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domenica 29 agosto 2021

Juventus - Empoli 0:1, un disastro. Perchè? Abbiamo trovato la causa.

Da molti mesi non commento sul blog la Juventus, il calcio e tutto il mondo che ci gira intorno.
Sono onesto, ho avuto un momento di rifiuto di questo "sport" che mi ha portato a essere meno appassionato.
Seguo il calcio da molti anni.
E la mia passione juventina è da sempre.
Ho anche giocato a calcio e ritengo questo sport bellissimo.
E non scrivo dei motivi per i quali sono convinto di ciò.

Però vedere giocare le squadre in degli stadi vuoti, vedere cosa pian piano questo sport popolare è diventato in termini di società per azioni, business e giro di soldi (ingaggi, commissioni agli agenti, superlega, diritti tv, etc...) e infine vedere una squadra passare dalle stelle alle stalle da un punto di vista di strategie e operatività mi ha smorzato molte fantasie.
Poi io non vivo di calcio.
E ho molti altri interessi e passioni. Et voilà, sono passati mesi.

Ma veniamo all'oggi. Veniamo a esaminare questa fotografia del presente. Che va oltre un 0:1 in casa con una neopromossa dalla serie B. Che, in altri tempi, sarebbe bastato per far rumore.

No. Qui il nocciolo della questione non è la sconfitta in se ma ciò che questa sconfitta va a certificare.
OVVERO il fatto che la società Juventus è allo sbando e in uno stato confusionale a livello direttivo e manageriale.

Questo viene prima di tutto. E il punto di partenza è, secondo me, il giorno 11 aprile 2018. Giorno dei quarti di finali di Champions, partita di ritorno a Madrid.
Si veniva da un 3:0 in casa, con rete spettacolare di CR7 in rovesciata.
La Juventus tenta l'impresa di recuperare un risultato pesantissimo. E incredibilmente segna 3 goal al Bernabeu. E' la premessa per una partita da cardiopalma. Forse si può fare. E se si passa, la finale e la coppa Champions potrebbe essere una prospettiva molto concreta.
La Juventus domina in Italia, senza rivali. C'è sempre qualche critica al gioco ma sono i pidocchi dell'eroe. Accade perchè qualcuno che mugugna c'è sempre e i giornalisti devono sempre alzare un polverone sulle cose per vendere le loro copie.

In quella partita, ad un passo dall'impresa, Cristiano Ronaldo segna un rigore al 97° e condanna la Juventus ad una eliminazione che dire bruciante è poco. Il rigore ci poteva stare così come non ci poteva stare. Ne hanno dati di più scandalosi e non ne hanno fischiati di decisamente più netti in Champions.

Perchè è il punto di svolta? Perchè quella partita persa rompe degli equilibri interni. Crea discordie. Più fra il management bianconero che nello spogliatoio. La champions è una ossessione. Esservi arrivata 2 volte vicino ed essere stati buttati fuori nuovamente dal Real Madrid è una ferita aperta e sanguinante.

Agnelli, Paratici, Nedved e Marotta. Questi i 4 personaggi della storia. Almeno quelli principali. E Allegri sullo sfondo.
Fino a quel momento la Juventus è cresciuta (dalla serie B alle finali di Champions passando per il dominio in Italia) attraverso un percorso di crescita lineare. Fatto di passi calcolati e di operazioni di mercato coerenti. Si comprano i giocatori funzionali ad un equilibrio di squadra, li si compra anche in base agli atteggiamenti umani. Chi fa casino viene mandato via.
L'estate del 2018 invece porta una inversione di rotta.

Complice una situazione di mercato particolare, alla Juventus arriva la possibilità di poter ingaggiare uno dei 2 giocatori più forti del mondo (così non discutiamo sulla cosa). Se, e diciamo se, in quell'11 aprile C7 avesse fallito il rigore e la Juve magari avesse passato il turno, probabilmente tutto questo non sarebbe successo. Ma....

