lunedì 22 febbraio 2021

23-esima di campionato, Juventus-Crotone 3:0 (commento a caldo)

Si conclude di lunedi la 23 giornata del campionato di calcio. E si conclude con la Vecchia Signora che incontra il fanalino di coda della classifica ovvero il Crotone.

Ho visto solo il secondo tempo di questa partita (mi perdonerete ma sono una persona che ogni tanto lavora) e sicuramente il solo secondo tempo non mi basta per imbastire un classico pagellone.

Però un piccolo commento sulla partita lo faremo lo stesso.

Innanzitutto la Juventus non commette un passo falso e questo fatto, di questo periodo, è in se già un punto a favore. La partita finisce 3:0 che è sicuramente un risultato rotondo e che visti i valori in campo rispecchia quanto visto. Magari, vedendo dei limiti tecnici e tattici spaventosi dei calabresi vien da chiedersi come sia stato possibile che all'andata abbiamo pareggiato con questa squadra. Due punti veramente regalati.

Di altro c'è poco da dire. L'impressione è che il centrocampo fosse incerto anche perchè una delle prime volte che giocavano Ramsey, McKennie e Bentancur insieme. L'impressione è che gli automatismi fossero veramente appena abbozzati e quindi ogni passaggio avesse necessità di quella frazione di secondo in più per essere fatto, tipica situazione di chi non gioca a memoria.

La difesa non è stata sollecitata ma anche qui una impressione appariva distinta: ovvero una certa sensazione di impaccio in fase di impostazione. Il che mi fa venire in mente quello che è secondo me il vero cruccio della squadra. Ovvero la mancanza di "intelligenza tattica" a centrocampo, un cervello o un metronomo capace di far girare la squadra. Questo ruolo quest'anno tocca spesso a Bentancur ma è oltremodo evidente che l'uruguagio non sia ancora pronto per questo ruolo, semmai lo sarà mai. E parla chi pensa veramente bene del giocatore. Bene ma non playmaker.

In attacco si è vista la coppia Kulusesvki-Ronaldo. Che gioca per mancanza di alternative, visto che Dybala è ancora out e che Morata non è al meglio a causa di un virus che sembrerebbe aver fiaccato il fisico dello spagnolo. In ogni caso la coppia costituita da CR7 e il promettente svedese di origine slava non è ben assortita. Tantomeno se affiancata da un'altra ala di movimento come Chiesa. Ma questo passa il convento e di questo ci accontentiamo.

Certo avere negli occhi l'attacco dell'Inter di domenica e paragonarlo con le prestazioni dell'attacco della Juve un pò crea tristezza. E questo non per il valore assoluto dei giocatori bianconeri. Che secondo me sono fortissimi e potevano costituire uno degli attacchi più forti al mondo. Ma.... I ma li sappiamo quali sono.

Comunque la classifica ci dice ora che siamo al terzo posto, a 4 punti dal Milan e 8 punti dall'Inter. Tantissimi per la verità. Se non fosse che c'è la possibilità di fare un ulteriore passo per avvicinarsi ai neroazzurri in fuga vincendo il recupero con il Napoli. Che porterebbe la Juve dietro al Milan di un punto e dietro l'Inter di 5 punti. Tanti, per carità, tanti. Ma non un abisso. E con tutto o quasi il girone di ritorno a disposizione, un distacco che lascia aperte tutte le possibilità. 

Anche se con la vittoria nel derby i neroazzurri hanno marchiato il campionato e onestamente a questo punto più che vincerlo gli altri possono solo perderlo loro. Perchè i cugini rossoneri sono già stati affrontati e non possono quindi perdere uno scontro diretto. Rimane la Juve ma essa è, al momento lontanissima. E per recuperare 5 punti (sempre che la Juve vinca con il napoli) significa che occorre vincere lo scontro diretto e che si approfitti di un passo falso (o un paio di pareggi) dell'Inter.
Sempre senza mai perdere nessun punto per strada. Opera titanica.

Anche perchè la Juve continua ad essere un cantiere aperto. Senza uno schema fisso di titolare o una intelaiatura che dia un assetto stabile. Certo, con tutta la Rosa a disposizione, sappiamo quale potrebbe essere ora la squadra migliore. Per me:

Cuadrado        Bonucci         Deligt (Chiellini)        Danilo

                                    Arthur

                McKennie                            Bentancur

Chiesa                        Morata                        Ronaldo

Vediamo quindi cosa ci riserverà il campionato. Per ora incassiamo questi 3 punti e la porta inviolata. E vediamo semplicemente che si riesca a recuperare i giocatori infortunati, Arthur, Cuadrado e Dybala in particolare.

Mattia.

 fsd

mercoledì 17 febbraio 2021

Porto Juventus 2:1, che partita è stata? Juve totalmente ridimensionata

E' finita da pochissimo l'andata di Champions fra il Porto e la Juventus.

Sarò onesto, non ho visto tutta la partita ma solo parti, in particolare del secondo tempo.

Non ho quindi sufficiente materiale per poter fare una analisi precisa del gioco, della partita e dei singoli giocatori.
Quindi stasera niente pagellone.

Mi limiterò a commentare ciò che ho visto, che non è stato tanto ma sufficiente.

Il risultato, alla fin fine non è proprio uno dei peggiori. Sarebbe stato peggio perdere, ad esempio, 1 a 0.

Se dinnanzi a noi ci fosse stato un ottavo tipo Bayern Monaco - Juventus, avremmo anche detto che era un risultato anche positivo (non prenderne 5 a casa dei tedeschi è un buon risultato).
Ma dinnanzi alla Juve non c'era una delle squadre regine di Europa e candidate alla vittoria finale.

E' vero che in nessuna competizione occorra mai sottovalutare l'avversario, perchè se qualcuno arriva agli ottavi di Champions, sicuramente non è accaduto per un errore o uno strano gioco del destino.

Ma.... e qui veniamo alle note dolenti, anche stasera come a Napoli, come a San Siro (ma in realtà anche come in casa con il Barcellona, a Firenze, con il Crotone, con il Benevento giusto per citarne alcune) si è vista una squadra lontana anni luce dalla struttura potente, compatta e terrorizzante che abbiamo ammirato nel periodo d'oro di questa strada.

Il che ci fa dire che, anche passando gli ottavi per qualche strano incastro del destino, è evidente che questa squadra sia alla fine di un ciclo. Forse Agnelli lo ha capito e per questo motivo ha puntato decisamente su Pirlo come allenatore. Che vi dirò, continuo a ritenere molto, molto poco responsabile della situazione.

La realtà è che la squadra è stata assemblata male. E con gli infortuni recenti (Cuadrado e Arthur su tutti), la pochezza di alcune zone del campo e di alcuni ruoli è disarmante.

Troppi giocatori sembrano aver esaurito energie, dinamismo, voglia, lucidità e cattiveria. Stasera ho giusto visto un Alex Sandro, parente sbiadito del bel giocatore ammirato solo un paio di anni fa. Betancur è in evidente difficoltà, soprattutto quando viene chiamato a giocare da play. La verità è che le promesse erano di diventare uno dei più grandi centrocampisti del mondo mentre si sta rivelando solo un buon giocatore che può dare il suo contributo ma a cui non di può chiedere di illuminare o guidare una squadra. L'errore al primo minuto è, inoltre, imbarazzante. E non è capitato a caso in quanto in troppe partite ha rischiato la frittata.

McKennie mi è sembrato (come in varie partite a questa parte) in fase discendente come Morata, nei pochi minuti in cui ha giocato. Kuluseski è ancora troppo acerbo per poter fare la differenza.

