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lunedì 1 marzo 2021

La Juventus perde altri due punti dall'Inter: analisi tattica dei problemi in rosa, la panchina lunga funziona?

Mi ricordo che quando ero ragazzo e (facevo finta) giocavo a calcio, si cominciava a discutere del concetto di panchina lunga e panchina corta.

Io in questi giorni ho avuto vari appunti di lavoro e sabato un meeting di lavoro è finito per oltre le 21 di sera, impedendomi di fatto di seguire la partita dei bianconeri.

Che in campionato incocciano nuovamente in uno sterile pareggio e vedono l'Inter (e con essa lo scudetto) allontanarsi sempre più. 
Ora i punti di distacco sono ben 10. E sebbene ci sia sempre una partita da recuperare, che con una vittoria, ridurrebbe il distacco a 7 punti, ciò non toglie che ora il distacco sia effettivamente in doppia cifra.

Una enormità da recuperare. Una distanza talmente grande che si può immaginare che solo la squadra milanese di proprietà cinese possa perdere lo scudetto. Se loro continuano a macinare vittorie, la rimonta sarà impossibile.

Perchè abbiamo iniziato a parlare di panchina lunga e panchina corta? Perchè non avendo visto la partita possiamo fare solo delle considerazioni sulle assenze di sabato scorso e quindi anche dei sostituti all'altezza.

Il dibattito panchina lunga e panchina corta, nei decenni precedenti non esisteva nel calcio. Le squadre scendevano in campo in 16, di cui 11 titolari e 5 riserve. Fino agli anni '80 vi era la possibilità di fare 2 sostituzioni (+ eventualmente il portiere), dopo questo numero salì a 3 ma rimaneva sempre la forma mentale che fosse la squadra che scendeva in campo a decidere sull'andamento della partita.

Avere tanti giocatori in rosa ha un fondamentale problema: i giocatori vogliono sempre giocare.
E quando non giocano diventano irrequieti e portano disturbo nella squadra. Questo accade sempre a meno di 2 possibilità ben specifiche e note. Ovvero:

1. Il giocatore che va in panchina o tribuna è un giovane di belle speranze che accetta di buon grado la panchina perchè sta facendo gavetta. Sa che per lui ci sarà uno scampolo di partita e quindi cerca di massimizzare la sua esperienza. Sapendo che è già un ottimo traguardo entrare in prima squadra e giocare, ringrazia e non crea turbamenti.

2. Il giocatore che va in panchina o tribuna è un gregario a cui è stato spiegato fin da subito quale sia il suo ruolo. Può essere un giocatore con qualità sufficienti ma consapevole di non essere una prima scelta. O per fattori fisici o più spesso per età o per qualità complessiva. Il giocatore sa quale è il suo apporto, gioca quando questo serve alla squadra, ringrazia e non crea turbamenti.

In questi due casi, avere una panchina lunga è una buona cosa. Perchè è un valore aggiunto. Ma quando chi va in panchina non ricade in una di queste 2 categorie, sorgono i problemi.

Problemi che infatti si sono acuiti con il passare degli anni e la continua richiesta, soprattutto alle squadre di prima fascia, di giocare una quantità di partite sempre maggiori e a distanze ravvicinate. Con conseguente aumento degli infortuni. Per stanchezza e per mancanza di corretto allenamento.
Ecco perchè nascono le panchine lunghe fatte di ottimi giocatori. Si sente dire in giro che chi aspira a vincere lo scudetto e le coppe, deve avere 2 squadre potenzialmente vincente e non più UNA BUONA SQUADRA CON CAMPIONI CHE GIOCANO E BUONE RISERVE.

Nessuno dice che i campioni debbano essere 11 contati. Possono anche essere 12 o 13 o giù di li. Ma avere 20-22 giocatori potenzialmente titolari come si può pensare che non crei un problema ad un allenatore?
E anche qui, il solito luogo comune "E' meglio per un allenatore avere un problema di abbondanza di scelte che di scarsità di giocatori fra cui scegliere". Io non sono d'accordo. Non completamente. Perchè quello è il ruolo di un selezionatore. Come ad esempio di una nazionale. Sceglie i giocatori e deve avere una pluralità di scelte.
Ma un conto è allenare e un conto è selezionare. Quando hai un continuo cambiamento dell'intelaiatura della squadra e quindi non c'è quello zoccolo duro che sai essere la squadra titolare (su cui poi eventualmente apporti delle varianti con i dovuti innesti.....), chi ne soffre è proprio l'identità di squadra. Sono gli automatismi che si creano con la continuità di gioco.