La Juve ambisce a entrare fra le prime 5/6 squadre d''Europa e ambisce a essere un Top Team. Occorre fare un salto di qualità e ingaggiare anche i migliori del mondo.
Paratici, che è l'artefice del contatto con l'agente di CR7 Mendes, è d'accordo. Probabilmente ha l'accordo di Nedved. Marotta contrario e Agnelli indeciso.

Acquistare o non acquistare Cristiano Ronaldo, uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, quello che solo pochi mesi fa a Torino ha siglato uno dei goal più spettacolari di sempre in Champions (rovesciata da favola) e che solo due settimane dopo ha segnato il rigore che ha condannato la Juve all'ennesima annata amara?

In quel dubbio, poi risolto a favore dell'acquisto del portoghese e del litigio/separazione delle strade fra Marotta e Agnelli, sta la radice di ciò che abbiamo visto ieri sera con l'Empoli.
UNA SQUADRA CHE HA PERSO LA SUA IDENTITA'.

Antonio Conte, aveva forgiato una identità. Con giocatori da 10 euro in un ristorante da 100. Diamogliene atto. La Juventus vincente dal 2011 aveva grinta, fame, intensità, concentrazione. Era unita nei reparti e sapeva cosa fare. Ma soprattutto era coesa. Sembrava una corazzata.
La Juventus è migliorata anno dopo anno anche con Allegri. Si forse il gioco non sempre era all'altezza delle aspettative. Ma, che piaccia o no, la squadra aveva una identità.

L'arrivo di CR7 non è stato un danno in se. Cristiano Ronaldo ha segnato 101 reti in 3 campionati. Ha vinto un titolo capocannonieri ed è stato prolifico. Ha risolto partite. Ha elevato gli standard della squadra. Certo, non è esente anche lui da atteggiamenti a volte sopra le righe e neanche lui è perfetto. Ma chi lo è? Quale è il giocatore che non ha momenti in cui fa un errore? Tra l'altro dai 33 ai 36 anni, Ronaldo ha saltato una sola partita per problemi fisici.
Mi sembra strano che nessuno lo abbia messo in rilievo perchè invece è qualcosa di fenomenale. O vogliamo parlare di Arthur o di Ramsey giusto per fare 2 nomi? Due persone che guadagnano cifre astronomiche se parametrate ai minuti giocati effettivi.

L'arrivo di CR7 è stato un disastro solo perchè ha causato la partenza di Marotta. Che non sposava il progetto. Marotta non aveva riserve su Ronaldo il giocatore. Aveva riserve sulla sostenibilità economica di un acquisto da più di 100 milioni di euro e un ingaggio annuale di 31 milioni netti a stagione.
Aveva riserve su che impatto la presenza di una stella superpagata (magari anche con merito) avrebbe avuto sul resto dello spogliatoio. Qualcuno avrebbe cominciato a pretendere degli aumenti salariali? La storia ci dice cosa è successo, in effetti.....
L'arrivo di CR7 ha accecato il management juventino. Agnelli ha perso il controllo della situazione affidando tutto a Paratici. Nedved non si capisce che funzione avesse e quale sia stato il suo apporto in un senso o nell'altro.
E Paratici..... Paratici.... Paratici, se mi permetto di fare un nome, è il responsabile della sconfitta di ieri a Empoli. E dello scudetto perso l'anno scorso. E dell'involuzione di questa (ex) magnifica squadra.
Paratici.
Lui è assurto a direttore generale e responsabile unico delle operazioni di mercato.
Paratici ha cacciato Allegri e creato una discontinuità di identità portando a Torino la persona più sbagliata. Ovvero Maurizio Sarri. Non perchè non sia un bravo allenatore. Lo è. Ma non era la persona adatta a guidare la Juventus in un momento così delicato.

Era fresco vincitore dell'Europa League, è vero. Ma ha allenato per anni i più fieri rivali della Juventus e per anni ha avuto sempre una pessima parola per i bianconeri. Mai ammettendo la bravura della Vecchia Signora e sempre paventando ombre e sospetti. Sarri... un carattere diretto e anche ruvido. Inadatto allo stile Juventus. Inadatto da un punto di vista comunicativo. Inadatto a sostenere la pressione mediatica che ad un allenatore della Juve viene esercitata.

