUNGENTE.

DE CEGLIE - 6
Voto di stima per il valdostano. Entra a poco più di un quarto d'ora dalla fine e prova a lasciare un segno sulla gara. Fa qualche incursione, dando l'impressione di essere un pò sulle spine ma alla fine non commettendo errori di sorta. TIMIDO.

QUAGLIARELLA - 6,5
Come al solito un punto in più per il goal. L'ha fatto e questo non può essere ignorato. Perchè puoi giocare bene quanto vuoi ma la palla va buttata dentro. E in altre occasioni giocatori come Chiellini, Pogba, Tevez, Vidal, Lichsteiner (ma nuovamente lo stesso Quagliarella) non la buttano dentro. Prestazione però per il resto insufficiente. Si muove comunque poco e danza vicino all'area di rigore facendo qualche tocco ma senza molta sostanza. Onestamente forse Conte lo avrà visto in forma. Ma per mettere al centro dell'attacco un giocatore statico per ricevere i cross e i passaggi dentro l'area a quel punto non era forse meglio schierare il centravanti (VERO) spagnolo Llorente? Che mi sa è stato comprato proprio per questo? LA METTE DENTRO LUI.

TEVEZ - 6,5
Per l'apache, un mezzo punto in meno per gli errori sotto porta, uno in particolare a tu per tu con Wiland, il portiere del Copenaghen. Errori che pesano. Goal sbagliati più per l'imprecisione degli attaccanti che per bravura del portire. Ma Carlitos gioca bene al punto da essere, nonostante tutto, il migliore dei suoi. Corre, dribla, apre il gioco. Non gli ho visto perdere un pallone se non nei contrasti in mezzo a 3/4 giocatori avversari. Quando ha la palla sai che può inventare qualcosa. Mai banale. Peccato che non abbia avuto il guizzo in un paio di casi per mandarla dentro. SENZA IL BOTTO.

GIOVINCO - 6
Anche per Giovinco, scampoli di partita. Si muove in modo vivace e non dispiace alla fine. Non sono un estimatore del giocatore ma ci mette voglia e prova a fare qualcosa. Rimane il fatto che non lascia il segno e alla fine, questo è ciò che conta. Continuo a chiedermi: ma in una situazione di squadra chiusa, in cui tutti difendono dentro l'area e che difendono usando il fisico, l'uso di un centravanti di stazza come Llorente è davvero un crimine? E se anche non aveva i 90 minuti, possibile che dopo 2 mesi abbondanti di stagione non abbia neanche 20 minuti nelle gambe? VOLENTEROSO

CONTE - 4,5
Mi spiace per il grande Antonio ma il pareggio di Copenaghen è secondo me molto frutto di errori e strategie del condottiero. L'allenatore di prende i meriti (è giusto) ma deve anche prendersi le sue responsabilità quando le cose non vanno bene. E il voto è pesante perchè quella di ieri deve suonare come un campanello d'allarme. Più per alcune scelte di fondo che per il risultato.
La Juve non ha giocato malissimo. Ma d'altronde, al cospetto di una squadra di modestissime qualità, ci sarebbe anche mancato che le cose fossero andate anche peggio. La domanda è: se vuoi fare minimamente bella figura in Champions e se, anche sottovoce, dici che proverai anche a cercare di vincere la coppa....... Se questa è la premessa, allora come si pensa di affrontare corazzare come il Real Madrid, il Manchester United, il Chelsea, il Barcellona o il Bayern di Monaco con questi limiti?
Secondo me già lo schieramento di partenza era sbagliato. Opinione personale. Con una squadra dagli evidenti modesti contenuti qualitativi come non puoi schierare un 4-3-3 o comunque un modulo che sia più adatto a scardinare una difesa totale e arcigna? I danesi avrebbero fatto una partita di contenimento. Lo si sapeva. Se non schieri i 3 attaccanti in queste occasioni, quando lo fai? La risposta è mai. Appunto. Perchè Conte non li schiererà mai. Lo ha detto. E allora rido quando sento che in passato il leccese fosse un fanatico del 4-2-4. Cioè 4 attaccanti si ma 3 no? E se non schieri Llorente in una partita come questa in cui non hai disponibile neppure Vucinic, quando lo schieri? E stava a Conte tenere alta la tensione, evitando che la squadra entrasse in campo troppo rilassata. Forse era difficile ma d'altronde il compito era quello. E poi, ultimo ma non ultimo, si può anche sbagliare formazione. Ci sta. Ma perchè non si può cambiare in corsa quando la partita te lo chiede? Le altre squadre vincono 6-1 giocando con molti giocatori d'attacco. Noi non possiamo fare entrare altri attaccanti, anche a rischio di perdere, quando si pareggia 1-1 a casa di una mediocre squadra danese di mezza classifica? OTTUSO.

Velocemente la squadra del Copenaghen:

WILAND - 7,5
Notte da protagonista. Secondo me più per demerito degli juventini che per meriti propri. Ma rimane l'eroe della serata.

JACOBSEN - 5,5
Prestazione insufficiente. Non copre bene l'out sinistro a favore dei cross di Peluso.

SIGURDSSON - 6,5
Impegno e concentrazione. Limita gli avanti bianconeri.

MELLBERG - 6,5
L'ex juventino fa il suo. Partita onesta. Qualche sbavatura ma tanta determinazione.

BENGTSSON - 6
Qualche sbavatura e mancanza di posizione ma prestazioen sufficiente.

DELANEY - 6
Tanto lavoro oscuro a centrocampo. Corre tantissimo per fare filtro.

BRAATEN - 6
Nel primo tempo anche qualche buono spunto personale. Finisce però in calando dal punto di vista fisico.

CLAUDEMIR - 5
Prestazione non all'altezza della situazione. A volte spariva dal gioco.

BOLANOS - 6
Tasso tecnico più che sufficiente, si impegna e cerca di alleggerire la pressione.

JORGENSEN - 7
Autore del goal e autore di altri interessanti spunti personali. Si mette in mostra.

ADI - 6
A sportellate con i difensori juventini. Alla fine anche lui contribuisce alla causa.

SOLBAKKEN (allenatore) - 7
Quando la tua squadra pareggia (essendo anche in vantaggio) con qualcuno di estremamente più forte di te, vuol dire che la partita l'hai preparata bene.

ARBITRO E COLLABORATORI - 7
Quando non ti ricordi degli errori dell'arbitro e non pensi alle sue decisioni, vuol dire che ha arbitrato bene.