Insomma una squadra che sta ottenendo quello che effettivamente è stata costruita a fare. Ovvero da comprimaria. In campionato e in coppa. In cui non credo andrà da nessuna parte. Forse scavallerà gli ottavi ma dubito che nel momento in cui incrocerà squadre come PSG, Real, Manchester City o Bayern possa giocare alla pari. Nel calcio la fortuna c'è ma è una componente limitata. Alla fine i valori arrivano.

E quindi chi è responsabile di questo decadimento e queste brutte figure? Io, passando il tempo, trovo una risposta sempre più convincente. E la risposta sta in chi prende le decisioni di mercato della squadra. E quindi Paratici. Che dopo l'affair Ronaldo (operazione top, che rifarei se potessi) non ne ha azzecata una. O quasi. 

Strapagando giocatori sopravvalutati (Bernardeschi su tutti ma anche Ramsey, Rabiot) e svendendo giocatori che potevano tornare utili alla causa. O meglio, non cogliendo le occasioni che si presentavano. Ho visto un paio di azioni del Borussia Dortmund a casa del Siviglia e pensare che i tedeschi si sono portati a casa il norvegese per circa una quarantina di milioni di euro fra cartellino e costi di agente.... mi piange il cuore. Un'ira di Dio.

La realtà è che tutti i giocatori devono dare il massimo. E questo nella Juve non sta succedendo. E la squadra vive nell'equivoco di quale sia veramente la sua anima: cinica? spettacolo? tattica? agonismo? gioco champagne? tiki-taka? o cosa?

Ronaldo oggi sembrava dire "Ma dove c...o sono finito a giocare?" E onestamente, per quanto abbia giocato male (per quello che ho visto) non ha proprio tutti i torti.

Insomma, torniamo a Torino ridimensionati, soprattutto nel morale. E se due indizi fanno quasi una prova, la prestazione sbagliata di Napoli e di oggi hanno sicuramente delle motivazioni. Che forse da fuori lo spogliatoio non riusciamo a capire.

Malumori dovuti a disaccordi? Chissà.

Resta negli occhi la partita del PSG di ieri. Di sicuro non rimarrà niente di questa partita.
 sfds

Barcellona - PSG, va in scena lo spettacolo. Analisi tattica e riflessioni sul perchè al Nou Camp si è visto spettacolo

Oggi non parliamo di Juve ma da amanti del calcio, cerchiamo di fare un paio di riflessioni prendendo spunto dalla bellissima partita del Nou Camp di Barcellona, nell'andata degli ottavi di finale di Champions.

In uno degli stadi tempio del calcio, si sfidavano una delle squadre leggenda di questo sport (probabilmente in un ciclo che è al viale del tramonto) e una squadra che da anni cerca di uscire dal suo regno (la Francia) per diventare anche essa una delle regine d'Europa.

Gara fra Barcellona e Paris Saint German, in uno scontro che vedeva contrapposti anche 2 giocatori simbolo di 2 epoche. Da una parte Lionel Messi, argentino con il blaugrana della Catalogna addosso da sempre, e dall'altra Kylian Mbappè, giocatore francese giovanissimo che è già il simbolo e l'icona di questo nuovo decennio e che è candidato a diventare il nuovo numero 1 mondiale.

Perchè parliamo di questa partita?
1. Perchè è stata una partita bellissima. Per chi la guardava è stato calcio spettacolo puro per 90 minuti. Veramente un piacere per gli occhi. Dispiace (come sempre) che non ci fosse la cornice di pubblico che meritava.
2. Perchè, partendo dal punto 1, la domanda è: come mai non vediamo spesso questo tipo di partite? E, di conseguenza, come mai non vediamo SPESSO questo tipo di partite con le squadre italiane coinvolte?

E' una riflessione da tifoso si, ma anche da analista del calcio, volendo approfondire questo punto per vedere se in effetti sia possibile trovare una qualche causa oggettiva e non fare solo dei discorsi generici basati su un qualche luogo comune.

Innanzitutto abbiamo detto che per lo spettatore è stata una partita bellissima. Per lo spettatore tifoso del PSG e per quello neutrale. Non certo per lo spettatore tifoso del Barcellona.
E sebbene la partita sia stata bellissima, non possiamo dire che entrambe le squadre abbiamo giocato benissimo. Non ha per niente giocato bene la squadra spagnola e anche nel PSG si sono visti errori tecnici individuali e tattici di squadra non così irrilevanti.

Il che ci porta ad una considerazione: che non sempre una partita è bellissima quando tutte le squadre in campo giocano bene. Cioè se entrambe le squadre giocano bene e non commettono errori, lo spettacolo ne risente. Vero... ma non completamente.

E' questa, infatti, una filosofia che spesso abbiamo sentito in Italia. Penso fosse Sacchi (ma se non è così, correggetemi) che disse che se entrambe le squadre giocano perfettamente, la partita finisce zero a zero. Reputo questa idea totalmente sconclusionata. Perchè dimentica un particolare. Che nel calcio è fondamentale: l'abilità del singolo, la giocata da campione, il numero in se e per se.

Gli ultimi decenni hanno portato il calcio verso una esasperazione tattica che, secondo il mio modesto parere, sta creando ormai più danno che altro. Una buona organizzazione tattica è NECESSARIA e ogni giocatore dovrebbe ricordarsi che gioca in una squadra e non da solo. Questo è ovvio.

Ma un calciatore non è un ingranaggio di una macchina. A cui puoi dire quali siano i suoi compiti dal primo all'ultimo minuto. Un calciatore è, anche, un artista dello sport che pratica. C'è creatività, c'è inventiva, c'è coraggio, c'è talento.

Abbiamo messo Mbappè in copertina come simbolo di tutto questo. Un giocatore secondo me straordinario che ha ancora un incredibile potenziale da sviluppare. Potentissimo fisicamente con una progressione atletica mostruosa, agile, rapido sul breve e tecnicamente dotato. Ieri segna 3 goal uno più bello dell'altro ma semina numeri su numeri facendo vedere le streghe agli avversari.

Quale è il connotato di tutto ciò? Che l'errore delle partite brutte non sta in ciò che gli allenatori fanno ma sta in un atteggiamento generale che parte ormai dalle scuole calcio, da quando i giocatori sono bambini. L'idea è che crescano come giocatori disciplinati e tattici. Che sappiamo fare i giusti movimenti in campo e coprire bene le zone.
Viene limitato al massimo la cura e lo sviluppo di ciò che rende il calcio uno sport spettacolare. La ricerca del dribling, l'abilità nel tiro, la capacità di fare qualcosa di nuovo e imprevedibile.

O, più semplicemente, prendersi dei rischi.

Se notiamo, i dribling nel calcio sono sempre più rari. La tecnica principe per creare superiorità numerica viene ormai relegata a pochi giocatori. Non in una squadra, in tutto un gruppo di squadre. Ecco perchè poi ti ritrovi di colpo una compagine, il PSG, che schiera: Mbappè (e va beh...) ma anche Verratti, Marquinhos, Paredes, Kurzawa, Kean e mi fermo qui i quali effettivamente giocano al calcio. Corrono, difendono, tengono il campo ma vanno sempre oltre il "compitino".

Ho negli occhi i movimenti dell'ultima partita della Juve di Bernardeschi. Sulla sua fascia di competenza. Non quando difendeva ma quando attaccava. Due binari, procedeva come se andasse su due binari. Arrivava contro l'avversario e si fermava rientrando con l'interno del piede sinistro con sempre il solito movimento rotatorio verso il fianco destro. Per quindi alleggerire di nuovo al difensore più vicino. Avrà fatto questo movimento decine di volte. Sapevi già che lo avrebbe fatto.