Sarri deve creare una nuova identità. E alla Juve non hai molto tempo. Fallisce. I giocatori non lo seguono. Non sarà stata tutta colpa sua ma di sicuro qualcosa la avrà sbagliata.

La Juve comincia a non capire più se è carne o pesce. Paratici va in affanno. Comincia a comprare giocatori funzionali agli equilibri di cassa e non al gioco o alle esigenze dell'allenatore. Sarri allena chi gli viene dato. Sono campioni, prime-donne, giocatori affermati o comunque di lungo corso.
Non era facile neanche per l'allenatore toscano.
E qui le colpe non sono sue ma di Paratici/Nedved. Con Agnelli colpevole di aver avallato tutto.

Inutile stare a vedere le operazioni a parametro zero di giocatori ai margini di altre squadre. Forse campioni ma se vanno via a zero qualche domanda bisogna anche farsela talvolta. Inoltre la squadra invecchia. Gli anni passano per tutti. E poi il Covid.
Incredibilmente arriva anche la chiusura degli stadi prima e il giocare senza spettatori poi. 

I bilanci della Juventus, già instabili su un filo sottilissimo di equilibrio precario, esplodono. Agnelli realizza che l'operazione CR7 è stata fatta nel momento peggiore. I risultati (europei) non arrivano. La Juventus fallisce con squadrette di seconda e terza fascia.

Se i risultati non arrivano, i malumori crescono. Ma torniamo li. Perdita di identità.

E poi? E poi la confusione totale. Paratici in difficoltà compra male e vende peggio. Compra caro e svende a zero. Si da l'incarico a Pirlo (che a me non è dispiaciuto) ma era comunque alla prima esperienza. Un salto nel buio anche a livello di immagine.
I giocatori mugugnano. Capiscono che la società è in confusione. Secondo me lo capiscono tutti.
Agnelli nel panico inventa la superlega. Un autogoal clamoroso.

Per di più dall'altra parte, l'Inter in silenzio in un paio d'anni con Conte al timone e lo spettacolare Marotta (tanto di cappello ad un signor manager) creano una ottima e solida squadra. L'Inter acquisisce una identità. Compra Lukaku e compra ottimi giocatori. 
La Juventus, dopo 9 anni di fila, perde il campionato, esce malamente dalla Champions, ha i conti disastratati, litiga con i rinnovi dei suoi giocatori perchè tutti vogliono di più, ottiene una immagine pubblica pessima per via della Superlega.

Non è un caso che, finalmente, Agnelli rinsavisce. Manda via Paratici e richiama Allegri.
Ma recuperare l'identità persa non è questione di un paio di partite.

Ci sono giocatori che vanno mandati via. Non sono all'altezza. CR7 è andato via quasi sicuramente perchè ormai non sopportava l'aria di naufragio che si respirava a Torino. Attorno a lui c'erano solo le rovine di una Juve all'altezza. Con giocatori strapagati senza valere l'ingaggio (Bernardeschi, Rabiot, Ramsey, Rugani, Morata, Arthur e mi fermo qui.)

Occorre ripartire. Forse ce la faranno ma la squadra è incompleta. Mancano laterali all'altezza (Alex Sandro in fase totalmente discendente), un play centrale alla Jorginho, un centravanti che sia capace di tenere palla, un portiere che dia più sicurezza, forse anche un centrocampista di fantasia e capace di uno-contro-uno.

Vediamo che succede.
FINO ALLA FINE. 


lunedì 19 aprile 2021

Juventus: stato attuale.

Si doveva arrivare alla fine, prima o poi. Che tutte le cose inizino e poi finiscano è una legge della natura e ancor di più dello sport.

Non staremo a stracciarci le vesti perchè questo è successo. Dopo 9 anni di scudetti consecutivi, il decimo non arriverà. Se fino ad ieri c'era un flebile, debolissimo lumicino acceso che continuava a bruciare, oggi ci ritroviamo con lo sguardo già proiettato per una nuova ripartenza.