Cosa sono i famosi schemi di cui spesso di parla indicando i bravi allenatori? Cosa sono? Formule matematiche? Intuizioni geniali del coach? Macchè.
Sono gli automatismi che diventano sempre più perfetti fra giocatori che imparano a giocare insieme partita dopo partita. Ovviamente su delle indicazioni di gioco ma solo su accenni tattici.

Il calcio è in se molto semplice.

Tutto questo discorso per dire che la Juventus sta perdendo punti per strada per molteplici ragioni. Ha tanti giocatori validi ma probabilmente non sono amalgamati come dovrebbero. E la carenza di allenamenti specifici non fa che peggiorare le cose. E la presenza di un virus come il covid ad aggiungersi ai numerosi infortuni completa il quadro.
Forse la Juve più di così in questa situazione non può fare.

Se aggiungi che mancano dei tasselli importanti nella rosa (due difensori laterali in più di spessore, uno a destra e uno a sinistra + un centrocampista di qualità vicino alle punte con capacità di interdizione) il quadro è veramente completo.
Questa non è una scusante per mister Pirlo, il quale ha fatto i suoi errori. Ma questo ci poteva e ci può stare. Il dito è puntato ai responsabili dell'area tecnica, che a tavolino dovevano prendere in considerazione queste cose. A nulla serve giustificarsi o nascondersi dietro le assenze.

Forza Juve, fino alla fine.

mercoledì 27 gennaio 2021

Quarti di finale di una competizione forse non troppo amata

Torna la coppa Italia, una manifestazione che continua a lasciare perplessità per i modi in cui viene organizzata e per il modo in cui le squadre la affrontano.

E' vero, ieri sera c'è stata una bella partita fra Inter e Milan, che ha dato grande dignità alla competizione.

Hanno giocato i big e ci sono state scintille dentro il campo. Scene non certo da educande fra Ibrahimovic e Lukaku, ma (diciamocelo) il calcio è uno sport spettacolare perchè ci sono anche queste cose. Un pò da coatti, un pò da "peggior bar di Caracas", un pò da politicamente scorretto e anti-FAIRPLAY.

Che però ricordano i tempi andati, il profumo di quando eravamo ragazzini e si poteva fare i (finti) bulletti nei campetti di periferia senza che nessuna TV nazionale aprisse un'inchiesta giornalistica tirando in ballo tutte le associazioni dei consumatori o di categoria possibili.

Tornando alla coppa Italia, è evidente che il format non è fatto bene. Far giocare la coppa Italia sempre e comunque nei periodi più freddi dell'anno, alle 21 di sera su campi ghiacciati, in un campionato che è OGGETTIVO, ha troppe partite, porta troppo spesso le squadre a snobbare la competizione.

Ciò lo si fa, abbassando il livello di attenzione e schierando molte seconde linee.

Il turn over è giusto. Una buona squadra dovrebbe avere sempre seconde soluzioni all'altezza. Ma qui c'è un tenore spesso di "togliamoci di mezzo questa scocciatura". Anche se, quando la coppa va in bacheca, alla fine a tutti fa piacere.

Stasera si gioca con la Spal, che in modo inaspettato è giunta fino ai quarti. Vediamo che succede. Sicuramente ci sarà da dar spazio a chi ha giocato meno (vedi Demiral) e far rifiatare chi ha giocato sempre (vedi Danilo o Ronaldo). In più c'è qualche rientro (Alex Sandro).

L'augurio è che nessuno si faccia male, che sia una bella partita e che si superi anche il turno. In realtà a me una altra coppa in bacheca non dispiace.

In bocca al lupo bianconeri.

martedì 3 settembre 2013

Calcio mercato chiuso: considerazioni!

Finalmente si chiude questa sessione di calcio-mercato e (ancora di più) finalmente di pensa solo al calcio giocato.
La posizione di questo blog sull'eccessiva enfasi che viene concessa al gossip dei trasferimenti dei giocatori è chiara e già espressa.
In uno scenario sempre dominato da risvolti aziendale e di bilancio, in questi ultimi anni aumentano il loro peso specifico anche le figure dei procuratori e agenti.
Un esempio su tutti sembra essere il motivo per cui il trasferimento del turco Yilmaz alla Lazio. Ovvero sembrerebbe dalle voci di corridoio che, per quanto Galatasaray e Lazio avessero trovato un accordo e lo stesso fosse avvenuto fra Lotito e Tare e il giocatore, la trattativa sia saltata perchè l'agente abbia alla fine preteso una parcella di 2 milioni di euro. Verità? Fantasia? Esagerazione? Forse solo un segno dei tempi.