Il che potrebbe andar bene, se lo prepari per 9 volte per poi sorprendere l'avversario alla decima con un cambio di passo e un movimento inaspettato. Invece no.

Quindi, quello che penso è che in Italia (e purtroppo anche alla Juve) il problema non sia lo schema tattico o il numero di difensori e attaccanti ma questa sorta di idea tattica generale di essere sempre ben messi in campo. La realtà è che le squadre sono forti quando hanno giocatori forti. Punto e basta.

Se hai i giocatori che giocano, disporli in campo è più semplice. Con le statue o i timidi non vince le champions.

Stasera Porto Juventus. Giocheremo con l'istinto e la voglia del PSG? La differenza sta tutta qui. I francesi vanno a Barcellona per giocarsela e vincerla alla grande. Sapendo di avere di fronte un Barcellona in disarmo ma pur sempre grande squadra (Messi, Busquets, Griezman, Piquè, etc...). I bianconeri andranno in Portogallo con l'idea di giocarsela e vincerla alla grande?

E' qui la differenza. Si andrà per fare "una buona partita". "Si gioca sui 180 minuti". "L'importante è non prendere goal" e tutte amenità del genere. Che forse oggi ti fanno passare il turno (cazzarola abbiamo di fronte il Porto e non il Bayern Monaco o il Manchester City) ma domani ti regalano un modo di pensare e un atteggiamento che non sarà mai vincente. 

Perchè è quello il vero cambiamento tattico, essere vincenti nell'idea.

Riflessioni buttate qui e li. E stasera, comunque, Forza Juventus.

sabato 13 febbraio 2021

IL PAGELLONE: Napoli-Juventus 1:0

Il Napoli si vendica in campionato della sconfitta subita in supercoppa.

Partita deludente, in generale, e non tanto per la sconfitta quanto per lo spettacolo generale offerto dalle 2 squadre. Poche le occasioni (in pratica escluso il rigore nessuna per il Napoli e qualche situazione caotica davanti a Meret per la Juve) da goal e ampi momenti in cui la partita è scivolata via senza nerbo.

La Juventus non ha giocato peggio di altre partite. Nè il Napoli ha giocato meglio degli ultimi tempi. Ha deciso un episodio (il rigore) e lo stato di forma di entrambe le squadre.

Forse anche le assenze pesanti (in realtà in entrambe le squadre) ma andiamo a dare una analisi più puntuale.

PARTITA: 6
La partita non è stata bella. Rinunciatario il Napoli che concede il pallino del gioco ai bianconeri cercando le sortite di rimessa. Poco concreta e decisamente spuntata la Juventus. Classica partita in cui una squadra fa il golletto e l'altra squadra non segna neppure se si fosse giocato altri 200 minuti. Poco fosforo in campo, tanti muscoli ma poco gioco. Se questo è il calcio moderno, preferiamo quello antico. SENZA FOSFORO.

JUVENTUS: 5,5
Quando si perde, si perde. Ma in questo caso la squadra non può essere giudicata in modo troppo negativo. Non se usiamo lo stesso metro di misura di altre gare. Altrimenti si dovrebbe sempre dare un voto al risultato e non alla squadra. La Juventus ci ha messo cuore, oggi. Non molta lucidità questo è vero ma non si è tirata indietro. Ha forse sottovalutato il Napoli pensando che avrebbe recuperato il goal preso in fretta e magari avrebbe anche siglato una rete di vantaggio. In effetti la gara si poteva vincere. Ma occorre avere tutti gli undici effettivi tutti concentrati sulla gara che danno il 101% di quello che hanno. E mi spiace, questo non sta accadendo. Troppi giocatori sottotono o sottoritmo. SQUADRA SOTTORITMO E PREVEDIBILE

NAPOLI: 6,5
Il Napoli fa la sua onesta gara. Gioca alla Juve di Pirlo degli ultimi tempi. Si mette dietro, soprattutto dopo il fortunoso goal (il rigore, con le regole attuali, si poteva dare ma onestamente continuo a pensare che era meglio senza il VAR) e limita le sfuriate, peraltro poco incisive, dei bianconeri. Non ha punti di riferimento davanti e anche dietro sono molte le assenze. Tre punti preziosi. VINCE E NON RUBA.

SZCZESNY: s.v. 
Il voto la dice lunga sulla gara del Napoli. Praticamente mai impegnato se non in un paio di cross. E nel goal. Serata da spettatore ma torna a casa perdente. SENZA COLPE.

DANILO: 7
L'unico giocatore a cui mi sento di dare un voto oltre la sufficienza. L'unico che si distingue. Perchè? Perchè legge bene i tempi, è un punto di riferimento della squadra, non commette errori e molti suoi anticipi sono degni di nota. Ci mette cuore e testa e solo per questo merita questo voto. UN ESEMPIO PER GLI ALTRI.

DE LIGT: 6,5
Fa il suo, sportella un pò e di fatto non commette errori. Qualche volta alleggerisce in modo non perfetto ma è tra quei giocatori a cui non si può appuntare niente. SICUREZZA.

CHIELLINI: 5
Il voto è quasi esclusivamente punitivo per l'episodio del rigore. Per il resto Giorgio gioca e da il suo contributo. Insieme a DeLigt annulla gli attaccanti partenopei e suona la carica. Però quella manata pesa come un macigno. E' giusta la grinta ma oggi, con il VAR, un pizzico di attenzione occorre averla. Anche perchè capita (come oggi) che la partita non la si recupera. PECCATO CAPITALE

CUADRADO: 5
Oggi il colombiano non era in partita. Non da il suo contributo solito in attacco e commette alcuni errori in difesa beccandosi un giallo sanguinoso. Viene sostituito giustamente da Pirlo. DISTRATTO 

ALEX SANDRO: 6
IL suo contributo c'è stato. Ha difeso bene (ottimo l'intervento su Lozano) e messo in area tanti cross. Per la verità mai veramente calibrati e sempre buttati li. Ma oltre questo non mi sento di imputargli altro. FA IL SUO.

BERNARDESCHI: 5
Ho letto un meme su Instagram che riassume il giudizio sulla sua partita (e anche le ultime partite). Diceva "occorre pensare che lui e Pirlo siano amanti, altrimenti non si spiega perchè sia in campo". Fa ridere ma rende l'idea. Continua a fare sempre la cosa sbagliata. Non cambia passo, non dribla, non contrasta, rallenta quando occorre velocizzare. Fa sempre la cosa sbagliata. INCOZZATO.

RABIOT: 6
Prova positiva del francese che continuando a giocare continua a mostrare progressi. Fisicamente mostra grande sicurezza e molti suoi strappi danno il cambio di ritmo che manca al centrocampo di questa squadra. Purtroppo non basta. NECESSITA DI UN AFFIANCAMENTO.

BENTANCUR: 5,5
Rodrigo gioca una gara sotto la sufficienza. Oggi è la prova provata e definitiva che lui e Rabiot non possono gestire il centrocampo da soli. Sono due buoni giocatori ma hanno bisogno di qualcuno a fianco che abbia fosforo, intelligenza calcistica. Che sappia quando rallentare e quando imbucare. Non si possono vincere le partite sempre e soltanto facendo legna o aspettandosi che sia CR7 a trovare le soluzioni. OLTRE LA LEGNA C'E' DI PIU'.

RONALDO: 6
C'è voglia ma è tutto un vorrei ma non posso. Pesano alcuni frangenti in cui, oggettivamente si poteva fare di più, ma se si contano i palloni buoni e puliti che gli sono arrivati è una pena. Manca qualcuno che da dietro lo accenda. Manca come l'aria. NON PUO' SEMPRE INVENTARE QUALCOSA.