Quello che preoccupa è che l'anno non è andato bene (Champions svanita ancora una volta uscendo con una squadra sulla carta decisamente meno titolata, frutto di un approccio alla doppia sfida un'altra volta non all'altezza e Campionato perso) ma corriamo il rischio che vada peggio. E corriamo il rischio che sia un disastro.

Disastro che si materializzerebbe nel caso in cui la Vecchia Signora non riuscisse a qualificarsi per la prossima Champions League. Evento fino a ieri appena accennato, evento oggi tutt'altro che remoto.

La classifica parla chiaro.
In testa vi è l'Inter, ormai irraggiungibile. Solo un suicidio collettivo onestamente totalmente improbabile dei neroazzurri consentirebbe a chi sta dietro di recuperare. 9 punti sulla seconda sono una enormità a questo punto del campionato, con sole 7 partite da giocare. Con 21 punti in palio significherebbe che l'Inter deve perdere almeno 3 partite e chi sta dietro deve vincerle tutte. Va beh....

La zona calda è tra il 2° e il 4° posto. Abbiamo 5 squadre per 3 posti. Racchiuse in 8 punti. La Juventus, dopo la sconfitta a Bergamo di ieri, è scivolata al 4° posto, scavalcata proprio dall'Atalanta. Altro che recuperare lo scudetto. Qui il problema è entrare nelle prime 4.
Perchè?

Perchè ancora una volta la squadra ha mostrato dei limiti spaventosi in fatto di compattezza e di fluidità di gioco. Una partita storta capita e non è da farne un dramma, ma la Juventus quest'anno è assolutamente assodato abbia delle carenze strutturali enormi (responsabilità di chi ha costruito la squadra o meglio de-costruito) unite ad un approccio mentale e agonistico alla partita da squadra di media classifica.

Ed è questo ultimo punto che forse fa più male. Si può perdere, ma dando l'idea di essere una squadra, di metterci cuore, di far vibrare il tifoso di ardore almeno per qualche minuto.

Questo invece non c'è. L'evidenza è che la squadra è al disarmo. Si vede ormai lontano un miglio che non ci sono motivazioni convinte ma solo motivazioni imposte dalla situazione e dai contratti. Si gioca e ci si impegna ma manca quel "plus", quel qualcosa in più che parte da dentro, da delle motivazioni interiori. Sono troppi i giocatori in condizioni psico-fisiche precarie.

Vedere ieri Dybala traccheggiare spaurito per il campo è stato uno strazio. Non che sia un "J'Accuse" al giocatore. La sua forma fisica è precaria, l'ambiente non aiuta, il suo rapporto con la società è ai minimi storici. Di certo i limiti caratteriali dell'uomo sono stati evidenti anche in altri momenti, anche se considero il giocatore uno dei talenti più cristallini giunti a Torino.
Ma se proprio dobbiamo usare un metro di misura, io ricordo ai tifosi il carisma di un Carlitos Tevez per dare un esempio. Un giocatore che non pensavi mai stesse rimuginando sul fatto che la squadra preferisse lui o un altro come stella della squadra.

Pirlo.... Pirlo ha fatto il suo. Io mi aspettavo qualcosa in più, devo essere onesto. Mi aspettavo una squadra più compatta, soprattutto a centrocampo. Mi aspettavo una squadra che avesse più soluzioni di gioco. Non me lo aspettavo a settembre o ottobre ma ad aprile mi aspettavo di vedere qualche trama, qualche processo di gioco assimilato dai giocatori.

E' evidente che la squadra non li ha. I giocatori non giocano quasi mai a 1 tocco. Se non quando c'è lo scolastico scarico per alleggerire il portatore di palla. Porto il pallone, vedo il compagno libero che mi viene incontro, do la palla e il mio compagno, di prima, restituisce la palla addosso. "Scarico". Serve per movimentare il gioco mentre la squadra prepara qualche soluzione improvvisa in cui qualcuno si smarca o si butta nello spazio.