Ma venendo al calcio-mercato, a porte chiuse possiamo ora dare un parere su quello che è successo.
Le chiacchere stanno a zero e i fatti sono sul tavolo. 

In generale un segnale è che sono tornati ad arrivare in Italia giocatori forti e non solo bidoni di cui non sentiamo la necessità. Dopo un pò di anni in cui sembrava che i campioni emigrassero dallo stivale alla volta di lidi e stipendi più pregiati, una piccola inversione di tendenza. I nomi già li sappiamo: Tevez, Higuain, Gomez, Rossi, Kakà, Llorente, Strootman giusto per ricordarne qualcuno. Ricordiamoci poi anche il rientro di Balotelli solo qualche mese fa......
Questo è qualcosa di buono per il campionato italiano e per la competitività delle squadre italiche nei campionati europei di club.

Resta da dire che mancano ancora i progetti e la gestione delle squadre a lungo termine. Da questo punto di vista, lo si ripete da tanto tempo, siamo indietro e non di poco. Solo la Juventus (e non perchè sono juventino) ha decisamente segnato un cambio di passo su tutti gli aspetti. L'unica con stadio (e che stadio! iIn cui andare con le famiglie, con i negozi........) di proprietà, con una oculata gestione delle risorse, con l'attenzione al marchio e alle potenzialità del marketing, con una programmazione dei giovani in chiave futura, con un disegno tecnico/tattico chiaro e lungimirante, con la costruzione del nuovo polo societario per gli allenamenti.....
Le altre arrancano. Solo la Roma sembra avere per lo meno le idee per andare in questa direzione. E la proprietà americana forse sarà inesperta di calcio delle nostre parti ma sembra aver compreso la direzione futura. 

Riguardo il mercato in senso stretto possiamo dare un giudizio sulla Juventus. In un prossimo articolo un giudizio sulle altre grandi.

JUVENTUS - voto campagna acquisti-cessioni = 7:
Il calcio mercato dei bianconeri è stato positivo senza ombra di dubbio. C'è qualche malumore perchè fino all'ultimo i tifosi speravano in un ultimo colpo per perfezionare quella che sembra essere l'unica zona del campo non completamente coperta, soprattutto nel caso di infortunio/calo di forma di Asamoah ovvero la fascia sinistra di attacco. Qualcuno (il sottoscritto) sognava Kolarov, qualcun altro Zuniga. Alla fine non è arrivato nessuno. Se fosse arrivato il mercato era da 8 o da 9. E' da 7 perchè Tevez è un super colpo e Llorente un ottimo colpo. Basta avere pazienza. Ogbonna è un buon acquisto in prospettiva. Pagato solo un pò di più di quello che forse (adesso) valeva. Per il resto ci sono stati tanti aggiustamenti. Asamaoah è stato preso per intero e, SOPRATTUTTO, sono stati trattenuti Pogba, Vidal, Marchisio, Chiellini, Pirlo e Vucinic. Scusate se è poco.
Nuovi giovani sono lì a prepararsi per vedere se saranno da Juve: Gabbiadini, Zaza, Boakye, F. Rossi, Marrone, Leali, Berardi.
La partenza di Giaccherini è quella che mi addolora di più perchè il Giak è un giocatore che qualunque allenatore vorrebbe. Disponibile, serio, professionale, accetta la panchina senza far rumore e si fa trovare super pronto quando chiamato all'opera, interpreta vari ruoli e mette sul campo qualità e quantità. Super quantità.
Ma anche il giocatore andava premiato e se voleva andare in Inghilterra per fare un'avventura è più che giusto.
In attacco è andato via Matri e rimasto Quagliarella. Uno dei 2 doveva partire. Questo lo si sapeva. Forse è stato scelto Matri perchè troppo vicino alle caratteristiche di Llorente. Adesso il nostro attacco ha 1 sola punta centrale (Llorente), 3 attaccanti che possono fare prima e seconda punta (Vucinic, Tevez e Quagliarella) e una seconda punta (Giovinco). Le competizioni sono 3. Quelle importanti 2. Ci sarà spazio per tutti. GUIDIZIO FINALE ATTACCO - 7,5
Il centrocampo della Juve è quello dell'anno scorso con un Pogba in più. Promessa un anno fa, certezza oggi. L'unica incognita è il recupero prima fisico e poi mentale di Marchisio che era e rimane un grandissimo giocatore. Forse solo un pò trascurato perchè italiano e juventino da sempre. I soliti errori di valutazione di noi tifosi. Certo c'è un Pirlo con un pò di anni in più sul groppone ma sono sicuro che con il ritrovare la giusta forma fisica, torneranno anche le sue giocate. A destra abbiamo un laterale di grande corsa (Lichsteiner) e intensità. Manca di quel pizzico di tecnica e imprevedibilità. Ma se le avesse sarebbe un vero fuoriclasse. Le alternative a destra non mancano. C'è Isla (tornerà sui livelli dell'Udinese?) e c'è Padoin, uno di quei gregari che solo l'allenatore sa quanto danno alla squadra. Gli interni sono 3 per 2 posti. Vidal, Pogba e Marchisio. C'è spazio per tutti, considerando che sia Vidal che Pogba possono anche sostituire Pirlo. A sinistra l'unica zona in cui c'è una sola soluzione cioè Asamoah. C'è anche De Ceglie ma il ragazzo non offre tutte le garanzie richieste dal ruolo. In più non dimentichiamo un altro acquisto cioè Simone Pepe. L'unico a poter giocare a destra e sinistra e poter fare centrocampo e attacco. Super centrocampo quindi, il settore più forte della squadra. Probabilmente uno dei centrocampi più forti del mondo. GIUDIZIO FINALE CENTROCAMPO - 8,5
La difesa della Juve è quella con i nomi meno appariscenti ma è comunque uno dei punti forti della squadra. Il trio là dietro è una sicurezza e con l'acquisto di Ogbonna si è voluto puntellare ancor di più il settore. Le soluzioni non mancano. A destra abbiamo Caceres, ottimo ogni qualvolta chiamato in causa, e il titolare Robocop Barzagli. In mezzo Ogbonna e Bonucci. A sinistra Chiellini e Peluso. In porta Buffon, che è tutto dire con un secondo assolutamente all'altezza cioè Storari.
GIUDIZIO FINALE DIFESA - 8