KULUSEVSKI: 6
Buono l'ingresso in campo, da una scossa all'attacco asfittico della squadra. Ma non si può pretendere che sia un ragazzo promettente a cambiare le sorti della partita. E' troppo. CREA BRIO.

CHIESA: 6.5
Fin da subito mostra un sacco di voglia. Di giocare, di vincere, di mettercela tutta. In realtà alla fine è quello che più degli altri ne combina qualcosa di buono. Salta l'uomo e il tiro effettivamente più pericoloso è il suo. Qualche volta troppo precipitoso, ma ciò che non va non è la sua prova. ELETTRICO.

MORATA: 5
Prova sbiadita dello spagnolo. Confusionario, in almeno un paio di azioni perde la palla in modo dilettantesco. Anche per lui vale ciò che si è detto di Ronaldo. I palloni che arrivano sono pochi e sempre sporchi. Però è in evidente affanno rispetto all'inizio dell'anno, anche atleticamente. SPENTO.

McKENNIE: 5,5
Ci ha abituato a subentrare e dare la scossa. Ci prova ma nel grigiore collettivo anche lui naufraga in giocate confusionarie. Ci aspettavamo di vederlo in campo dall'inizio. Sarebbe stata una buona idea? PANCHINARO.

PIRLO: 5
IL maestro oggi stecca. Puntare su Bernardeschi è un peccato troppo grande. Non sappiamo perchè lo schieri, forse l'americano non era in palla ma l'ex viola è un disastro. E' vero che mancando Arthur il centrocampo è senza idee, ma qualcosa che non va c'è. E in questo caso toccava a Pirlo trovare la soluzione. PRESO UN GRANCHIO

venerdì 12 febbraio 2021

La Juventus con una difesa record: merito solo dei difensori? (analisi tattica)

La Juventus è partita quest'anno con un'idea nuova: la tanto agognata idea di essere una squadra al 100% con atteggiamento d'attacco e quindi muoversi in una dimensione tattica europea.

Questo è quanto i giornali e gli "esperti" del settore hanno sempre sostenuto. Che un pò è vero e un pò è forzato.

D'altronde nella comunicazione televisiva tutto è veloce e tutto deve essere semplificato e ridotto a "slogan".

Così la Juventus targata Pirlo viene, per così dire, etichettata e dipinta di questa vernice di "EUROPEITA'" che fa il paio con il calcio liquido di Pirlo, oppure con l'idea che lo schema sia di continuo attacco e pressione.

Si vincono partite e si va alle stelle: "Pirlo un genio", "Juve nel futuro". Poi si perdono delle partite e si va nel fango: "Pirlo non può allenare", "E' stato un grande calciatore ma ora basta". E così via.

La realtà? 
1. Sebbene a me piaccia il calcio giocato e meno il calcio parlato, ritengo che questo sport sia bello anche perchè è possibile parlare di aspetti tecnici e tattici. Che sommati agli aspetti fisici e agli aspetti mentali ci danno un quadro completo delle abilità che occorre avere per vincere. Il calcio è semplice ma allo stesso tempo pieno di aspetti tecnici che vanno assolutamente approfonditi e non ridotti ai soliti, banali discorsi da bar (senza offesa per chi va al bar a parlare di calcio, cosa che ho fatto tantissime volte anche io).

2. Pirlo è decisamente un bravo allenatore. Punto. Un allenatore non bravo già da mese sarebbe esploso per la pressione mediatica che è ovvio ci sia sulla guida tecnica di una squadra come la Juventus. Un allenatore non all'altezza sarebbe già stato messo alla porta non dalla società ma dagli stessi giocatori. Se riavvolgiamo il nastro, vedremo che Sarri è stato (di base) delegittimato dagli stessi giocatori. Per quanto la società, per immagine, lo abbia coperto fino alla fine.

3. Essere dei bravi allenatori non vuol dire non sbagliare mai. Nessuno calciatore NON SBAGLIA MAI. E' una assurdità. Steccano gli alieni e i fuoriclasse (CR7 e Messi oggi; Zidane, Del Piero e Ronaldo-il-fenomeno ieri; Platini, Maradona o Zico l'altro ieri.) e steccano allenatori, portieri, attaccanti e arbitri. Magari sarebbe saggio esprimere una critica valutando però sempre i risultati e le cifre complessive.

La Juventus non era una squadra "fluida" prima e non è una squadra catenacciara adesso.

I numeri ci dicono che i bianconeri hanno la miglior difesa del campionato. Ma se analizziamo bene i numeri vediamo che i goal subiti sono molto, molto più alti degli anni scorsi (lasciando perdere l'esame dell'annata di Sarri). E' solo che le altre squadre fanno peggio. Qualcuno ha dato la colpa all'assenza di pubblico negli stadi. Può darsi che questi vuoti negli spalti portino un pò di deconcentrazione ma ritengo che più responsabilità sia da imputare ad un cambio di atteggiamento generale delle squadre.

E ad un modo di difendere diverso dal passato. 

Di sicuro la Juventus ha nella sua difesa dei fenomeni. DeLigt è esattamente quello che si pensava di prendere. Un campione assoluto. Giovanissimo eppure già in modalità "vecchio". Essere compagno di squadra di volpi come Chiellini, Buffon e Bonucci non può che essere un continuo aiuto. Demiral è un giocatore con ottime potenzialità. Ruvido ma con a fianco una guida ha tutti i numeri per dare il suo contributo. Bonucci e Chiellini sono il DNA della Juve degli ultimi anni. E per quanto Leo non sia il miglior marcatore che si sia visto sui campi da calcio (tutt'altro) è innegabile che abbia da insegnare. Di Giorgione non dico niente, visto che se c'è un giocatore che farà perdere juventinità alla squadra quando andrà via sarà lui.

Ma una buona difesa non è costituita solo da buoni difensori. Difendere è un concetto di squadra. Che inizia dal primo attaccante per passare soprattutto all'attività di filtro del centrocampo.

E difendere bene non è una questione di posizionamento (442 o 352 e altre stupidaggini così...) ma di risposta atletica, di movimenti giusti, di concentrazione e di grinta nei contrasti.

La Juventus prende meno goal non perchè difenda meglio. Ma perchè gioca meglio. Giocando peggio.

Cioè ricordandosi che il calcio è tante cose. Non solo passaggi leggeri, tocchi di tacco e tiki-taka. Il calcio è dinamismo, è velocità, aggressività, aiuto al compagno di squadra e tanto altro.

Forse a qualcuno è sfuggito che si sta facendo il matrimonio con i fichi secchi. Ovvero in un calendario fitto, senza una adeguata preparazione pre-campionato e con moltissime partite una dietro l'altra, Pirlo ha dovuto anche gestire assenze importanti e giocatori con evidenti cali di forma.

Gestire questi periodi e farsi trovare pronti al momento giusto è l'abilità maggiore.

Direi quindi che il merito di questa difesa tornata a essere insuperabile non sia tanto chi gioca (tutti fanno bene) o come ci si difende. Ma lo spirito e la voglia. E l'attenzione. 

Domani abbiamo un altro tassello. Vedremo come giocherà domani la squadra venendo dall'ennesimo incontro infrasettimanale e in previsione dell'imminente incontro di coppa dei campioni.
A domani e forza Juve.

martedì 9 febbraio 2021

IL PAGELLONE: Juventus - Inter 0:0 (coppa Italia)

E arriviamo al ritorno delle semifinali di coppa Italia fra le 2 squadre più forti in questo momento nella terra di Dante (non ce ne vogliano i milanisti...).