Ed è proprio questo che manca. Non ci sono giocatori che si buttano negli spazi. Non ci sono passaggi rapidi da una zona del campo all'altra. E soprattutto non ci sono aperture. Cosa è una apertura? Una apertura è un improvviso cambio di gioco che porta il pallone con un lancio da una parte del campo ad un'altra decisamente lontana. Si sta palleggiando sul lato destro del campo? Una apertura porta il pallone da li alla parte opposta, dove si troverà l'esterno sinistro completamente libero. Con un solo lancio.

La Juventus non lo fa mai. I suoi centrocampisti hanno dei limiti in questi senso pazzeschi e questo è uno dei grandi problemi della squadra. Non c'è profondità. Ci sono solo due direttrici: una che passa dal dare la palla a destra a Cuadrado che se salta l'uomo (e lo fa) fa un cross in mezzo all'area. E l'latra direttrice passa da Chiesa che prova a buttarsi negli spazi con il suo vigore agonistico.

Però non abbiamo il centroavanti adatto per ricevere i cross alti. E spesso giochiamo senza nessuno che occupi l'area.

Difetti di creazione della squadra. Talmente evidenti che non si capisce come dirigenti di quel livello possano aver fatto degli errori.

La chiudiamo qui. Senza analizzare altro. Questo è più che sufficiente.

Dispiacciono le ultime parole di Pirlo, cosa che mi porterà a non guardare più le prossime partite. Cioè che si è stati sfortunati e si è perso per sfortuna. Ho gioito quando Sarri è stato mandato via per le cazzate che diceva durante le conferenze stampa. Pirlo è stato sempre sobrio e dignitoso nelle sue conferenze. Da qualche settimana sta sbagliando la strategia comunicative e arrivano le prime, deludenti, gaffes. 
Un allenatore come si deve non parla mai di episodi sfortunati. Perchè il calcio E' FATTO DI EPISODI. E quando si sbaglia non è sfortuna. Quando si prende un palo non è sfortuna! Si è calciato male.
Perchè se si calciava bene, il pallone andava dentro.
Quando si prende un goal alla fine della partita, non è sfortuna. C'è stato qualche errore difensivo. O di un giocatore o di tutto un reparto.

Fine.

Chiudiamo l'anno così. Sperando solo che si riesca ad arrivare fra le prima 4. Cosa, visto come giochiamo e visti i malumori e la poca serenità dell'ambiente, tutt'altro che scontata.
La squadra deve smettere di pensare di essere una BIG e giocare con l'atteggiamento da provinciale. Portando a casa i punti. Perchè senza la prossima Champions, sarà un disastro anche per le casse.

Che già sono disastrate da una gestione amministrativa non all'altezza da parte di Paratici. Che va assolutamente epurato perchè la sua gestione è palese faccia acqua da tutte le parti. I trofei e le vittorie sono arrivate per inerzia. Perchè la squadra veniva da un impianto prima mentale e poi agonistico forte. Un patrimonio che è stato sperperato.

Lo scudetto lo si poteva perdere. Ci stava. Ma qui si è persa la leadership di squadra vincente. E questo è ciò che più dispiace.

Fino alla fine, forza Juventus.

lunedì 22 marzo 2021

Doveva arrivare il crollo dell'impero romano: Juventus la fine di un ciclo? Forse è anche peggio

Una immagine che probabilmente segna veramente (forse anche di più dell'amara vittoria in Champions sul Porto che ha comunque sancito la prematura esclusione dei bianconeri dal proseguimento verso la coppa dalle grandi orecchie) la fine di un'era.

L'era del presidente Agnelli e del nuovo corso Marotta-Nedved-Conte iniziato un decennio. L'era dello stadium, dell'orgoglio ritrovato e dei record.

Record di punti in un campionato, record di scudetti consecutivi, record di una stagione intera senza sconfitte.

L'era in cui vincere non era importante, era l'unica cosa che contava.

La Juventus perde in casa con il Benevento. Una neo-promossa. Ma anche questo al momento è relativo.
Quello che conta non è la sconfitta in se, anche se in casa e con una squadra di bassa classifica. In un campionato può capire un calo di tensione, un momento di smarrimento, una partita in cui ti gira tutto male. Può capitare un periodo in cui i bioritmi dei giocatori più importanti siano al minimo o in cui le figure chiave si ritrovano infortunate o assenti tutte insieme.