Forza Juventus

sabato 17 agosto 2013

Arriva la finale di Super Coppa Italiana

Salve a tutti.
Oggi, con mia grande meraviglia, ho visto che un articolo da me pubblicato nel blog sulla supercoppa di domani è sparito.
Boh?
Eppure vi assicuro che non ero ubriaco da ferragosto......
Sarà l'età?

Facciamo finta che non vi abbia detto niente.
Sta di fatto che domani finalmente si apre la stagione ufficiale 2013/2014 con il primo appuntamento in cui c'è già un trofeo da mettere in bacheca.
Juventus e Lazio si affrontano come vincitrici del campionato la prima e della coppa Italia (dovrei scrivere Tim Cup ma sono della vecchia scuola e mi viene male) la seconda.

Onestamente per i colori bianconeri un approccio così ferraginoso e complesso alla partita era difficile da ipotizzare. Ma non da oggi.
Prima i litigi sul disputare o meno la partita in quel di Pechino (ah, le magie del calcio moderno e degli sponsor....) in concomitanza con il tour americano dei nostri amati beneamini.
Poi la scelta della sede in Italia, per giungere alla conclusione che si poteva giocare in casa della Lazio.
Infine, questa settimana, i disagi di allenare un gruppo diviso in 2 fra quelli convocati in nazionale e quelli a disposizione nel ritiro di Vinovo (anche la Lazio per essere obiettivi ha vissuto questo problema).
E per non farsi mancare niente, ecco che il campo scelto per l'allenamento non era adatto e via per i campi romani a cercare una struttura adatta.
Insomma più che vicende da calcio professionistico, sembrano vicende da "allenatore nel pallone".

In ogni caso, sembra che il nostro condottiero "Antonio il Grande" abbia deciso di riproporre la formazione vincente dello scorso anno con la sola aggiunta dell'apache Tevez al posto di Giovinco e del nuovo Angelo corazziere Ogbonna in difesa al posto del non completamente recuperato Barzaglione.
Probabilmente la formazione sarà:
Buffon in porta;
Ogbonna, Bonucci e Chiellini sulla linea di difesa;
Lichsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio e Asamoah a centrocampo con
Vucinic e Tevez in attacco.
Solito 3-5-2.
Al quale non è detto che Petkovic risponda con il solito schema. Vedremo.

In ogni caso non vedo l'ora di vedere all'opera il fiorettista Vucinic con l'incursore Tevez. Coppia di spessore incredibilmente superiore a quella "tipo" dell'anno scorso con il prode Sebastian Giovinco a fare coppia con il fuoriclasse montenegrino.
Non me ne abbia a male Sebastian ma onestamente non sono mai stato un suo grande sostenitore per quanto non possa che apprezzare il suo attaccamento ai colori sociali.
Ma non è un post dedicato a Giovinco.

Quindi Forza Juventus e resta il mistero dell'articolo scomparso.
Boh, investigheremo.....