Una partita sentita, non solo per la possibilità di accesso alla finale (che alla fine porta sempre ad un possibile titolo da mettere in bacheca) ma soprattutto per la rivalità che si accesa fra i bianconeri e i neroazzurri.

Forti del risultato dell'andata in una prestazione corsara a San Siro, la Juventus schiera una formazione per certi versi inaspettata.

Secondo me Pirlo sta sfruttando una qualità della Vecchia Signora ovvero l'estensione della rosa. L'allenatore bresciano sa che le competizioni sono tante, le partite ravvicinate e molto dispendiose. Sia atleticamente che mentalmente. E quindi la strategia sembra quasi quella di fare delle rotazioni programmate.

La partita è sentita da tutti i 22 in campo e dalle panchine e fin dall'inizio si vede che nessuno vuole giocare al risparmio. Alla fine una partita godibile anche se non spettacolare. Ma entriamo nel dettaglio delle pagelle.

PARTITA: 6,5
Gara intensa come era prevedibile in una semifinale. I giocatori corrono e pressano tantissimo. Nel primo tempo tutti vanno ad aggredire tutti. La Juve inizia tenendo il gioco con l'Inter che cerca di capire in che modo affrontare l'incontro. Le occasioni da goal non sono tantissime e per molti tratti i rispettivi schieramenti annullano gli avversari. Di sicuro è una partita in cui le difese hanno prevalso sugli attacchi. E la differenza è stata tutta qui, perchè era l'Inter che doveva fare goal (almeno 2). E non avendoli fatti, sono i neroazzurri ad andare a casa. MA QUANTO HANNO CORSO TUTTI I GIOCATORI?

JUVENTUS: 7
Il volto è alto perchè alla fine neutralizzare senza correre veri grandi rischi una squadra fortissima come l'Inter è sicuramente un grande risultato che non si ottiene senza essere ben messi in campo e metterci tecnica e aggressività. Continuo a pensare che, Pirlo e il suo staff, sedendosi a tavolino abbiamo fatto i conti della serva. Il calendario fitto di impegni e di continue gare difficili richiedeva un approccio generale che andasse oltre la singola partita. Ecco che questa scelta di giocare con rotazioni dei giocatori (e conseguente perdita di alcuni meccanismi di fluidità di manovra) e in misura più coperta e meno esposta.
Alla fine ciò che rimane è una finale da giocare mentre ancora si continua a cercare gli equilibri giusti.
QUANDO SI VINCE DIFENDENSOSI

INTER: 5,5
L'inter ha giocato così così. Forse sia i tifosi che lo stesso Conte si aspettavano qualcosa di più. Soprattutto da parte degli attaccanti. Ma una super prestazione da parte dei centrali bianconeri ha costretto i neroazzurri a non cambiare ritmo e continuare ad infrangersi contro il muro juventino. Nel complesso l'Inter è sempre una grane squadra anche se in alcuni elementi si riscontra un atteggiamento non di totale coinvolgimento nel progetto contiano. E ogni riferimento a giocatori come Eriksen e in parte anche Perisic non è casuale. SARA' PER UN'ALTRA VOLTA.

BUFFON: 6,5 
Il nonno della serie A sfodera una grande prestazione. Non è chiamato ad interventi decisivi ma proprio per questo super Gigi era il giocatore giusto per questa semifinale. Guida la difesa, da carisma a chi gioca vicino a lui e non ha paura di buttarsi nelle palle sporche. SUPERMAN.

DANILO: 7
Prestazione ottima del laterale brasiliano. Molto attento e reattivo non fa un passaggio sbagliato che è uno nè un'entrata a vuoto che fosse una. Presidia la zona ed è ormai evidente che gioca la sua migliore stagione di sempre. CON L'AUTOPILOTA.

DE LIGT: 7
Il biondino si francobolla ad un centravanti che non è l'ultimo arrivato. Tutt'altro. Di fronte a se ha niente meno che mister Lukaku, un bestione di 100 kg o giù di li che è forte ma anche tecnico. Lui battaglia e di fatto annulla il belga. STOPPER VECCHIO STAMPO: CI PIACE.

DEMIRAL: 7
Anche il giovane turco sfodera una prestazione maiuscola. La sua reattività è prodigiosa per impedire all'argentino Lautato di essere minimamente pericoloso. La cosa incredibile è che se sabato sono stati i senatori Chiellini-Bonucci a farla da padroni, oggi in cattedra ci salgono i sue sbarbatelli della rosa bianconera. Il risultato non cambia. ENERGIA DA VENDERE.

ALEX SANDRO: 6,5
Come dicevamo sabato sembra che il giocatore brasiliano si stia ritrovando. Oggi qualche incertezza di posizionamento sul binario sinistro della Juventus, soprattutto ad inizio partita. Ma questo lo si può comprendere vista anche l'accoppiata abbastanza estemporanea con Bernardeschi. Difende (anche se non è la fase che fa meglio) e prova ad alleggerire. Alla fine prova positiva. OGGI CHIELLINIZZATO.

BERNARDESCHI: 4,5
Il voto è basso, molto basso. E lo è sia per demeriti tecnici che demeriti tattici. E a questi ultimi aggiungiamo anche demeriti caratteriali. Federico ha avuto negli ultimi 2 anni una quantità di occasioni per dimostrare il suo valore senza fine. Abbiamo conosciuto giocatori più forti a cui sono state concesse meno occasioni e con cui si è stati meno indulgenti. Oggi non ne azzecca veramente una. Dribling tentati e mai riusciti, zona presidiata male con giocatori avversari liberi di fare quello che volevano (nello specifico HAKIMI), errori nei passaggi e mancanza del tempo giusto per le giocate. Ci rimane negli occhi la possibilità di una apertura a pieno campo per Cristiano Ronaldo che viene sprecata con un passaggio decisamente fuori-misura. Non difende, non dribla, non tira, non pressa, non fa lanci, non fa interdizione. Non penso si debba aggiungere altro. NON E' UN GIOCATORE DA JUVE e NEMMENO DA SQUADRE DI ALTA CLASSIFICA.

RABIOT: 6,5
Oggi c'era da battagliare e lo stangono francese capisce che è la partita giusta per lui. Contrasta efficacemente e fa densità in mezzo al campo. Quando ha la palla non fa sfracelli ma non la perde. Prestazione positiva. FA LEGNA CON SOSTANZA.

BENTANCUR: 6
Per l'impegno, la garra e i risultati in fase di interdizione Rodrigo meritava un 7, forse anche più. Ma nel giudizio pesano (anche troppo) troppi palloni persi. Un errore (contro una squadra come l'Inter) ci sta, anche due. Ma nella partita sono stati troppi i palloni sanguinosi persi dall'uruguagio. E anche la giocata sbagliata in attacco in cui passa la palla anzichè tirare l'ottimo pallone fornitogli da Ronaldo. E' abbastanza evidente che il meglio di se lo da quando fa da bodyguard ad un play in mezzo al campo. LA GARRA SERVE MA NON BASTA.

RONALDO: 7
Oggi non segna ma la sua voglia di vincere è talmente evidente che meriterebbe la sufficienza solo per questa. Cristiano gioca a tutto campo e mostra una tenuta atletica maestosa. Non segna ma ci va vicinissimo in almeno in 2 occasioni in modo nitido e in altro paio in modo sporco. Una occasione in particolare grida vendetta e poteva far di più. Ma le sue percussioni tengono in apprensione tutta la difesa. E non è poca roba. LO SPETTACOLO E' SEMPRE E ANCORA LUI.