Appare evidente e in questo momento totalmente sicuro che si è chiuso un ciclo ed è finito un modello. Onestamente pensavo e speravo che ci potesse essere una transizione migliore. Anche perchè il vantaggio accumulato era tanto, il fieno in cascina moltissimo. Proprio nel momento in cui si poteva fare il salto di qualità, portando la Juventus da regina incontrastata in Italia ad essere regina in Europa, proprio nel momento in cui puoi schierare tra le tue fila uno dei 2 campioni assoluti di questo sport e uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi, proprio nel momento in cui anche la forza economica poteva permettere di gareggiare con le altre big d'Europa....

Proprio in quel momento la dirigenza più quadrata d'Italia, più feroce nella programmazione e nella lungimiranza commette una serie interminabile di errori che l'hanno di fatto portata a sperperare un patrimonio accumulato faticosamente nel breve volgere di un anno e mezzo o poco più.

Se ci guardiamo indietro le ragioni vengono da lontano. E non sono certo il covid, gli stadi vuoti, gli infortuni, Pirlo troppo inesperto e via dicendo. Questi sono al limite fattori di contorno e talvolta effetti.

Le cause sono umane, troppo umane. L'uscita di scena del signor Marotta solo adesso mostra quanto abbia pesato nell'economia della situazione. Chi lo ha sostituito, Paratici, non ha avuto la stessa capacità manageriale e la stessa prudenza. 

Il buon Paratici ha fatto il suo lavoro in modo egregio quando era il braccio destro di chi lo ha preceduto. Ma da solo ha inanellato errori strategici fondamentali.

Non rimpiango a tutti i costi Allegri, come sbagliando fanno adesso molti tifosi. Non perchè pensi male di Allegri. Ma perchè gli stessi che lo piangono sono forse gli stessi che lo hanno fischiato quando è arrivato.
Allegri era giunto alla fine di un ciclo. Forse il rapporto si era logorato e forse la scintilla si era spenta. Allenare una squadra per 5 anni non è moltissimo ma non è neppure poco. Un cambiamento ci può stare.

Il dubbio è che quando il rapporto con il livornese si è interrotto, ci fossero sul piatto altri scenari. Continuo a pensare che Allegri sia stato mandato via o si sia fatto in modo che andasse via perchè c'era sul tavolo un possibile accordo con Guardiola. O un altro allenatore Big. Era quello il definitivo salto di qualità verso il top dell'Europa, il sigillo definitivo (dopo l'arrivo di CR7) che la Juventus fosse insieme a Bayern, Real e Barcellona, il simbolo del calcio che conta.

Guardiola non è arrivato. E da allora si è cominciato a prendere strade di ripiego. In un crescendo di imbarazzanti errori di prospettiva, in cui l'ultimo sbaglio era la diretta conseguenza di quello precedente.

Sarri è stato l'errore più grande commesso dal duo Paratici-Nedved. Sembrerebbe una scelta non avallata da Agnelli. Non sapremo mai la verità. Ma è sicuro che sia stato un errore. Preso come ripiego di Guardiola, la scelta viene fatta perchè trapela la voglia di cambiare gioco, di riuscire a divertire anzichè solo vincere. E' il rinnegare quello che si era fatto fino a quel momento.

Sarri non ha particolari colpe. Era solo l'uomo sbagliato nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Non ha particolari colpe. Sarri ha fatto il Sarri. Niente più e niente meno. Non aveva il tempo di poter costruire la "sua" squadra (a volte ci vogliono anni) e non aveva i giocatori affini al suo progetto. Ha mandato via giocatori che potevano tornare utili e di certo non è stato quel modello di allenatore che tiene unito lo spogliatoio. Sarri può allenare una grande squadra fatta di campioni? Io penso proprio di no. Non in una piazza come la Juve. Non se sei stato il paladino dei nemici della juventinità, l'esatto esempio del contrario dello stile "Juve".

Già da qualche anno le campagne acquisti si facevano con un occhio sempre più attento ai bilanci e alle plusvalenze piuttosto che alla ricerca di giovani da far crescere e individualità coerenti con il progetto.

E' l'epoca dei parametri zero. Giocatori a fine contratto, con un presente non sempre all'altezza del loro valore presunto. Parametri zero che costano tantissimo come ingaggio ma che non rendono ciò che ci si aspetta.

E' l'epoca del compro carissimo e vendo a poco perchè l'importante è abbassare un monte ingaggi che si innalza pericolosamente senza motivi. Se analizziamo alcuni stipendi rimaniamo inorriditi. Un Rugani di turno o un Bernardeschi di turno prendono 4 milioni netti a stagione. 4 milioni. Di che parliamo. 

E' la fine di un ciclo. Avvenuto veramente nel peggiore dei modi. C'è tempo per risalire la classifica e riuscire a riqualificarsi in Champions ma la paura più grande ora non è neppure di non qualificarsi fra le prime 4. La paura è di perdere tutto. Tutto il lavoro fatto finora. 

A breve Ronaldo andrà via. Io credo già questa estate. Perchè è evidente non voglia più rimanere in una squadra che mostra crepe in ogni dove. Come fame di vittorie, voglia, programmazione. In cui sembra si viva alla giornata.

La Juventus di ora sembra l'impero romano alla fine dei suoi giorni. Fragile, pronto a cadere sotto i colpi delle giovani popolazioni barbare, beandosi dei tempi gloriosi andati che non ci sono più.

CR7 andrà via perchè non lo puoi tenere fino a fine contratto. Costa troppo e se non rinnova, tanto vale venderlo ora per recuperare 30 o 40 milioni di euro. Vari giocatori simbolo di quella Juve che fu andranno via: Chiellini sicuro, forse Buffon, forse Dybala.

Io credo che quello che debba andar via sia Paratici e altri dello staff dirigenziale. Si deve ripartire con una programmazione. Non più vecchi alla fine del proprio percorso ma un mix di gioventù ed esperienza. Con giocatori acquistati per giocare nel loro ruolo.
O vogliamo continuare con gli esperimenti? Bernardeschi terzino, Bentancur playmaker, Kulusesvki attaccante, Ramsey esterno, Danilo centrocampista...... Vogliamo continuare con queste assurdità? Con una rosa con 2 soli attaccanti di ruolo disponibili per mesi? Con dodicimila esterni e nessun centrale di centrocampo se non Arthur che dice che preferisce giocare mezz'ala?

Ci vuole uno zoccolo duro di giocatori italiani che ricevano dai "vecchi" l'impronta dell'identità di squadra. E che la trasmettano. Ci vogliono giocatori affamati (l'esempio è CHIESA) e volenterosi. Ci vuole una pressione su lega e FIGC affinchè diminuiscano le partite ufficiali e si possa avere il tempo per allenarsi come si deve. E non si facciano più i tour promozionali a luglio e agosto e si ritorni alla buona e vecchia preparazione pre-campionato.
E soprattutto si spingano i giocatori a prendersi le loro responsabilità. A giocare sapendo che i soldi che si ricevono vanno guadagnati.

Io avrei tolto i guadagni stellari che hanno e li avrei parametrati ai risultati. Un compenso fisso e il resto ancorato a minutaggio, presenze e risultati, ruolo per ruolo. Basterebbe dare un tot di soldi per ogni valutazione media dei principali giornali. E' un criterio. Ma porterebbe i giocatori a capire che occorre giocare. E magari perdere, ma con onore.

Ora stiamo perdendo. E continueremo a farlo. Da qui fino alla fine del campionato. Perchè il re è nudo. E tutti ora giocheranno consapevoli che è in arrivo la rifondazione. Molti di quelli che giocano ora andranno via. E le motivazioni scompariranno e l'unità di squadra pure.

NOn credo andremo in Champions. Non credo vinceremo la coppa Italia. Lo scudetto è già andato.

E se non mandiamo via Paratici e soci, penso che ci vorranno di nuovo altri 4 o 5 anni prima di riprendersi.

Forza Juve, fino alla fine.