KULUSEVSKI: 6,5
Lo svedese di origini slave gioca una buona partita. Manca l'acuto e se avesse segnato in quell'azione palla al piede nel secondo tempo avrebbe fatto saltare i tifosi sulla sedia. Grane lavoro di copertura e pressing, fisicamente estenuante. GIOCA PER LA SQUADRA.

CUADRADO: 6,5
Meno brillante del solito ma è la solita storia: c'è una Juve senza Cuadrado e una Juve con Cuadrado. In campo è ormai una certezza, in entrambe le fasi. Attacca e difende e salta l'uomo. Che nel calcio di oggi è tanta roba. FIAMMATE, POLMONI E FOSFORO.

CHIESA: s.v
Entra e ci mette voglia. Sembra proprio che tutti vogliano contribuire alla causa. Questo fa piacere. TUTTI PER UNO; UNO PER TUTTI.

CHIELLINI: 6
Pochi minuti in campo per blindare il risultato. Ma il 6 è per il corpo a corpo con Lukaku in cui Giorgio mostra ai difensori di tutto il mondo come si protegge la propria porta. LO VOGLIAMO AD HARVARD.

McKENNIE: 6,5
Ottimo impatto nel secondo tempo sulla partita dell'americano. Onestamente lo avremmo voluto in campo al posto di Bernardeschi. Il paragone fra il rendimento tecnico e tattico dei due giocatori è impietoso. Con lui in campo l'Inter si spegne perchè vien meno la spinta forsennata sul lato destro del duo Barella-Hakimi. TESORO DA SFRUTTARE.

PIRLO: 7
In un certo senso anche oggi Pirlo replica il copione andato in scena sabato. Nessun tiki-taka ma una partita preparata bene. Non condividiamo la scelta di Bernardeschi al fianco di Alex Sandro, ma forse anche l'allenatore Juventino (che stupido secondo me non è proprio) lo vede e pone rimedio. Non avevamo dubbi che tatticamente ne capisse di calcio. IL MAESTRO DIVENTA PROFESSORE.

Nell'Inter citiamo la prova di Barella e Hakimi. Due giocatori fantastici che sono gli unici che prenderei ai neroazzurri. Conte invece continua a deludermi e dimostrare che per essere vincenti occorre qualche volta anche essere meno elettrici.

sabato 6 febbraio 2021

Il PAGELLONE: Juventus-Roma 2:0

Ritorna il campionato e ci troviamo una sfida BIG. La classica degli anni '80 ma anche una sfida sempre aperta.

La Roma si presenta allo stadium con una ottima posizione in classifica e un periodo di buona forma.

La Juventus è attesa da un ciclo terribile di partite: oggi con i giallorossi, martedi l'Inter in casa, sabato il Napoli all'ex stadio San Paolo (ancora non ci siamo abituati al nuovo nome, cioè l'attribuzione al recentemente scomparso D.A. Maradona) e per concludere, in bellezza, il mercoledi successivo volo in Portogallo per giocare l'andata di Champions in casa del Porto.

Tatticamente la Juventus si schiera con l'ormai consolidato 4-3-3 con linea difensiva composta da Danilo, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro, centrocampo con Rabiot e Arthur a costruire e McKennie a fare da incursore. Infine in attacco di punta Ronaldo e il rientrante Morata con Chiesa a fare da collante fra la trequarti e la linea offensiva.

Ecco i voti

PARTITA: 6
Partita intensa per le squadre in campo e per la posta in gioco (alta classifica) ma assolutamente non spettacolare. La Juve sembra tirare il fiato e forse un pò la testa è già a martedi per il ritorno della coppa Italia. La partita è arruffata e senza spunti degni di nota. Nel secondo tempo, se si esclude il goal non capita praticamente niente. La cosa curiosa è che, per la prima volta, è la Juventus a concedere il campo e la Roma a fare la partita. Stanchezza o strategia studiata a tavolino? Chissà. POCHISSIMO SPETTACOLO.

JUVENTUS: 7
La Juventus oggi se non proprio male, diciamo che non ha giocato per niente bene. E questa non è un fatto positivo. O forse si, tantissimo. Perchè la Juve batte 2:0 (nessun goal subito ancora una volta) una Roma per niente rinunciataria e per niente messa male in campo. La riflessione quindi è che se si vince con una squadra da zona Champions 2:0 giocando male ma senza soffrire più di tanto (occasioni nitide per i giallorossi praticamente zero) allora è tanta roba. Il voto 7 non è per il gioco (oggi quasi nullo) nè per lo spettacolo. Il voto 7 è perchè la Juve si riscopre anche squadra che può andare in sofferenza. E questa è un ottimo presupposto. SE SAPPIAMO ANCHE SOFFRIRE.....

ROMA: 5,5
Per la Roma, vale il discorso opposto. Se non riesce a vincere (ma neppure fare un goal) ad una Juventus in tono minore e anzi torna a casa con un secco 2:0 in realtà mai in discussione, allora due domande deve farsele. La Roma in effetti prende campo, presidia bene e in realtà non va neppure lei mai in reale affanno. Le sue trame sono buone e il gioco abbastanza fluido. La verità? Mancano gli acuti. La Juve li ha avuti e forse la differenza è stata tutta qui. RACCOLTO GRAMO.

SZCZESNY: 6,5 
In realtà si deve occupare solo della normale amministrazione. Ma oggi quella la fa benissimo. Guida la difesa e porta a casa un altro clean sheet. NON BATTE CIGLIO.

DANILO: 6
Anche lui oggi sembrava leggermente stanco. Si prodiga anche se sembra anche lui avere qualche esitazione. Ma averlo in squadra ora come ora è una manna. Perchè va a destra, va a sinistra e partecipa al gioco. JOLLY FONDAMENTALE

BONUCCI: 7
Alla coppia centrale oggi do ottimi voti. Innanzitutto la ritrovata coppia del famosissimo BBC ultravincente del recente passato bianconero (Bonucci, Barzagli e Chiellini) solo a vederla in campo ci si sente più sicuri. Leo oggi non sbaglia niente. Calmo e sicuro, fronteggia gli avversari ed è l'unico che accende la luce con verticalizzazioni improvvise sempre ben riuscite. Esce per una botta. Speriamo niente di grave. LUCE NEL BUIO.

CHIELLINI: 7
Anche Giorgione gioca una gran partita. Quelle che piacciono a lui, in cui occorre combattere colpo su colpo, pallone su pallone. Non si risparmia ma è lucido, molto lucido. La sensazione oggi era che se anche si fosse giocato altri 200 minuti la difesa avrebbe retto senza prendere goal. UNA ROCCIA.

ALEX SANDRO: 6
Alla fine il brasiliano fa il suo. Nessun grande errore in difesa (anche se appare sempre troppo insicuro) e qualche buona sgroppata. Da una di queste, nasce il primo fondamentale goal. STA TORNANDO?

McKENNIE: 5,5
Oggi il soldato americano del centrocampo bianconero non ha giocato una partita sufficiente. E' evidente che sia in una fase calante di forma. Ci sta. Quando si giocano tante partite e si è giovani non è tanto la tenuta atletica a risentirne quanto la tenuta mentale. Oggi corre tanto ma non sempre con costrutto. Non sbaglia passaggi ma qualche volta appare in leggero ritardo sia nel posizionamento che nella decisione di cosa fare. PILE SCARICHE.

RABIOT: 6
Il francese oggi fa i suoi 90 minuti e tiene botta. Partita sufficiente in cui probabilmente ha mostrato tutti i suoi pregi ma anche i suoi limiti. Adrien fa un buon filtro, corre, recupera buone palle e con la pallone fra i piedi se la cava. Ma il suo limite è questo. Non fa mai niente di particolarmente eccelso. Una apertura, un passaggio filtrante, puntare l'uomo... Niente. Questo è il suo limite. Va bene giocare semplice però se si fa solo il compitino non si vince. MINIMO SINDACALE.

ARTHUR: 7
Oggi Arthur mi è piaciuto più che in altre occasioni. Onestamente ha retto il centrocampo praticamente da solo. In modo totale nella costruzione del gioco ma si è anche sbattuto per fronteggiare le folate giallorosse. La sensazione è che tutti i suoi compagni sappiano che dare la palla a lui è come metterla in cassaforte. Dona sicurezza al reparto e alla difesa. Anche perchè si smarca, si fa dare la palla e non ha paura di prendersi le sue responsabilità. Inoltre oggi ha più volte saltato l'uomo creando una condizione di superiorità numerica. In tutta la partita ha perso un solo pallone. Lo continuiamo a dire, se impara anche a verticalizzare o fare il lancio lungo siamo a posto: abbiamo un campione in casa. FARO DEL PORTO.

CHIESA: 5
Federico oggi ci mette tanta voglia, ma come alcune volte gli capita, è molto fumo e poco arrosto. La Juve rinunciataria non lo aiuta. Non si attacca e quindi spende la maggior parte delle sue energie a rincorrere gli avversari in ripiegamento, non proprio il piatto forte della casa. E' frenetico ma con il campo pesante non gliene riesce una. SARA' PER UN'ALTRA VOLTA.

RONALDO: 7
Inutile. La differenza la fa lui. Il primo goal, quello che indirizza la partita in una direzione ben definita, lo inventa dal nulla. Gli altri fanno ciò che imparano in scuola calcio, lui si inventa le cose. Oggi riceve, stoppa di destro e da fermo incrocia in controtempo di sinistro con un colpo da biliardo imprevedibile. Ma è in palla. Corre, si sbraccia, tiene palla. Prende anche una clamorosa traversa che meritava di più ed è la sua presenza a causare l'autorete del 2 a zero. Se poi oggi la squadra ha deciso di tenere il baricentro basso come mai era accaduto, non è colpa sua. LO SPETTACOLO E' LUI.

MORATA: 5
Lo spagnolo oggi non gira come dovrebbe. Presidia l'attacco e fa densità nel fronte offensivo ma oltre a questo poco altro. Sbaglia vari passaggi e numerosi dribling. Più di quanto sia consentito Anche lui deve ritornare a migliori condizioni di forma, soprattutto mentale. SOTTOTONO.

KULUSEVSKI: 6,5
Entra e non fa tantissimo. Ma fa una cosa e la fa benissimo. Si smarca in area e serve un pallone teso sottoporta, che i difensori romanisti (in apprensione per la presenza di CR7) spingono nella propria rete. Sembra poco ma non lo. Poi presidia con buon corsa la sua zona. STRAPPO VINCENTE.

CUADRADO: 6
C'è una Juve con Cuadrado e c'è una Juve senza Cuadrado. Probabilmente i 3 giocatori che al momento stanno incidendo di più sono lui, Arthur e il solito alieno portoghese. Gioca poco ma fa vedere subito che con lui in campo è tutta un'altra musica. LO VOGLIAMO IN CAMPO SEMPRE.

BERNARDESCHI: s.v.
Entra e corre. Non fa molto altro. Ma neppure ci si aspettava di più. CONTRIBUISCE ALLA CAUSA.

DE LIGT: s.v.
Entra per far rifiatare altri compagni. Avrà modo di mostrare i suoi numero in altre partite. OGGI SI SPORCA SOLO GLI SCARPINI.

DEMIRAL: s.v.
Anche per lui il discorso di De Ligt. Atleticamente si vede che è in palla. LA PROSSIMA VOLTA.

PIRLO: 7
La squadra non attacca nè tiene il controllo del gioco. Ma è solida, come non lo era ad inizio di campionato in cui sembrava una ragazzina piena di talento ma completamente svampita e capace di svenire da un momento all'altro. Oggi la Juve sembrava uno scaricatore di porto. Brutto, sporco ma massiccio e temibile. Non sappiamo quanto questo fosse voluto. Ma l'allenatore che parla di calcio spettacolo, 4 o 5 attaccanti, se sa anche guidare la squadra con il coltello in mezzo ai denti e ha la miglior difesa del campionato, andrà lontano. NON SOLO FIORETTO, ANCHE SPADA.

mercoledì 3 febbraio 2021

IL PAGELLONE: Inter-Juventus 1:2 (Coppa Italia)

Rivincita in Coppa Italia per la Vecchia Signora contro i rivali di sempre, i milanesi con la maglia neroazzurra guidati dal grande ex Antonio Conte.
Partita attesa (cosa non sempre frequente per le partite della Coppa Italia) da molti.
Il motivo principale risiede nel constatare se se il recente episodio di campionato (l'Inter che mette sotto senza scusanti la Juventus e la regola con un secco e indiscutibile 2:0) fosse semplicemente un grave passo falso della squadra di Pirlo oppure l'Inter abbia veramente raggiunto la competitività dei campioni degli ultimi 10 anni.

Ne esce fuori, quindi, una bella partita. Diremmo una serata di gala, se solo ci fosse stato il pubblico.
Ma il pubblico non c'è e quindi negli occhi ci rimane solamente (si fa per dire) una bella, bella partita.

Squadre compatte, ben registrate ed equilibrate. L'Inter mostra tutta la sua forza nonostante assenze pesanti. Non possiamo infatti trascurare che Hakimi e Lukaku insieme (i due assenti eccellenti della partita) contano bel 26 goal stagionali (fra le varie competizioni). Non giocando loro il potenziale di attacco dei neroazzurri si riduce di molto. L'Inter è ben disposta in campo e ha tra le sue fila giocatori in eccellente stato di forma. Sia fisica che mentale.
La Juventus scende in campo in modo totalmente diverso rispetto alla partita (in cui è stata sovrastata) di campionato. Anche lei quadrata e volitiva. Fin da subito.

Ne esce una partita combattuta che alla fine, come spesso succede, dice il giusto. La Juventus ha meritato di vincere. Ha tenuto il controllo del gioco e corso per tutta la partita. Ha fatto ottima circolazione di palla e tenuto il campo in modo egregio. Le occasioni da rete (da una parte e dall'altra) non sono state tantissime. Ma in partite equilibrate, giocate da squadre così forte e con tasso tecnico e tattico così alto, è proprio vero, vengono decise da particolari e da episodi. Che non sono episodi in quanto, nel calcio, quando le cose succedono, significa che qualcuno ha preparato la cosa affinchè succedesse.
La Juventus non ha "stravinto". No. Ha vinto, però. Con pieno merito. E l'Inter avesse pareggiato, allora si. Avrebbe pareggiato con merito. Ma non lo ha fatto. Perchè queste partite stanno proprio in questi dettagli. Un giocatore fa un errore oppure un giocatore tira fuori dal cilindro un colpo magico.
Ecco i voti.

PARTITA: 7,5
Non diamo di più perchè senza la cornice di pubblico che la partita meritava non è mai la stessa cosa. C'è grande intensità, pressing a tutto campo ma anche voglia di non buttar via la palla. Il terreno di gioco non sembra proprio un tavolo da biliardo ma pazienza. Le due squadre non si risparmiano e sebbene con molta tattica, i tatticismi non rovinano lo spettacolo. Mancano i colpi tecnici favolosi in attacco ma ci si diverte lo stesso. ARENA GLADATORIA.

JUVENTUS: 7,5
Fare bene a San Siro era obbligatorio. Per dimostrare di aver imparato dagli errori, per rinforzare l'autostima, per dare un segno che la regina non ha ancora abdicato, non ancora. La Juve gioca da squadra (ottima notizia) corre e pressa, indicatore di una forma fisica accettabile. Non costruisce moltissime occasioni da rete ma neppure ne concede tante. Non va mai in totale sofferenza e sfrutta le occasioni che invece l'Inter le concede. Bene così. RIVINCITA

INTER: 6,5
Onestamente l'Inter ha fatto la sua buona partita. Dinnanzi ad una qualsiasi altra squadra, stasera, avrebbe dominato. La sensazione che danno i neroazzurri è ora di consapevolezza e forza. Tenuta atletica buona e in alcuni giocatori addirittura straripante (Martinez, Barella, Bastoni, etc..). La partita è stata persa per dettagli, ma a questi livelli sono fondamentali anche quelli. DEGNA RIVALE

BUFFON: 7
Sul primo goal è da 5 perchè un portiere come lui poteva fare di più. Ma poi, quando para su Darmian si dice "Si, vabbè, gliela ha sparata in bocca". Decidetevi. La realtà è che in quel caso fa una grande parata. Il voto comprende anche il lavoro oscuro di guida della difesa che il Gigione nazionale fa e che forse non sempre si percepisce. Ma la sua presenza fa la differenza. CARISMA TOTALE

CUADRADO: 7,5
Inutile, il colombiano è ormai IL GIOCATORE in più dei bianconeri. Se lui c'è la squadra va, se non c'è sono dolori. Sia davanti che dietro. Quando ad una squadra manca un grande giocatore, è ovvio che si soffre. La domanda è: se all'andata di campionato in campo ci fosse stato Juan, il risultato sarebbe stato lo stesso? Non sono sicuro. MONUMENTO

DEMIRAL: 6,5
Il giocatore turco ha i numeri giusti ma probabilmente, avendo giocato poco, non ha ancora il ritmo partita nelle gambe ma soprattutto nella testa. Lo si capisce dal fatto che inizia così così (gravissima la prima ammonizione, presa lontanissimo dalla propria area) per poi crescere di concentrazione minuto per minuto. Ne esce una prova più che sufficiente contro un Lautaro decisamente in palla. Deve imparare tanto ma ad avercene di combattenti così. NATO PER COMBATTERE.

DE LIGT: 7
Il biondino olandese non fa rimpiangere il nostro Giorgione nazionale. La sua prestazione è sempre sugli scudi e presidia con vigore il centro della difesa. E' evidente il senso di sicurezza che da alla squadra perchè c'è tenuta atletica (fisicamente è mostruoso) ma anche capacità di lettura e tantissima grinta. E' veramente il futuro della Juve. PREDESTINATO

ALEX SANDRO: 5,5
Che non sia la sua stagione lo si capisce. Un pò è scusato (infortuni, covid, mancanza di continuità) ma ci mette molto di suo. Non è il giocato che abbiamo ammirato negli anni. Fa il suo ma è spesso impacciato e manca di fluidità. La difesa non è mai stata la sua arma migliore ma l'errore sulla copertura di Barella nel goal dell'Inter è grave. Il voto tiene perchè la squadra tiene. ANELLO DEBOLE

McKENNIE: 7
Altra prestazione più che positiva per McKennie. In certi momenti sembra che non ci si possa neanche immaginare la squadra e il centrocampo senza di lui. Pressa con 8 polmoni, corre, ma tocca la palla sempre nel modo giusto, con velocità. Sa dove darla ancora prima di riceverla, segno di uno stato di concentrazione mentale ottimale. Per lui vale lo stesso discorso di Cuadrado. Se ci fosse stato nel precedente incontro di campionato contro l'Inter? GIOCATORE IN PIU'.

BENTANCUR: 7
Rodrigo partita dopo partita sta salendo in cattedra. E ritornando ai livelli dell'anno scorso. Più la Juventus trova gli equilibri e più lui si esprime al meglio. Più lui si esprime al meglio e più la Juventus diventa una squadra equilibrata. Fa benissimo le 2 fasi trovando la sua posizione in campo. Atleticamente è aggressivo e pressa il giusto. Il voto sarebbe stato più alto se non ci fosse la penalità di un paio di palle perse troppo pericolose. FINALMENTE IL GIOCATORE CHE CI PIACE.

RABIOT: 7
A sorpresa in campo. Il voto è di mezzo più più alto per incoraggiamento e perchè il centrocampo ieri, nel complesso è stato più forte di quello dell'Inter. Adrien ha una forza fisica incredibile e una ottima capacità di recuperare palla senza dover far fallo. Se tiene questo atteggiamento, se impara a inserirsi con i tempi giusti e far girar la palla in modo più pulito allora sarebbe una bella musica. PARTITA INCORAGGIANTE

BERNARDESCHI: 6,5
Lo si sa, non è un giocatore che apprezzo. Questa volta però fa una buona partita. Ordinata e senza sbavature. E' ovvio non possa giocare da terzino e che da laterale d'attacco dia il massimo. Ha sempre qualche ritardo nella giocata ma sembra in buona forma fisica. Da il suo apporto finchè rimane in campo. OGGI PROMOSSO.

RONALDO: 8
Quando fa una partita normale, lo massacriamo. Ci si aspetta sempre la luna da questo grande giocatore. Quando è fisiologico che non si possano giocare 100 partite su 100 straordinarie. E' anche la legge dei grandi numeri. Ma proprio quella legge ci dice che CR7 la palla in rete l'ha messa un numero spropositato di volte in carriera. Segna su rigore (per chi pensa sia facile, guardi altri grandi attaccanti - leggi IBRA) e contro Handanovic non è una passeggiata e poi inventa letteralmente un goal di rapina ai danni del povero Bastoni. Per il resto aiuta la squadra e si muove tanto. Anche in panchina incita e mostra che si è campioni prima nella testa che nelle gambe. ECCO L'ALIENO.

KULUSESVKI: 6
Gioca bene ma può fare di più, si vede che ancora sta cercando la sua dimensione. Lo aspettiamo nel corso degli anni. Ieri giochicchia e gestisce. Fa il suo senza onore nè disonore. IGNAVO

ARTHUR: 6,5
E' in palla, anche oggi da subentrato si vede che sta scalando le gerarchie. Nel traffico si muove benissimo e ieri ci mette anche un pò di garra sudamericana. Bravo. ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO.

CHIESA: 6
Anche lui porta energie fresche. Non tocca molti palloni ma la sua presenza non è da comparsa anche nei pochi minuti in cui è in campo. VOGLIOSO DI GIOCARE.

CHIELLINI: s.v.
Viene fatto entrare per dire all'Inter "non hai segnato fino ad adesso quindi ora scordati che segnate". Presenza simbolica. Ma incredibilmente pesante. SIMBOLO.

DANILO: 6,5
Anche il brasiliano entra e fa il suo. Ottimo impatto sulla partita, anche perchè mette in campo la sua freschezza atletica. Inutile, è la sua miglior stagione di sempre. MATURO.

MORATA: 6
Non è la sua serata, entra e contribuisce senza acuti. ANCHE LUI IMPORTANTE

PIRLO: 8
Chi impara dagli errori merita l'applauso. Certo, se all'andata ci fossero stati a disposizione tutti gli effettivi forse sarebbe stata un'altra cosa. La squadra scende in campo concentrata e equilibrata. Con il giusto atteggiamento. Se quando perde lo massacriamo, quando vince diamogli merito. Ottima la gestione dei cambi e anche il passaggio a cinque in difesa alla fine. Si attacca, va bene, ma poi si deve portare a casa il risultato. GENERALE VITTORIOSO.